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In fiamme un deposito e una serra a Pompei
L’enorme incendio, divampato a Pompei in Traversa Gesuiti, è iniziato da una serra per poi propagarsi velocemente ad altri due stabili vicini
Il tutto è accaduto questa mattina a Pompei, in Traversa Gesuiti, nella periferia sud della città, al confine con Castellammare di Stabia. Le fiamme sono partite da una serra per poi arrivare a due edifici della zona.
Uno dei due stabili è un deposito nel quale vengono custoditi motori di celle frigorifere e pannelli di materiale coibentato. Data la presenza di questo tipo di attrezzature, è scattato l’allarme di una possibile esplosione con la conseguente propagazione nell’aria di fumi tossici.
Nella zona ci sono prevalentemente terreni agricoli e serre ma, nei dintorni dell’area, sono situate diverse abitazioni. Fortunatamente, nonostante le alte fiamme divampate dall’incendio e la colonna di fumo nero alzatasi in aria e visibile da diversi chilometri di distanza, non è stata necessaria l’evacuazione delle abitazioni limitrofe.
Sono intervenute sul luogo dell’incendio due squadre dei Vigili del fuoco del Comando di Napoli, provenienti dai distaccamenti di Castellammare di Stabia e Torre del Greco, la Polizia Municipale, la Polizia di Stato e i Carabinieri.
Le operazioni per domare le fiamme sono iniziate questa mattina dove la maggior parte dell’incendio è stato spento. Successivamente, nel pomeriggio, i soccorritori hanno eseguito le attività di bonifica e hanno spento gli ultimi focolai.
Stando alle prime informazioni rinvenute, la natura dell’incendio sembrerebbe accidentale ma sono ancora in corso accertamenti per risalire alla dinamica esatta.
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“Cultura a Colori” celebra 10 anni con la presentazione del nuovo numero e il premio “Donna è mille culure” al TIN di Napoli
L’editoriale, firmato dalla direttrice Sodano, pone al centro la questione ambientale come urgenza globale, intrecciando dati e riflessione in una narrazione che richiama alla responsabilità collettiva. Un filo conduttore che si riflette anche nella scelta visiva della copertina, dove il colore diventa simbolo della bellezza fragile del nostro pianeta. Ampio spazio è dedicato all’arte e alla cultura, con vari approfondimenti come il ritorno de Il Martirio di Sant’Orsola di Caravaggio alle Gallerie d’Italia, raccontato attraverso uno sguardo critico e contemporaneo dalla giornalista Roberta D’Agostino, e interviste ad artisti che indagano il rapporto tra creatività e interiorità. Non manca uno sguardo sull’attualità internazionale, con analisi geopolitiche sui nuovi equilibri globali a cura del giornalista Daniele Naddei, né l’attenzione al Made in Italy, rappresentato da eccellenze come l’arte orafa di Gerardo Sacco, intervistato dalla giornalista Adele Monaco, capace di trasformare tradizione e identità in racconto. Particolarmente significativa è la sezione dedicata alle donne, con il progetto Meridiane. Storie ritrovate del Sud e approfondimenti sulla figura femminile nel teatro contemporaneo, a cura della giornalista Tania Sabatino, in linea con l’impegno della rivista nel dare voce a storie spesso marginalizzate. A completare il numero, interviste, musica, letteratura e sport contribuiscono a restituire uno sguardo dinamico e sfaccettato sulla contemporaneità, tra storie di riscatto, percorsi artistici e nuove narrazioni.
Nel corso della mattinata del 12 aprile al TIN, si terrà anche la cerimonia di consegna del premio “Donna è mille culure”, giunto alla sua quarta edizione. Un riconoscimento che la redazione del giornale Cultura a colori assegna ogni anno a realtà, personalità e progetti che si sono distinti nella promozione della questione femminile, premiando l’impegno concreto, la sensibilità sociale e l’eccellenza del territorio. Il nome del premio trae ispirazione dalla celebre canzone “Napule è” di Pino Daniele, in cui il verso “Napule è mille culure” diventa simbolo della complessità, delle contraddizioni e della ricchezza umana e culturale della città. Allo stesso modo, il premio intende raccontare e celebrare le molteplici sfumature dell’universo femminile: storie diverse, percorsi unici, esperienze che attraversano ambiti differenti, ma che condividono un comune denominatore fatto di forza, resilienza, talento e capacità di incidere concretamente nella società.
Un omaggio non solo alla figura della donna, ma anche a Napoli e alla sua identità più autentica, fatta di stratificazioni, contrasti e straordinaria vitalità, che il premio vuole riflettere e valorizzare.
«Non è semplicemente un premio da assegnare alle donne, ma un riconoscimento che incarna pienamente la nostra missione: valorizzare chi ogni giorno contribuisce a rendere la società più giusta e consapevole – ha spiegato la direttrice Sonia Sodano –. Quest’anno abbiamo scelto di conferire il premio a tre realtà del territorio che rappresentano, in modo diverso, esempi concreti di impegno e visione».
Per l’edizione imminente, il comitato ha deciso di premiare la casa editrice Armando De Nigris Editore, per aver sostenuto e pubblicato un progetto simbolo come “Meridiane. Storie ritrovate del Sud”; la dott.ssa Alessandra Borghese, per il suo impegno nel campo della salute; e la squadra Napoli Women, per il valore sportivo e sociale nella promozione del calcio femminile.
«Il mio ringraziamento va innanzitutto alla redazione, che in questi dieci anni ha contribuito con passione, competenza e spirito di sacrificio alla crescita della testata, e a tutti coloro che, a vario titolo, hanno collaborato e creduto in questo progetto. – Ha, infine, aggiunto la direttrice Sodano – Un ringraziamento speciale va al Teatro Instabile di Napoli per l’ospitalità e al suo direttore, l’attore e regista Gianni Sallustro, per aver accolto e sostenuto questo momento.»
L’ingresso è aperto al pubblico. 