Arrestato 23enne di Somma Vesuviana: deteneva denaro e cocaina

I Carabinieri della Stazione di Sant’Anastasia, nel corso di un servizio antidroga, hanno tratto in arresto in via Cimitero Luigi De Simone, un 23enne di Somma vesuviana già noto alle Forze dell’Ordine. Il giovane è stato bloccato gli operanti subito dopo aver ceduto una dose di cocaina a un assuntore del posto subito identificato e segnalato al Prefetto. Nel corso di perquisizione personale sono stati rinvenuti e sequestrati altri 1,3 grammi in dosi dello stesso tipo di stupefacente e denaro per 460 euro ritenuto provento dell’illecita attività. L’arrestato è stato sottoposto ai domiciliari.

La Montagna “invita” ancora gli Ottavianesi e fa la solita predica: lo capite o no che la vostra sola salvezza sono io?

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Da almeno trenta anni grava sul Centro Abitato di Ottaviano la crisi causata dal fatto che lo sviluppo economico del Vesuviano interno si sviluppa in pianura lungo l’asse Caserta- Nola- Sarno. A ciò si aggiungono i problemi del presente: la “fuga” dei giovani e la crisi dell’occupazione. L’apertura e la messa in sicurezza del sentiero n.1 del Parco e della rete dei sentieri interpoderali possono alimentare un flusso importante di turisti. Nella fotografia di Felice Mandola la bellezza del connubio tra Natura e Storia.   Per secoli, gli Ottajanesi hanno “vissuto” la Montagna di Somma da tutti i punti di vista. La coltivarono, vi produssero uva, castagne, i melograni che Della Porta considerò squisiti e preziosi, ricavarono dalle sue selve legna, erbe e fascine, vi esercitarono il sentimento della comunità e dell’identità civica, come oggi fanno i Sommesi. Nella Montagna di Somma gli Ottajanesi impararono a vedere e a sentire la presenza del sacro e del magico: i teologi nolani erano persuasi che la Valle dell’Inferno fosse una porta degli Inferi, ma furono anche convinti del fatto che San Michele e le Madonna Nere proteggevano i Vesuviani dalle insidie dei démoni: e streghe e fattucchiere cercarono negli anfratti dei “tuori” le erbe per i filtri, ma anche per “utili medicamenti”. La Montagna salvò Ottajano dalle lave del vulcano in tutte le eruzioni, eccetto due, e diede agli Ottajanesi quella cultura dell’appartenenza che non li protesse da cenere e lapilli, ma anche quando lapilli e ceneri sommersero case e campi, e tutto sembrava irrimediabilmente finito, li “costrinse” a tornare e a ricostruire. Nel maggio del 1907 l’ingegnere Fiorentino, citando gli studi del geologo Riccardo Travaglia, esortava i commissari di Ottajano e di San Giuseppe a rimettere in sesto la rete dei sentieri del Vesuvio, e a curarne l’agibilità: era indispensabile che i contadini potessero raggiungere di nuovo selve e poderi per ricevere dalla Montagna il contributo al sostentamento delle famiglie: inoltre, la loro quotidiana presenza lungo “tuori” e “carcave” avrebbe garantito un controllo diretto, meticoloso e saggio dei “luoghi” che costituivano e costituiscono l’”ambiente” del Somma-Vesuvio. Gli amministratori ottajanesi del ventennio fascista misero in ogni bilancio annuale somme destinate a tenere “sgombri” i valloni e i sentieri montani e dopo il 1934 incominciarono a concentrare la loro attenzione anche sul sottobosco. Sulla Montagna gli Ottajanesi hanno scoperto la bellezza della Natura: è una bellezza intatta, lo dimostra la fotografia che correda l’articolo e che mi è stata fornita dal mio amico Felice Mandola: la bellezza del connubio tra Natura e Storia. Sulla Montagna gli Ottajanesi hanno anche visto dispiegarsi, nei secoli, la cupidigia e l’arroganza dei “potenti”, che si dichiararono padroni di selve e di poderi che invece appartenevano al demanio, e dunque erano “bene comune”: non so se oggi le autorità cittadine siano in grado di stilare un “catasto” attendibile del territorio montano. Gli altri Ottajanesi, quelli che potenti non erano, videro tutto, capirono, e tuttavia tacquero, perché dalla storia avevano imparato l’importanza della prudenza e la cultura del dissimulare. Merita certamente applausi l’incontro tra la Montagna e gli Ottajanesi che si è svolto ieri, patrocinato dall’ Amministrazione Comunale e voluto dal consigliere Vincenzo Caldarelli. Ma la Montagna ci invita non solo a cogliere il fascino dei luoghi,  a garantire l’impegno di tutti nella tutela di un patrimonio ineguagliabile, e a sostenere la campagna per la sicurezza del Somma- Vesuvio voluta dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. La Montagna ci invita a riflettere sulle condizioni attuali e sul destino del Centro Abitato di Ottaviano. Lo dissi – non era la prima volta-  quando venne consacrata la Grotta della Madonna di Lourdes, e lo ripeto: per il Centro Abitato la Montagna costituisce l’ultima speranza di salvezza. Non c’è polemica nelle mie parole: c’è la constatazione di un fatto che dipende dalla storia: da trenta anni ormai, nel Vesuviano interno lo sviluppo strutturale dell’economia segue le vie della pianura, lungo l’asse Caserta –Nola- Sarno. A questo elemento si aggiungono oggi i problemi che riguardano la provincia di Napoli e la Campania tutta: la fuga dei giovani, la disoccupazione, la crisi degli investimenti. La salvezza del Centro Abitato può venire dall’apertura reale, effettiva, del sentiero n. 1 che da Ottaviano porta al cratere: un’apertura che diventa efficace strumento di sviluppo turistico solo se la rete dei sentieri viene ricostruita, liberata da ogni tipo di impedimento e, soprattutto, dotata di tutto ciò che è necessario per rendere agevole l’orientamento e sicuro il movimento delle persone. Non credo che sia possibile riportare in vita l’agricoltura, ma certamente la sistemazione dei sentieri può incrementare il flusso dei turisti, soprattutto se questo flusso viene sostenuto  da un ben concertato programma di eventi: un programma che consideri il Palazzo Medici non un punto d’arrivo, ma una stazione di partenza. Mi dissero, anni fa, che i sentieri “ottavianesi” del Somma sono assai adatti al trekking a cavallo:  mi pare che centri ippici e maneggi dimostrino che la valutazione è esatta. Fino agli anni ’60 Ottaviano fu sede di una Fiera importante, che si teneva durante la Festa di San Michele. Esponevano i loro prodotti anche i costruttori di carretti e di calessi. E i cuoiai mettevano in mostra selle e finimenti. Una Fiera di cavalli da montagna, di selle e di finimenti allestita intorno al Palazzo potrebbe destare curiosità e interesse….    

Nola, i Giovani Democratici riaprono la sede del Pd

I Giovani Democratici di Nola invitano gli iscritti e la cittadinanza alla riapertura della sede PD/GD di via Tansillo 13, devastata da un incendio doloso il 14 luglio 2018. Ora, finalmente, la sezione potrà riaprire i battenti, grazie ad un intervento di restauro frutto dell’impegno congiunto tra aderenti senior del Partito e membri della giovanile. «Non si tratta di un evento collegato alle due campagne elettorali in corso, quanto della voglia di tornare a fare politica nella nostra sezione e, soprattutto, di restarci. Ci siamo, e non c’è nessuna violenza che ci possa intimidire». Appuntamento per domani mattina, 28 aprile, alle 11.30, in via L. Tansillo 13.

Anche in Campania cresce il numero degli anziani

Anche in Campania la popolazione invecchia. Nella nostra regione l’età media dal 2002 a oggi è passata da 37 a 42 anni; nello stesso periodo in Italia si è arrivati da 41,5 a 45,4 anni, in Liguria, la regione più “vecchia”, da 47 a 49 anni. E cioè in Liguria è aumentata di due anni, in Italia di due anni e mezzo, in Campania di cinque anni. Questo vuol dire che anche da noi, la regione “giovane” per antonomasia, ci sono più anziani. E, soprattutto, ampie schiere di ex giovani si avviano speditamente verso la terza età. E quindi urge per la Regione Campania attrezzarsi con adeguate politiche per gli anziani, a breve e medio termine. Indispensabili strumenti di intervento per non autosufficienti e fragili sono, ancora, il sostegno economico, soprattutto attraverso l’indennità di accompagnamento, e poi i servizi sanitari e sociosanitari. Sappiamo tutti dell’uso dell’indennità per far fronte a difficoltà economiche di intere famiglie, se non per la sopravvivenza stessa delle persone. Nel corso degli anni i fondi dal governo centrale per il sociosanitario si sono sempre più ridotti, il fondo nazionale per la non autosufficienza è vicino allo zero. In Campania occorre costituire un fondo regionale per la non autosufficienza attraverso la fiscalità generale. Così come occorre consolidare la presa in carico delle persone non autosufficienti con piani di intervento personalizzati; generalizzare l’integrazione delle reti di assistenza sociale e sanitaria, un’esperienza che a Napoli si fa da qualche tempo. Si dovrebbe anche da noi erogare un contributo aggiuntivo all’assegno di cura, finalizzato a sostenere una parte della spesa per le assistenti familiari (le badanti). Per intervenire così sulla qualificazione della loro attività e per regolarizzarne il rapporto di lavoro. Insieme ai tradizionali strumenti di intervento s’impongono misure innovative nella direzione di migliorare la qualità della vita degli anziani. A cominciare da serie e concrete politiche abitative per loro, che prevedano interventi strutturali sulle abitazioni. Per rendere più fruibili gli spazi, eliminare le principali barriere architettoniche, applicare tecnologie e attrezzature. Dovrebbero esserci disponibili soluzioni abitative alternative per gli anziani che non hanno la casa. Ad esempio ristrutturare edifici dismessi o sotto utilizzati, per realizzare soluzioni abitative più amichevoli e accessibili, con la formula del cohousing, cioè alloggi privati e ampi spazi comuni e condivisi. Per la popolazione anziana è fondamentale, oltre la pianificazione dei servizi sociosanitari, la loro integrazione con servizi e attività dei diversi settori, come mobilità, urbanistica, sicurezza. Così come lo è la domiciliarità, cioè vivere a casa propria, per gli anziani sono importanti la mobilità, spostarsi con i mezzi pubblici, la vivibilità del quartiere e della città, arredo urbano e spazi verdi compresi, un sistema di protezione contro truffe e raggiri. Ma considerando le caratteristiche dell’esercito di nuovi anziani, o giovani anziani, che si affacciano alla terza età, e cioè più istruiti, meno “usurati” fisicamente, più disposti alla partecipazione e alla vita sociale, occorrono soprattutto vere e proprie scelte politiche per l’invecchiamento attivo. Promozione della cultura di prevenzione con particolare attenzione ai corretti stili di vita, educazione permanente, volontariato di comunità. Fondamentale diventa una legge nazionale di promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo. Una legge strategica a cui non può certo sopperire la pur lodevole legge regionale esistente. La quale mira a una programmazione più attenta e a un miglior coordinamento degli interventi, ma quelli già previsti, a favore delle persone anziane. ci vuole una legge nazionale, con adeguata dotazione finanziaria, con chiare finalità. Promuovere azioni a favore delle persone anziane. Sostenere un invecchiamento attivo in grado di utilizzare al meglio le risorse di ogni persona per tutto l’arco della vita. Dandogli la possibilità di essere protagonista del proprio futuro, favorendone l’inclusione sociale.

Somma Vesuviana, gravi carenze igieniche: i carabinieri NAS chiudono il girarrosto di via Pomigliano

A Somma Vesuviana, in via Pomigliano, i carabinieri del NAS, il Nucleo Anti Sofisticazioni, hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria in un’attività di rivendita di polli allo spiedo, panini farciti e ristorazione veloce, gestita legalmente da una donna, A.R., di 64 anni. Al termine dell’ispezione i militari hanno proceduto all’immediata chiusura dell’intera attività, risultata priva dei requisiti minimi igienico-sanitari e strutturali di cui alla normativa europea vigente, requisiti propedeutici ed indispensabili al rilascio dei conseguenti titoli amministrativi e sanitari.

Bonus sociale idrico, chi può richiederlo, e come

Forse non lo sai, ma nel nostro Paese chi non sia in grado di pagare la bolletta dell’acqua potrà ricorrere a quello che viene chiamato Bonus Sociale Idrico. Questa agevolazione viene prevista per tutta una serie di categorie di persone che non possano permettersi il pagamento di una bolletta ordinaria, ed ha un funzionamento particolare.

Che cos’è il bonus sociale idrico

In particolare, nel momento in cui si faccia riferimento al bonus sociale idrico, si prenderà in considerazione quello che può essere definito come uno sconto rispetto alla fornitura dell’acqua, quindi non si tratta di una vera e propria esenzione, ma comunque di un aiuto a chi non ce la faccia a pagare tutto da solo. Nello specifico, si prevede l’erogazione, a chi lo richieda, di 18,25 metri cubi d’acqua all’anno per ogni componente della famiglia, a titolo assolutamente gratuito. Questi corrispondono, quindi, ben a 50 litri d’acqua al giorno per ogni persona che faccia parte della famiglia. Ovviamente, ogni gestore può applicare il proprio tipo di fascia di riferimento, e per conoscere quello relativo al tuo gestore potrai contattarlo direttamente, ma potresti davvero averne diritto.

Bonus sociale idrico, chi ne ha diritto?

Il bonus sociale idrico è previsto per tutta una serie di utenti che siano titolari di un contratto sia direttamente sia indirettamente. In particolare, per poter accedere al bonus sarà necessario avere almeno uno dei seguenti requisiti:
  • Un ISEE non superiore a 8.107,5 euro
  • Un ISEE non superiore a 20.000 euro (per le solo famiglie con 4 o più figli a carico)
A livello tecnico si parla di utente diretto riferendosi al soggetto che sia direttamente titolare della fornitura per un contratto ad uso domestico residente. In questo primo caso, il bonus sociale idrico verrà scalato direttamente dalla bolletta del soggetto che sia titolare del contratto e che sia residente. Si fa riferimento, invece, all’utente indiretto come ad un componente del nucleo familiare per il quale sia stato ottenuto l’ISEE e che utilizzi nella propria abitazione residenziale una fornitura intestata ad un’utenza di tipo condominiale. In questi casi, l’accredito per il bonus verrà effettuato direttamente sul conto corrente, oppure si potrà ottenere un altro tipo di rimborso, ma sempre con una modalità che sia tracciabile, a scelta da parte del gestore.

Come richiedere il bonus sociale idrico

Per richiedere il bonus sociale idrico sarà fondamentale, in primo luogo, stampare e compilare il modulo che troverai sui siti dell’Arera e dell’Anci. Inoltre, avrai bisogno anche di altri tipi di documenti come:
  • Il tuo documento di identità
  • La delega (e per questo troverai l’apposito modulo sul sito che avrai scelto anche per gli altri moduli
  • L’attestazione Isee che sia in corso di validità, sia per te sia per gli altri componenti del tuo nucleo famigliare
  • Una bolletta del tuo gestore per poter identificare il codice della fornitura e anche il nome del gestore idrico
Per presentare la domanda dovrai recarti o ad un CAF, o al tuo Comune di residenza, oppure potrai fare riferimento ad altri tipi di intermediari che siano abilitati a svolgere questo compito. La validità del bonus sociale idrico sarà annuale, e dipenderà dal tuo Isee. Nel caso in cui tu ne abbia ancora bisogno, anno dopo anno, dovrai presentare domanda di rinnovo per il bonus stesso un mese prima della sua scadenza. In questo modo avrai la possibilità di ottenere un sostegno per poter usufruire di un bene essenziale qual è l’acqua, anche nel caso in cui tu non abbia la possibilità di pagare direttamente le bollette a causa della tua situazione economica e di quella del tuo nucleo famigliare. Se vuoi saperne di più, oppure se vuoi essere aggiornato su tutte le novità e gli argomenti legali che possono farti risparmiare o che possono aiutarti ad ottenere dei rimborsi, puoi iscriverti a Difesa Utenti, associazione a tutela dei consumatori.

Nola democratica: insieme per liberare la città dalla vecchia politica

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La lista ‘Nola democratica’ che riunisce l’area politica progressista nella città bruniana ha lanciato un appello in occasione della Festa della Liberazione.
“Dalla Resistenza è nata un’Italia libera e nuova, che con la Costituzione repubblicana ha garantito democrazia, pace, progresso a tutti i cittadini. Nola è la città che ha subito gli orrori della guerra e dell’eccidio di Piazza d’Armi dell’11 settembre 1943, prima strage nazista compiuta nel nostro Paese.
È la città di Vincenzo La Rocca, perseguitato durante la dittatura fascista, poi autorevole membro dell’assemblea costituente e della commissione dei 75 che scrissero materialmente la Costituzione. Oggi, nel ricordo della Liberazione dal nazifascismo, lavoriamo insieme per liberare Nola da chi l’ha occupata, sfruttata, depredata”.
‘Nola democratica’ si propone di dare voce a quella larga fascia di cittadinanza che si riconosce nei valori progressisti e democratici, nel sostegno alla candidatura a sindaco di Gaetano Minieri in un patto per la rinascita della città.

Marigliano, controlli in una ditta di recupero rifiuti edili: denunce e sequestri

I Carabinieri della stazione forestale di Marigliano insieme a personale della polizia locale, dell’ASL Napoli-3 sud e dell’u.t.c. di Marigliano, hanno controllato una ditta che effettua recupero di rifiuti di demolizione per trasformarli in materia secondaria. Appena entrati nell’azienda, i militari hanno notato un uomo intento a recuperare rifiuti ferrosi per caricarli nella propria auto: si tratta di un 42enne del luogo denunciato per gestione illecita dei rifiuti insieme ai 2 operai che lo avevano fatto entrare. Sequestrati l’auto e circa 300 chili di rifiuti ferrosi. Nel corso dei controlli è emerso che il locale adibito ad ufficio amministrativo della ditta era stato ampliato senza autorizzazione. L’amministratore della ditta, un 43enne del luogo, è stato quindi denunciato per cambio di destinazione d’uso del terreno in concorso insieme alle proprietarie dell’appezzamento: una 69enne e una 37enne. Il terreno è stato sottoposto a sequestro. Nel corso dell’ispezione è stato sequestrato anche un prefabbricato che nel piazzale dell’azienda ospitava un’officina meccanica totalmente abusiva. Sequestrati anche i macchinari che erano all’interno.

Sant’Anastasia al voto, le liste del candidato sindaco Mario Gifuni

Candidato Sindaco: Mario Gifuni                                         Liste collegate:   Fratelli d’Italia: Cardinale Filippo, Abete Vincenzo, Trimarco Mario, Parmiciano Francesco, Ceriello Carmine, Romano Pasquale, De Simone Antonietta, Piccolo Daniela, Barone Annunziata, Sannino Concetta, Viterbo Annarita, Venuso Antonia, Travaglino Lorena, Pignatiello Maddalena, Saviano Carmen, Merone Luisa. Lega Salvini: Perna Enrico, Moscarella Giuseppe, De Simone Alfredo, Gifuni Luigi, Fornaro Francesco, Longobardi Carlo, Gammella Giacomo, Manfellotto Felice, Panico Domenico, Caruso Giuseppe, Cozzolino Rita, Marra Maria Rita, Casale Giovanna, Sommese Anna detta Annarita, Raia Ezia, De Sangro Giovanna.

Sant’Anastasia al voto, le liste del candidato sindaco Carmine Esposito

Candidato Sindaco: Carmine Esposito Liste collegate:   Agire con Carmine Esposito Sindaco: Allocca Carmela, Capasso Aldo, Colella Adele, Colombrino Salvatore, Coppola Olga, Di Mauro Gennaro, Di Perna Eugenio, Giordano Saveria (detta Veria), Maiello Carmela, Marino Antonio, Nocerino Angelo, Punzo Luigia, Scarpato Carmela, Terracciano Ciro, Trabelsi Fatima, Tabellini Angelo.   Alleanza per Sant’Anastasia: Busiello Maria Anna, Carotenuto Anna, Casoria Casimiro, Castaldo Carla, D’Auria Vincenzo, Maione Aniello, Maione Luca, Parma Fortuna, Pavone Emilio Ciro, Ragosta Maria Concetta, Romano Carolina, Toscano Giovanna, Vitale Francesco, Zucconi Arturo, Giuseppina Frezza, Rita Fele.   Arcobaleno: Auriemma Tony, Ceriello Giovanni, Della Porta Giuseppe, Esposito Silvia, Fragliasso Giuseppe, Gifuni Ciro, Giordano Teresa, Gifuni Francesca, Giliberti Concetta (detta Cettina), Leone Raffaele Daniele, Liguoro Donatella, Manno Felice, Piccolo Anna, Ragosta Giuseppe, Romano Antonio, Terracciano Ciro.