Stellantis, obiettivo stop contratto di solidarietĂ : 80 collocati in altri progetti

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POMIGLIANO D’ARCO – Altri 80 lavoratori dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, attualmente in regime di contratto di solidarietĂ , saranno collocati in alcuni progetti lavorativi illustrati nel corso della commissione sull’organizzazione e sistemi di produzione tra la direzione aziendale e le organizzazioni sindacali. Lo rendono noto i rappresentanti sindacali della Fim, sottolineando che l’obiettivo finale da raggiungere è “l’azzeramento totale dei contratti di solidarietĂ  entro la prossima scadenza del 31 dicembre”. Le attivitĂ  illustrate, riguarderanno principalmente i lavoratori con ridotte capacitĂ  lavorative che faranno parte principalmente degli “impianti generali”. “Tali allocazioni – aggiungono le Rsa Fim – impiegheranno personale per circa 80 lavoratori, un numero importante e significativo che risponde positivamente alla riallocazione delle lavoratrici e lavoratori ancora in CDS. La FIM-CISL accoglie positivamente la comunicazione ricevuta – concludono i rappresentanti sindacali – frutto delle nostre richieste fatte nei vari incontri per trovare tutte le soluzioni possibili al fine di ridurre gli ammortizzatori sociali con l’obbiettivo finale di un azzeramento totale del CDS entro la fine della prossima scadenza del 31 dicembre”.

Camion trancia cavo del passaggio a livello, Circum in tilt nel Nolano

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NOLA – Giornata di disagi ieri per i pendolari nolani: è ripreso solo nel pomeriggio infatti il transito dei treni lungo la linea Napoli-Baiano della Circumvesuviana. A creare i disagi, come informa in una nota l’Ente Autonomo Volturno, è stato “un camion in transito sul passaggio a livello di Camposano” che “ha tranciato il trefolo di guardia che è andato sulla linea aerea facendo scattare le sottostazioni elettrica Nola e Roccarainola. La linea aerea per fortuna non è caduta, per cui i tempi di ripristino sono stati rapidi e la circolazione è stata riattivata dopo circa un’ora dall’evento”. Sempre da ciò che fa sapere Eav il camion, dopo aver provocato il danno, è scappato via. “Ancora una volta si verifica un’emergenza legata ai passaggi a livello – aggiungono dalla societĂ  di trasporti – questa volta con conseguenze per fortuna non drammatiche, ma che comunque hanno provocato il fermo della circolazione su una linea ferroviaria, episodi che si ripetono frequentemente. Resta fermo l’impegno di Eav: i passaggi a livello vanno chiusi quando ed appena possibile”.

Ottaviano: San Michele, mettici la mano tua (quella che ti è rimasta)

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Il busto di San Michele, opera dello scultore Domenico Sepe, installato recentemente a Ottaviano, ha suscitato vigorose polemiche, perché il Santo non ha il braccio destro e, dunque, nemmeno la spada che nell’iconografia consolidata Egli impugna nella mano destra. Le spiegazioni fornite dallo scultore non mi hanno convinto, e del resto mi sembra che siano in netto contrasto con alcuni principi dell’ “iconografia del sacro” (E. Panofsky). Qui non sono in discussione i princìpi dell’arte dello scultore, né la sua perizia tecnica che è significativa. Qui si tenta solo di capire quali sono le ragioni che hanno suggerito il particolare “disegno” del busto di San Michele, privo del braccio destro e della spada. Ha scritto il Sepe sul suo sito “facebook : “ L’opera è rappresentata come un ritrovamento archeologico quindi non volutamente mancante dei simboli principali del santo ma ritrovata nel 2023.Metaforicamente visto che la spada e il diavolo non sono presenti noi spettatori ci sostituiamo ad entrambi i simboli e diventiamo parte integrante dell’opera.La spada simbolo di forza oggi potrebbe esser rappresenta dal nostro impegno civico verso l’illegalità.Il diavolo simbolo del male sostituito dal marcio della nostra società spesso espresso pienamente sui social.L’opera non è priva degli elementi ma sono mancanti metaforicamente a causa del tempo passato dalle prime effigi medievali, rinascimentali ed ottocentesche. Questa è un’opera d’arte del nostro tempo non una statua ma una scultura.”. Dunque, se ho capito bene, lo scultore dice in conclusione che il “busto” non è una statua, non rappresenta una figura ben precisa, ma è una scultura del nostro tempo, è la rappresentazione concreta di un’immagine nuova e totalmente libera.  Ma questo contraddice la proposizione iniziale, che invita a considerare l’opera come un ritrovamento archeologico: e ancora più seria è la manifesta contraddizione con la parte centrale del passo, in cui lo scultore ammette che la scultura rappresenta San Michele e spiega “l’assenza” del braccio, della spada e del diavolo come una metafora a rovescio: è la società che svolge i compiti e le funzioni degli “elementi” assenti. E’ un tipo di ragionamento che la sintassi delle arti figurative non consente di condividere, sia a livello formale che nella prospettiva sostanziale. Chi potrebbe interpretare i compiti della spada? E chi dovrebbe fare il “diavolo”? Sul piano della concretezza dell’arte che significa dire che noi “spettatori ci sostituiamo ai simboli”? Se siamo spettatori cosa ci consente di essere anche protagonisti, di sostituirci a un braccio e a una spada? San Michele ha mai parlato di questa sostituzione? Ricordo, infine, allo scultore che lui ha partecipato a una manifestazione in cui la comunità di Ottaviano, le autorità politiche e quelle religiose si aspettavano di vedere, nel busto, la figura del Patrono: lo prometteva anche il manifesto ufficiale, il cui testo lo scultore ha certamente condiviso. Era presente anche il parroco della Chiesa di San Michele. Mi dicono che lo scultore ha dichiarato di non aver messo la spada in mano a San Michele perché l’arma gli sembrava un inno alla violenza: e il Santo, invece, è simbolo della giustizia. E’ violenza scaraventare gli angeli ribelli, i diavoli, tra le fiamme dell’Inferno? Dunque, anche Dio, che ha dato l’ordine all’ Arcangelo, è un violento? L’artista dovrebbe sapere che gli studiosi hanno visto nella spada il simbolo concreto, “tangibile”, del raggio della Luce di Verità, che permette a San Michele di separare nettamente il Bene dal Male: e qualche pittore ha disegnato lo strumento non come una spada, ma come un raggio. Infine, Panofsky, Kirschbaum, Van De Waal hanno ricordato a tutti che l’iconografia consolidata dei Santi non può essere modificata negli aspetti essenziali, perché questi permettono all’osservatore di capire immediatamente l’identità del personaggio raffigurato. E questo vale anche per i personaggi del mito e per alcuni personaggi storici. Nella chiesa di San Pietro in Banchi a Genova c’è il “Cristo senza mani”, una statua in gesso che era stata abbandonata nello studio di un anonimo scultore e le cui mani si erano staccate dalle braccia fortuitamente . I restauratori decisero di non ricostruire le mani, sollecitati dai versi di un carme fiammingo del sec.XV: “Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani, per fare oggi le sue opere”. Ma è evidente che il Cristo mutilato di Genova rappresenta una situazione chiara e rispettosa dei ruoli: gli uomini devono fare con le proprie mani le opere che Cristo ha indicato e indica, le “sue” opere. E questo principio ha caratterizzato fin dal primo momento la predicazione di Gesù.

Stesa da Gomorra a Pomigliano, esplosi 9 colpi

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POMIGLIANO D’ARCO – Ancora una stesa nel territorio pomiglianese dopo quella dello scorso weekend. Colpi di arma da fuoco sono stati esplosi la scorsa notte a Pomigliano D’Arco. I carabinieri, verso mezzanotte, sono intervenuti in via Giuseppe Campanile: sul manto stradale hanno rinvenuto e sequestrato 9 bossoli calibro 9×21. Indagini in corso da parte dei carabinieri della stazione di Pomigliano d’Arco.

Il vescovo di Acerra da De Luca per il no alla quarta linea dell’inceneritore: ottenuto risultato importante

ACERRA – Si è svolto questa mattina, a Palazzo Santa Lucia, un incontro tra il vescovo di Acerra monsignor Giuseppe Di Donna e il presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Al centro dell’incontro vi è stata una valutazione attenta sulla situazione ambientale del territorio di Acerra, e sulle problematiche relative al termovalorizzatore. Il presidente De Luca, si legge in una nota, ha comunicato che la Regione avvierĂ  da subito un’operazione trasparenza, a cominciare dai dati sanitari reali relativi al territorio in questione. La tutela della salute, e la piĂą completa e trasparente informazione ai cittadini sono un punto di partenza irrinunciabile. A tal fine sarĂ  avviato un aggiornamento tempestivo e continuo, anche con l’impegno di autoritĂ  scientifiche e sanitarie nazionali, dei dati epidemiologici rilevati sul territorio. In questo contesto la Regione sospenderĂ  ogni decisione relativa al termovalorizzatore e all’ipotesi di quarta linea avviando una ricognizione dettagliata e attualizzata sui programmi di smaltimento dei rifiuti. “E’ evidente a tutti che ogni impianto di trattamento, a cominciare dal termovalorizzatore, richiede un necessario programma di manutenzione. Sarebbe irresponsabile trovarsi con impianti bloccati e montagne di rifiuti per strada, senza aver fatto un’azione di prevenzione. Non si può neanche immaginare di far precipitare la regione in una nuova emergenza rifiuti. Ma questo non può e non deve significare incremento dei quantitativi di rifiuti lavorati negli impianti. Siamo di fronte a un problema che chiama alla responsabilitĂ  tutte le istituzioni e tutti i cittadini. Occorre verificare in dettaglio, prima di procedere, quanto questo problema possa essere risolto da un incremento – sempre auspicabile – della raccolta differenziata, e dalla progressiva entrata in funzione degli impianti di compostaggio in via di realizzazione”, si sottolinea nella nota. Il presidente ha comunicato che “sarĂ  dato orientamento agli uffici regionali di non autorizzare l’installazione di nuovi impianti di trattamento rifiuti in un’area nella quale insiste giĂ  una grande quantitĂ  di tali impianti, tenendo, conto dei parametri giĂ  approvati dalla Regione per la classificazione delle aree sature. SarĂ  promossa anche un’azione di controllo sugli impianti giĂ  esistenti, per verificare che siano rispettate le norne di tutela ambientale. Si è deciso, infine, di dare vita a un comitato di saggi, con rappresentanze territoriali, scientifiche, di personalitĂ  terze, con cui verificare, in un clima di totale trasparenza e collaborazione, tutti i programmi e le decisioni da porre in essere in futuro”.

Vittoria Lettieri: “Spenta ogni polemica”

L’incontro tra il Presidente De Luca e il Vescovo di Acerra Mons. Di Donna e le parole chiare e definitive espresse a Sua Eccellenza da De Luca, che seguono quello che sto riferendo da mesi in tutte le sedi istituzionali e non, finalmente, pongono fine e spengono ogni tentativo di pretestuosa mistificazione della realtà operata da alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle. Questi ultimi, invece chiedere di incrementare la raccolta differenziata così da togliere rifiuti al termovalorizzatore negli Enti dove sono maggioranza, invece di spingere Città Metropolitana di Napoli, dove siedono in maggioranza, a deliberare sulle “zone sature”, provavano a distrarre l’attenzione su altre questioni.

Ho più volte interrogato, a partire dal 29 luglio scorso, la Giunta regionale per aderire “all’operazione trasparenza” richiamata e concordata oggi tra il Presidente De Luca e il Vescovo Di Donna, chiarendo la mia contrarietà all’ipotesi della quarta linea del termovalorizzatore di Acerra e la necessità di una continua manutenzione per l’impianto esistente, e in adesione “all’aggiornamento tempestivo e continuo” a cui oggi facevano riferimento il Presidente della Giunta Regionale ed il capo della Chiesa acerrana.

L’8 agosto 2023, proprio per consentire “l’intervento delle autorità scientifiche e sanitarie, invocate oggi”, ho emendato la Legge Regionale sui rifiuti, il Consiglio regionale ha approvato, con l’astensione del Movimento Cinque Stelle, prevedendo l’istituzione dell’Osservatorio regionale sull’inceneritore diAcerra e la rete di monitoraggio dell’aria per i comuni sede di impianti, organi a tutela della salute dei cittadini. Anche su questi argomenti si è tentato di fare mistificaizone della realtà, ed oggi si conclude definitivamente ogni tentativo.

Ancora, nell’interrogazione del 25 ottobre 2023 la Giunta ha ribadito che i 27 milioni di euro dell’avanzao di bilancio, andavano alla manutenzione dell’impianto e non alla realizzazione della 4 linea alla quale mi opporrò sempre, come ho dimostrato anche nell’ultima seduta di Consiglio Regionale.

Ben venga e plaudo alla condivisione di “un’azione di controllo sugli impianti esistenti”, come contenuto nell’emendamento presentato e votato (non dai 5stelle) nella legge regionale, quale è l’Osservatore regionale sull’inceneritore diAcerra e la rete di monitoraggio dell’aria per i comuni sede di impianti.

Su tutti questi temi – come ironicamente ho riferito in Aula una settimana fa quando ho detto di voler parlare in aramaico per farmi capire – su tutto, oggi si concorda con quanto io stessa avevo riferito e informato da luglio 2023. Per fortuna, le pratiche politiche efficaci e le notizie veriterie sono state più forti dei numerosi tentativi di disinformazione e di mistifcazione della realtaà operati in questi mesi. Spero ora che si possa lavorare per “togliere rifiuti” al termovalorizzatore di Acerra con un piano di raccolta differenziata spinta dove non si fa, e che la Città Metropolitana di Napoli, ai cui organi ho più volte scritto, arrivino a deliberare per l’individuaizone delle zone sature, dove non reliazzare impianti di trattamento dei rifuiti speciali. Sono queste le azioni serie e responsabili che devono necessariamente essere messe in campo.

I marziani del Real Madrid rimandano la qualificazione agli ottavi per il Napoli

Nella fantastica cornice del Santiago Bernabeu, il Napoli esce sconfitto solo nel finale per 4-2 contro il Real e vede rimandato il matematico accesso agli ottavi, a causa del contemporaneo pareggio tra Braga e Union Berlino. Gli azzurri hanno comunque saldamente nelle proprie mani la qualificazione, dal momento che basterĂ  non perdere con piĂą di un gol di scarto contro i portoghesi per passare il turno. In quello che si può considerare il tempio del calcio europeo, la squadra di Mazzarri non sfigura affatto ed anzi per diversi tratti della partita controlla il pallino del gioco, rischiando piĂą volte di passare in vantaggio nella ripresa. La causa della sconfitta è stata che, come all’andata, a certi livelli e contro calciatori fenomenali, il minimo errore viene pagato a carissimo prezzo: la leggerezza di Anguissa sul calcio d’inizio dello 0-1 ha inciso fortemente sul morale della squadra per gran parte del primo tempo e la papera di Meret ha deciso di fatto il risultato. Proprio sul portiere, Mazzarri è chiamato ad una scelta difficile: confermare Meret, dandogli fiducia, o iniziare un’alternanza con Gollini, rischiando di demotivarlo definitivamente; l’mpressione comunque è che con Gollini la difesa sembri essere piĂą sicura, come dimostrato a Bergamo. Domenica sera il Napoli riceverĂ  al Maradona la capolista Inter e dovrĂ  almeno ripetere la prestazione a cavallo tra 35′ e 75′ per riagganciarsi al treno scudetto.

Somma, Museo Etnostorico lascia storica sede dopo 10 anni: “Perso finanziamento vitale”

Riceviamo e pubblichiamo

Il Museo Etnostorico delle Genti Campane, attivo a Somma Vesuviana da oltre 10 anni, costretto a lasciare la sede di via Santa Maria a Castello. Ad annunciarlo è Biagio Esposito, fondatore e direttore del museo, intitolato ad Annamaria Amitrano: “Negligenze burocratiche e amministrative, non certo addebitabili al Museo, ci hanno fatto perdere il finanziamento di 200mila euro che sarebbe servito a rendere più moderna ed efficiente la sede di via Santa Maria a Castello di Somma Vesuviana. La nostra attività proseguirà altrove”.

I lavori nella sede si erano resi necessari a causa dell’umidità dei locali, che rischia di danneggiare seriamente le opere in esposizione: tele, libri, serigrafie e litografie.

Ulteriori e importanti dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà mercoledì 6 dicembre, alle 11, presso il bar Royal di Somma Vesuviana, in via Aldo Moro.

Marigliano, spaccio con le ricetrasmittenti: fermato con 167 dosi

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Marigliano: Servizi anti-droga. Carabinieri arrestano presunto pusher al dettaglio Altro blitz anti-droga per i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Castello di Cisterna. Questa volta siamo nelle palazzine popolari di Marigliano e a finire in manette è il 25enne del posto e già noto alle forze dell’ordine Danilo Foria*. L’uomo è stato fermato a piedi e perquisito. Rinvenute, nella sua disponibilità, 167 dosi di stupefacente tra crack, cocaina e hashish. Nelle tasche dell’uomo anche la somma in contanti di 285 euro suddivisi in piccolo taglio e ritenuti provento del reato. Sequestrata, infine, una ricetrasmittente. L’arrestato è in carcere in attesa di giudizio.

“Devi essere mia o ti sfiguro”: arrestato per stalking all’ex compagna

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Ercolano: Violenza di genere. “Devi essere mia e di nessun altro”. “Ti sfiguro”. Carabinieri arrestano 36enne per stalking Nella mattinata del 28.11.2023 personale della Tenenza di Ercolano ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari Tribunale Napoli, nei confronti del pregiudicato C.G. domiciliato in Portici, di anni 36, perché gravemente indiziato del reato di Stalking, in danno della sua ex compagna L.B. di anni 34 di Ercolano. Le articolate e tempestive indagini condotte dalla Tenenza Carabinieri di Ercolano, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, IV sezione indagini “Violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolazione” consentivano di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo che in più occasioni aveva minacciato la donna di morte nonché di sfigurarla con l’acido, con ciò ingenerando timore nella vittima per la sua incolumità personale, arrivando a pedinarla nelle ore notturne e a provocare danni alla sua autovettura. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Saviano, costi della mensa alle stelle e i genitori protestano

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SAVIANO – E’ iniziato ieri a protesta della mensa indetta dai genitori degli alunni frequentanti le classi del II° Circolo didattico dell’I.C. Ciccone di Saviano a causa dell’aumento improvviso dei costi della refezione scolastica.   Il malcontento è iniziato in data 7 novembre 2023, in seguito alla comunicazione da parte dell’amministrazione comunale relativa all’aumento dei costi di refezione della mensa a partire dal 1° gennaio 2024 fino al 31 maggio 2024. Il motivo? Nella comunicazione il motivo è da addebitare all’aumento naturale dei costi delle materie prime. In seguito indichiamo le fasce di reddito e in parentesi l’importo attuale per pura e semplice e corretta informazione.   Situazione attuale (fino al 7 novembre 2023)   Fascia 1: ISEE da € 0,00 a € 2.500,00 – gratuitĂ  del pasto, giusta la previsione del vigente regolamento d’ambito sociale di zona per l’erogazione dei contributi ai cittadini in  condizione di estrema povertĂ ; ESENTE   Fascia 2: ISEE da € 2.500,01 ad €7.500,00 – quota di compartecipazione: 2,00 €    Fascia 3: ISEE da € 7.500,01 – € 3,00   Fascia 4:  non residenti indipendentemente dall’ISEE € 3,95.     Situazione futura (dal 1° gennaio 2024)   Fascia 1: ISEE da € 0,00 a € 2.500,00 – gratuitĂ  del pasto, giusta la previsione del vigenteregolamento d’ambito sociale di zona per l’erogazione dei contributi ai cittadini in  condizione di estrema povertĂ ; ESENTE   Fascia 2: ISEE da € 2.500,01 ad €7.500,00: € 4,21    Fascia 3: Non Residenti : € 4,68     La comunicazione è arrivata a fronte della delibera di giunta comunale n.106 del 26.10.2023 dopo che la ditta Sagifi, ditta incaricata del servizio di refezione per l’anno in corso, ha comunicato all’amministrazione, visto i termini contrattuali e l’aumento dei costi delle materie prime, che in vista di un proseguimento di rapporto si sarebbe dovuta considerare la nuova tariffazione.   Nel frattempo una delegazione dei rappresentanti dei genitori ha chiesto all’amministrazione durante comunicazioni e incontri ufficiali la risoluzione del problema pena la disdetta e/o disattivazione del servizio di refezione.   Ci rendiamo conto che un aumento di costi per le materie prime per un’azienda sia importante ma è decisamente piĂą di forte impatto per tutte le famiglie che, nonostante le difficoltĂ , siano costrette a versare anche quasi 10 euro giornaliere (per chi ha due figli per esempio iscritti al servizio) fino a maggio.  Una spesa difficile da sostenere – continuano – che non sempre corrisponde ad un aumento della qualitĂ  del suddetto servizio   Abbiamo chiesto all’amministrazione di risolvere il problema – continua un altro genitore  – ma sono trascorsi circa 15 giorni dall’incontro e non abbiamo avuto notizie.  Molti genitori sono lavoratori oppure hanno difficoltĂ  economiche ed hanno difficoltĂ  anche nella gestione degli orari e costringendoli a sospendere il servizio, si hanno poi difficoltĂ  a prelevare i propri figli in orario anticipato (ndr. l’orario di uscita per chi non usufruisce della mensa, a prescindere dalla protesta, è alle 13.15).   Ciò che chiedono i genitori all’amministrazione comunale e di rimando all’azienda Sagifi di mantenere i costi così come da comunicazione iniziale previo inizio anno scolastico e previo inizio mensa, fino alla fine del suddetto anno scolastico. Che ci siano aumenti dei costi è innegabile in quanto si è tutti consumatori ma questi aumenti erano prevedibili ancor prima della sottoscrizione del contratto.   In caso contrario, i genitori proseguiranno con la protesta fino alla risoluzione del problema.