Terzigno, sequestrato un minimarket di cibi etnici: oltre 23 kg di prodotti privi di rintracciabilità

I Carabinieri della stazione di Boscoreale hanno posto sotto sequestro un minimarket di prodotti alimentari etnici a Terzigno.  Sono più di 23 kg, suddivise in oltre 100 confezioni di diverse tipologie, i prodotti alimentari posti sotto sequestro per violazioni ai regolamenti comunitari in tema di etichettatura e rintracciabilità degli alimenti. Inoltre erano posti in vendita anche prodotti deperibili oltre la data di scadenza. Alla titolare 40enne sono state contestate sanzioni per quasi 7000€.

Eav, situazione ferma. Il sindacato ORSA: “Se i mezzi pubblici non partono la colpa non è dei lavoratori”

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa: È inaccettabile il tentativo da parte dell’EAV e di qualche “giornalaio di regime” di far ricadere sui lavoratori le responsabilità per i quotidiani disservizi. Se i mezzi pubblici non partono la colpa non è dei lavoratori ma di manager incapaci, scelti con la spada, strapagati e servi “sciocchi” di una certa politica. Tagli al servizio, improvvise soppressioni, guasti e ritardi sono il minimo comune denominatore di quanti scelgono di muoversi in Campania utilizzando i mezzi pubblici. La carenza di mezzi costringe gli utenti a viaggiare ammassati come sardine, in barba a qualsiasi norma di sicurezza e violando, palesemente, i previsti obblighi contrattuali. Il pessimo servizio offerto dalla Circumvesuviana, ritenuta tra le peggiori ferrovie italiane, è l’esatta rappresentazione di come la propaganda politica provi a mistificare la realtà. Mentre si continuano ad “inaugurare” stazioni SOLO ritinteggiate, sottoposte invece alla naturale manutenzione ordinaria, facendole passare per “grandi opere”, il servizio su gomma e su ferro peggiora ogni giorno di più. La mancanza di materiale rotabile (leggi bus e treni) e la carenza di personale sono costanti che caratterizzano tutte le aziende di trasporto in Campania. Eppure la politica regionale, piuttosto che proporre soluzioni concrete, preferisce scaricare la responsabilità del disastro trasporti sui dipendenti che, per legge, devono consumare le proprie ferie, nonché sull’indisponibilità da parte degli stressati autisti/macchinisti/capitreno ad effettuare prestazioni straordinarie, su mezzi non perfettamente a norma e che, con l’aumento delle temperature, diventano forni crematori a causa della mancanza, o peggio, dell’inefficienza di impianti di climatizzazione. Sarebbe bello vedere, di tanto in tanto, un’assunzione di responsabilità da parte dei dirigenti, quelli che percepiscono oltre 100mila euro l’anno di soldi pubblici, prima di tutto scusandosi con la città e, successivamente, offrendo il (dis)servizio a costo zero. Del resto, se il TPL è finanziato dallo Stato con soldi pubblici (attraverso le tasse dei cittadini), perché i cittadini dovrebbero pagare un ulteriore biglietto ricevendo in cambio un servizio pessimo?

Volla, una finale di “Qualità” per la IV Edizione del “Volla Music Contest”

Nella serata di sabato 8 Giugno, al teatro Maria Aprea presso l’Accademia G. Verdi di Volla, si è conclusa l’avventura della competizione musicale tra i giovani talenti del “Volla Music Contest”. Il “Volla Music Contest” è una promettente e tanto attesa iniziativa musicale, nata per volere del Maestro C. Palella dell’Accademia musicale “G. Verdi” di Volla, in collaborazione con “Musicisti Associati” e da quest’anno anche di “Radio VZone”. Questa quarta edizione ha avuto una grande partecipazione di giovani artisti anche dai territori limitrofi. 34 i talenti selezionati, ma solo undici hanno superato le varie fasi e sono giunti alla finale. Ognuno tra gli 11 finalisti, tra cui una band, ha scritto una pagina del libro della propria vita. Ognuno di loro ha sicuramente iniziato a scrivere questa pagina con grandi aspettative. Queste ultime, non per tutti si sono realizzate, ma indubbiamente ognuno ha concluso queste righe con grande profitto personale. Ognuno ha scritto questa pagina e/o questo capitolo, facendo trasparire forse solo il titolo: la passione per la musica. Ma essendo giovani molti di loro ancora non sanno che rivelare già solo la passione per la musica è una vera e propria confessione di se stessi. L’innovazione di questa edizione è stato il passaggio di testimone nella organizzazione. Difatti questa volta è stata Rita Palella, figlia del Maestro Ciro Palella, ad averne curato completamente ogni dettaglio. Dalla regia alle modalità del percorso di selezione, ha reso accattivante ed avvincente ogni serata e ogni competizione. Inoltre, nonostante la sua giovane età, ha dimostrato di avere sempre un “piano”, e non di riserva, ma semplicemente uno strumento per emozionare tutti con le sue note e la melodia della sua autentica e singolare voce. Infatti ha regalato alla platea un momento davvero emozionante, con un salto nel passato nell’esecuzione della canzone “La cura”, che la rese vincitrice di questo Contest in una delle precedenti edizioni. Ogni concorso che si rispetti è fondato su un importante pilastro: la giuria. Due presidenti: Giorgiana Strazzullo, insegnante di violino nonché primo violino del Quartetto Mitja, gruppo musicale vincitore di riconoscimenti musicali internazionali e il Maestro Giuseppe Lipari, Presidente e docente del “Centro studi musica” nonché veterano della musica, con un bagaglio ricco di esperienze. Poi ancora, Francesco Egollino, docente, musicista, arrangiatore e compositore, tra cui un brano di Peppino Di Capri, e musicista con Maria Nazionale. Veronica Fabbri Venezuela componente del gruppo Quartetto Mitja. Al violoncello Salvatore Riccardi, manager dell’azienda Oreal. Raffaele De Mato di radio VZone, compositore ed ingegnere del suono attraverso il suo mixer, esperto della dub music, che è un sottogenere della musica reggae; Titty Caldarelli giornalista de “Il Mediano.it”. Questi due ultimi rispettivamente hanno assegnato il premio della radio VZone e il premio della Critica. Inoltre il pubblico in sala ha avuto la possibilità di votare il suo preferito assegnando il riconoscimento del “Premio del pubblico”. Sigillo prezioso della serata è stata la brillante presentazione dello show man Gennaro Scarpato, attore, autore di numerosi testi teatrali e cinematografici. Scarpato ha saputo con grande maestria, riempire ogni spazio tempo necessario alle valutazioni della giuria. Inoltre si è esibito più volte nel canto, e con grande padronanza ha gestito le numerose esibizioni, improvvisando con ironia vincente, come solo un grande intrattenitore riesce a fare. La serata ha visto la prima esibizione di tutti gli undici finalisti: Tano, Francesca Miele, Ester Mazzeo, Musas (band), Benny Lendano, Sarah Albano, Marco Di Fiandra, Laura Porcaro, Sabrina Armano, Pierluigi Rosato, Simona Di Fiandra. Di questi solo sei sono stati scelti dalla giuria per scontrarsi in un testa a testa (1vs1) con eliminazione diretta. Quindi la seconda parte della serata inizia con le sfide. Per cui Benny Lendano batte Marco Di Fiandra, Laura Porcaro batte Tano, Sarah Albano batte le Musas (band). I tre vincitori di questo testa a testa, B. Lendano, L. Porcaro, S. Albano vanno dritti in finale insieme a S. Armano ripescata dalla giuria tra gli eliminati. ​ Durante la serata, un augurio speciale a tutti i partecipanti arriva con la presenza e testimonianza di Vincenzo Durevole, vincitore del talent show “Amici” di Maria De Filippi. Ed ecco la lista dei vincitori del contest: il 1° classificato che si è aggiudicato un buono dal valore di 400,00 € è stato Benny Lendano, napoletano appena 28 enne, che ha mostrato grandi doti tecniche e canore interpretando un testo di Alex Baroni. Il 2° classificato è Sarah Abano. Il 3° classificato è Laura Porcaro. Il premio della critica è stato assegnato a Tano, 18 enne con grandi doti interpretative. iL premio della Radio VZone è stato assegnato alla Band “Musas”, cinque, solo donne, tra i 14 ai 17 anni che hanno deliziato l’intero contest con musica strumentale inedita, toccando attraverso i testi delle loro canzoni numerosi temi di attualità e problematiche ambientali. Il premio del pubblico è stato conferito a Marco Di Fiandra, giovanissimo profilo della musica classica che ha conquistato la platea. Molti tra i giovani sono stati osservati e scelti durante le serate dall’agenzia “Kiki Eventi” ed hanno avuto una proposta di lavoro a tempo, con contratto serio e valido, per attività di animazione in villaggi turistici. Emozionante vedere questo connubio tra la passione per la musica e un’opportunità di lavoro. Appassionante vedere così tanta solidarietà tra questi giovani, attraverso attestazioni di stima tra l’uno e l’altro. Entusiasmante è stato vederli crescere in performance e sicurezza in sé stessi, durante lo stesso Contest cosi da uscirne tutti vincitori. Si può davvero dedurre che hanno vinto tutti un primo posto, poiché ognuno è stato meglio di sé stesso all’inizio contest, quindi quel primato nessuno potrà mai toglierlo. Diventa davvero una bella pagina del libro della musica quando anche la conclusione di un percorso riesce a far emozionare.

A Pomigliano d’Arco presentazione del libro di G. M. Buglione “Dalla parte di Caino”

Il libro esamina i modi e gli argomenti con cui Giorgio Imbriani e Felice Toscano affrontarono la complicata questione della pena capitale. Tra i meriti del libro c’è anche quello di aver riproposto all’attenzione di tutti due eccezionali figure di intellettuali e di patrioti, protagonisti del complesso e profondo dibattito culturale che si svolse nei primi anni dell’Italia unita, e che non è stato ancora completamente ricostruito dalla storiografia.   Giovanni M. Buglione, che insegna Storia e Filosofia al Liceo “V. Imbriani” di Pomigliano d’Arco, ci costringe a riconoscere, ancora una volta, che la storia del dibattito culturale che precedette l’unità d’ Italia e si sviluppò nel primo decennio dell’Italia unita non è stato completamente ricostruito dagli studiosi, e che alcuni personaggi aspettano ancora di veder riconosciuto il loro ruolo di protagonisti. Tutte le “schede” pubblicate su Giorgio Imbriani si aprono ricordando che era fratello di Vittorio: ma è giusto sapere che Giorgio nella sua vita assai breve seppe ritagliarsi uno “spazio” in cui l’autonomia di pensiero, la libertà di giudizio, il coraggio della testimonianza e l’originalità delle visione delle cose si coniugarono in una solida armonia.. E aspetta di essere collocato nella giusta prospettiva storica l’abate Felice Toscano, autore di pregevoli riflessioni sulla filosofia del diritto, e allievo “prediletto” di Luigi Palmieri, noto a tutti come vulcanologo, ma in verità anche protagonista di una “esperienza filosofica” alla cui storia Giovanni M. Buglione ha dedicato, nel 2000, uno splendido saggio. Come si vede, il libro “Dalla parte di Caino” ci propone temi di grande interesse, che noi cercheremo di trattare nel modo più completo possibile. Il libro di Giovanni M. Buglione, che è stato stampato dalla Fondazione “Vittorio Imbriani”, verrà presentato venerdì 14, a partire dalle ore 18.00, nella Sala delle Capriate “ La Distilleria Culture District”. Interverranno Elio Caiazzo, presidente della Fondazione, Raffaele Russo, sindaco di Pomigliano, Franca Trotta, assessore alla Cultura, Vincenzo D’Onofrio, Procuratore aggiunto della Repubblica, Nello Cimitile, professore “emerito” dell’Università del Sannio, Michele Ranieri, docente di Storia e Filosofia al Liceo “A. Diaz” di Ottaviano e Ferdinando Esposito, storico, autore della prefazione del libro.  

Saviano, seminario anticorruzione con Raffaele Cantone

La lotta alla corruzione tra prevenzione e repressione”. Venerdì 14 giugno la giornata di studio in memoria del dr. Andrea Ciccone. Relatore il presidente dell’ANAC Raffaele Cantone.
 Si terrà venerdì 14 luglio 2019, con inizio alle ore 10.00, nell’aula consiliare del Comune, la giornata di studio sulla “lotta alla corruzione tra prevenzione e repressione” dedicata alla figura dello scomparso segretario regionale Campania dell’Unione nazionale segretari comunali e provinciali Andrea Ciccone, già segretario generale, tra l’altro, del Comune di Sorrento e della provincia di Avellino.
Al seminario, organizzato dall’Unione regionale Campania dei Segretari Comunali e Provinciali con il patrocinio del Comune di Saviano e dell’Ordine degli avvocati del Foro di Nola, interverrà quale relatore il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone. Nel corso del seminario saranno trattati i temi della prevenzione della corruzione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche e dell’attività di vigilanza da parte dell’ANAC.  Dopo il saluto del Sindaco di Saviano Carmine Sommese, ci sarà l’apertura dei lavori del Segretario Nazionale dell’Unscp Alfredo Ricciardi quindi l’introduzione di Ferdinando Pinto, professore di diritto amministrativo dell’Università degli studi di Napoli Federico II. La relazione è affidata al presidente dell’Anac Raffaele Cantone.
La giornata è dedicata alla memoria del dr. Andrea Ciccone, già segretario generale, tra l’altro della Provincia di Avellino e del Comune di Sorrento. Prima ancora aveva ricoperto altri e prestigiosi incarichi. Autore e co-autore di pubblicazioni in materia di Enti Locali, era stato anche designato Vice Segretario nazionale con funzioni di responsabile nazionale della organizzazione e tesoriere nazionale dell’Unscp. Era cultore delle discipline di Istituzione di Diritto Romano presso l’Università degli studi di Napoli Federico II.

Dopo 20 anni la Coop lascia la Campania: cede gli ipermercati di Afragola e Quarto. Ancora paure. Ecco il comunicato

Era nell’aria e si è puntualmente verificato: dopo vent’anni la Coop lascia la Campania e cede in franchising i suoi due ultimi ipermercati  che aveva sul territorio a un’azienda locale, la GDM srl. Dunque, dopo l’annuncio di Auchan di vendere a Conad, anche l’altro colosso della grande distribuzione prende la decisione di abbandonare l’area economicamente più a rischio della penisola, la zona napoletana. Dopo tante disperate lotte dei lavoratori nulla quindi ha potuto più impedire quello che ormai è parso inevitabile. Nel frattempo gli emiliani di Alleanza 3.0 assicurano che il marchio Coop sarà mantenuto sulle insegne degli ipermercati e che si continuerà ad approvvigionare i due impianti con i prodotti della cooperativa.  Ma c’è chi attraverso i social ha avanzato timori sul futuro occupazionale, contrattuale e salariale dei lavoratori, che sono complessivamente 324 negli ipermercati di Afragola e Quarto. A ogni modo per il momento negli ambienti lavorativi delle due strutture serpeggia un cauto ottimismo. Questo perché a dirigere gli ipermercati ci sarà un ex responsabile dell’Ipercoop di Afragola, cosa, questa, che viene vista da più parti come una garanzia di rilancio e sviluppo dei due siti napoletani.   Ecco il comunicato appena diramato da Distribuzione Centro Sud

“È stato appena firmato il preliminare d’accordo per il passaggio in franchising della gestione degli ipercoop di Quarto e Afragola, da Distribuzione Centro Sud alla realtà aziendale Gdm srl che già gestisce un altro negozio in franchising da Coop sul territorio campano. Proprio in Campania, l’esperienza del franchising a marchio Coop appena avviata sta producendo risultati positivi, sia in termini di vendite del prodotto a marchio Coop, sia in termini di clima generale all’interno dei negozi. Con questa operazione, Distribuzione Centro Sud evita la chiusura dei due punti vendita e dà il proprio contributo alla gestione del delicato tema occupazionale, secondo quel criterio di responsabilità sociale che, da sempre, contraddistingue il marchio Coop.  L’obiettivo è stato quello di elaborare una soluzione che tenesse conto anche del contesto e delle istanze territoriali. L’operazione avverrà in continuità di gestione, e tutti i lavoratori in forza ad oggi all’ipercoop di Quarto e a quello di Afragola, ad accordo raggiunto, passeranno in forza alla nuova gestione di Gdm srl”.

Somma Vesuviana. Rassegna “Aromi di Parole”, al Torchio lo scrittore Niko Mucci

Venerdì 14 Giugno, alle ore 19.00, presso la sede dell’Associazione Il Torchio, si rinnova l’appuntamento con la rassegna Aromi di Parole. Protagonista, questa volta, sarà Niko Mucci, attore, regista e scrittore che presenterà il suo ultimo libro di poesie Baionette le parole. Poliedrico artista che da anni collabora con Il Torchio, di questo suo ultimo lavoro, Niko Mucci racconta “Scrivere poesie, per alcuni una necessità, per altri la ricerca di sé stessi attraverso la scrittura, per me una cosa naturale, istintiva, spesso compiuta di getto con poche correzioni. Poesie in genere non molto lunghe, quasi come pensieri fugaci, brevi riflessioni, che appena si accorgono di prendersi troppo sul serio, virano sulla leggerezza, dopo aver espresso il concetto, quasi a pentirsi di avere usato un mezzo, la parola, così potenzialmente emozionante e significante. In fondo, per me che mi occupo di comunicazione attraverso mezzi come il teatro e la musica, il logico passo successivo per la creazione di una trinità espressiva quanto significativa.” A reggere le fila della serata sarà la giornalista Ilaria Varriano. La lettura dei componimenti, oltre lo stesso Niko, vedrà come protagonisti alcuni dei partecipanti alla serata, tra cui i soci de Il Torchio, e sarà intervallata da interventi a cura del trio musicale composto da Jolanda Raia, Vincenzo Raia e Antonio D’Alessandro. La rassegna “Aromi di Parole” nasce con l’intento di offrire voce ad autori che, negli anni, hanno saputo sviluppare un forte legame con il territorio sommese. Il titolo vuole omaggiare la ritrovata cornice del Parco deg32li Aromi, dove si trova la sede de Il Torchio, che, dopo una recente opera di riqualificazione, si candida ad essere sempre più luogo pubblico di ritrovo dove coniugare la bellezza del paesaggio e il linguaggio dell’arte e della cultura. L’ingresso alla serata è libero.

Addio a Giuseppina D’Amato, scampò alla morte durante la ritirata tedesca nel 1943 a Somma Vesuviana

Nata nel 1934 a Somma Vesuviana, era l’unica testimone ancora in vita di quell’orribile 1° Ottobre del 1943. Donna mite, dolce, di quelle capaci di trasmetterti sempre qualcosa di positivo. Ha vissuto un’intera vita con il triste ricordo della tragica morte della madre Luisa Granato.   Il 28 settembre del 1943 a Somma Vesuviana iniziarono  le razzie dei tedeschi che portarono via oggetti di valore, animali e mezzi di trasporto. La città era scossa dal frastuono metallico dei carri armati in ritirata.  Giuseppina D’Amato, all’epoca, aveva nove anni.  Il padre era prigioniero di guerra. La ragazzina, con la mamma Luisa Granato e la sorella Teresa, dormiva e mangiava dai nonni, che abitavano a poca distanza. La mattina del 1° ottobre la famiglia aveva trovato rifugio e ospitalità verso la località Castello insieme ad altre numerose persone. Intanto, giù in paese, i tedeschi incendiavano le case degli antifascisti Don Umberto De Stefano, Gennaro Ammendola, Francesco Capuano, Michele Pellegrino, Vincenzo De Falco, della famiglia Bianco e dei Mazzarella. Dal castello montano si vedevono le fiamme lambire i tetti e il cielo. In via Roma veniva ammazzato vicino al suo portone, con un colpo di pistola al collo, il fornaio Michele Muoio. Nella proprietà dei Di Lorenzo, vicino Porta Terra al Casamale, moriva mitragliato lo sfollato Ciro Giannoli. La sorella di Giuseppina,  Teresa, era piccola e affamata: iniziò a piangere perché voleva un torso di pane. Donna Luisa, da buona mamma, decise di scendere in paese per assecondare la figlioletta e, del tutto incurante delle conseguenze, si diresse, con la piccola Giuseppina, verso casa in via Casaraia. A nulla valsero le esortazioni delle persone: mentre Luisa stava per aprire la porta, i tedeschi – di guardia al ponte Purgatorio – iniziarono a sparare senza pietà colpendola al fianco destro. Erano le ore 16:50. Luisa fece un giro su se stessa e cadde ferita a terra. La piccola Giuseppina si salvò, invece, dalle furiose raffiche tedesche.  Un uomo, che abitava nella località Purgatorio (attualmente l’incrocio che porta all’Ufficio postale), sparò ad un tedesco ferendolo gravemente. Solo allora i  tedeschi, alla vista del compagno ferito, decisero di abbandonare quella postazione. Intanto il tempo trascorreva inesorabilmente e mamma Luisa continuava a perdere sangue: un fiotto era sceso lentamente sulla scalinata che dal portone di via Casaraia mena (ancora oggi) a via Roma. Inutile fu l’arrivo del Dottor Eugenio Testa. Necessitavano le cure in un buon ospedale: cosa impossibile per i ponti saltati e le strade minate. Luisa Granato morì nel primo pomeriggio, lasciando nello sconforto le due figlie. Quella stessa notte arrivarono gli Americani che vegliarono sul suo corpo. L’apnea fascista e la morsa nazista finirono. Dovunque si respirava fumo e macerie, ma finalmente Somma Vesuviana fu libera.

L’Ente Parco nazionale garantisce i servizi di primo soccorso e assistenza medica ai visitatori del Cratere del Vesuvio

 Dal 27 maggio 2019 un’autoambulanza di soccorso staziona sul Vesuvio ed interverrà per prestare soccorso in caso di necessità.   Questo servizio si integra con i presidi di pronto soccorso già attivi sul Cratere. Infatti, lungo il percorso che conduce al cratere, sono dislocati 5 defibrillatori affidati dall’Ente Parco alla Guide del Presidio Permanente Vulcano Vesuvio. Questo servizio è attivo 365 giorni all’anno e sono diversi i casi in cui, l’intervento delle Guide con gli ausili assegnati dall’Ente, ha salvato vite umane. L’Ente parco Nazionale del Vesuvio, a marzo 2019, ha avviato una procedura negoziata finalizzata a garantire il servizio di ambulanza per cinque mesi continuativi nel 2019 e di sei mesi nel 2020, oltre ulteriori sessanta (60) giorni di servizio da espletarsi entro la data del 31/03/2021. A conclusione dell’iter amministrativo, il servizio di ambulanza presso il Cratere del Vesuvio è stato affidato all’Associazione Pubblica Assistenza Croce Azzurra Santa. Tutti gli oneri del servizio sono a carico dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Dunque, dal 27 maggio 2019 al 27 ottobre 2019 è attivo il presidio di pronto soccorso con ambulanza, di tipo B, sul Cratere del Vesuvio. L’ambulanza stazionerà nel Piazzale di Quota 1000 di Ercolano tutti i giorni rispettando gli orari stabiliti per le visite al Cratere. Il Servizio sarà svolto  con  un’ambulanza di tipo A, con un autista soccorritore e un infermiere. L’ambulanza è una “autoambulanza di soccorso”, attrezzata per il trasporto infortunati e per il servizio di primo soccorso. Il personale dell’ambulanza, interagirà con le Guide del Presidio Vulcano Vesuvio quando il servizio dovrà essere prestato sul Gran Cono. Quindi garantirà, laddove necessario, il soccorso anche raggiungendo a piedi chi ne farà lungo tutto il sentiero del Gran Cono del Vesuvio o comunque in ogni caso nel luogo in cui vi è la necessità di fornire un intervento di primo soccorso. Il Personale dell’Autoambulanza, qualora il luogo dell’infortunio sia impervio e inaccessibile, si attiverà per richiedere   l’intervento di personale specializzato di Vigili del Fuoco, del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e di altri Enti. I componenti dell’equipaggio dell’ambulanza sono in possesso del brevetto BLSD (Basic Life Support – Defibrillation) per l’uso del defibrillatore. Questi, svolgeranno interventi di primo soccorso e assistenza sanitaria sul posto e laddove necessario a giudizio del personale dell’ambulanza il trasporto dell’infortunato presso la struttura ospedaliera più vicina. Il personale dell’ambulanza si coordinerà con il 118, con il Presidio delle Guide Vulcanologiche presente sul Gran Cono, qualora ne ravviserà la necessità, la sala operativa della Protezione Civile della Regione Campania nonché il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico per i casi più gravi che richiederanno anche l’intervento dell’elicottero con verricello per il soccorso agli infortunati. L’ambulanza è dotata di un telefono cellulare a bordo il cui numero è stato comunicato, a cura dell’Ente Parco, alla centrale operativa 118 competente per territorio, per la supervisione sull’operatività dell’ambulanza e per i controlli di competenza sanitaria. L’ambulanza è equipaggiata con tutte le attrezzature previste dalla normativa vigente ivi compreso un defibrillatore anche per l’uso pediatrico.

Le vie del Vesuvio, tra simboli, miti e realtà: il progetto editoriale di “Quaderni vesuviani”

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Le vie del Vesuviano “interno” sono lastricate di storie, di miti e di simboli: i quadri e gli scritti di pittori e di intellettuali che hanno visitato Madonna dell’Arco; i riti delle “Madonne nere”, il magnetismo del vulcano, e la leggenda dei “luoghi di forza”;  il commercio del vino, dell’olio, dei frutti, le storie di mercanti e di sensali; la “strada” della pasta; l’epopea dei carrettieri, e delle taverne: gli storici si sono interessati solo di alcuni di questi temi: i documenti inediti non sono pochi, e meritano di essere pubblicati in una serie di “Quaderni”, che chiederò al nostro giornale di ospitare.   Sul Vesuvio, sulle terre vesuviane, sulle strade che dal Vesuviano portano nell’agro Nolano e in quello Sarnese è stato detto tutto, o quasi. Una parte di quel “quasi” sta nei documenti conservati in corpose e ampie cartelle, insieme con la memoria di lunghe e interessanti giornate che ho trascorso negli Archivi di Stato, e sui libri della vasta bibliografia, e sulle lezioni di Kerouac, di Chatwin, di Dalbono, di Fucini, di Eco, che mi hanno insegnato a “sentire” la presenza di simboli e di metafore nascosti lungo ogni strada: e posso dire che  lungo le strade del Vesuvio ve ne sono in gran numero, e tutti suggestivi. E’ stato detto poco, per esempio, sui pittori, sugli intellettuali e sugli scrittori napoletani e forestieri, italiani e stranieri, che visitarono Madonna dell’Arco e lasciarono impressioni e commenti in quadri, disegni, cronache. Niente è stato raccontato sulla folla di artigiani, operai e massari che nel corso del Settecento si trasferirono a Sant’Anastasia, e divennero cittadini anastasiani, attratti dal “movimento di beni e di danaro” che veniva sollecitato dal Santuario e dai riti del culto mariano. C’è poi la “via delle Madonne Nere”, che congiunge Madonna dell’Arco e la Chiesa del Carmine a Ottaviano, passando per Somma, e raccogliendo nella memoria collettiva il racconto dei miracoli che la Madre di Cristo oppose alla violenza del vulcano: molto è stato raccontato su questa “via”, ma scarsi sono stati, fino ad oggi, i riferimenti ai misteri della Natura vesuviana, alle storie e alle leggende del magnetismo vulcanico, al mistero dei luoghi di forza di cui si interessarono non solo stregoni e fattucchiere, ma anche uomini di scienza e medici “positivisti”. Bisogna anche dire che i Vesuviani dell’interno partecipavano, con le loro carrozze, alle “arretenate” dei Napoletani dirette al Santuario di Montevergine di Mercogliano, ma avevano anche una loro “arretenata”, meno chiassosa, ma non meno affascinante, che aveva come meta la chiesa di Montevergine in Ottajano. Ci sono le vie del vino e dell’agricoltura del Vesuvio: molto è stato già scritto, ma restano ancora nell’ombra la vita quotidiana delle masserie – la vita dei contadini e quella dei ricchi proprietari – e le tecniche di lavorazione, gli aspetti particolari di alcuni mestieri, le storie dei sensali, l’organizzazione dei mercati. Sapevamo, ne ha scritto anche Marcella Marmo, che i Borrelli di Sant’ Anastasia controllavano il contrabbando delle carni, “dei salumi e dei salami” con le “piazze” di Napoli; ma i documenti, in parte inediti, ci dicono che negli ultimi anni dei Borbone essi si misero in affari con Antonio Lubrano, noto come “Antonio di Porta di Massa”, che contendeva a Salvatore De Crescenzo la direzione della camorra napoletana. Fatta l’Unità, Silvio Spaventa ordinò l’arresto di Lubrano, che venne ucciso in carcere, ma i suoi luogotenenti, Francesco Carfora e Carmine Ruggiero, ereditarono e gestirono “l’affare” con i Borrelli: un “affare” di decine di “carri” di vino, di barili di spirito e anche  di limoni, di cui negli ospedali si faceva largo consumo. Francesco Carfora cercò di mettere le mani anche sul prezioso olio del Vesuvio, che veniva prodotto a Torre del Greco, e tra Boscoreale e Terzigno, ma i sensali ottajanesi gli fecero rapidamente capire che non c’era spazio per lui nel mercato dell’olio vesuviano. Un “Quaderno” merita la via della pasta, perché nella seconda metà dell’Ottocento i mulini di Torre Annunziata lavoravano non solo il grano che veniva dal mare, ma anche quello che arrivava dal Tavoliere, attraverso i mercati di Avellino e di Nola; e ogni giorno decine di carri portavano i sacchi di “maccheroni lunghi e corti” nei paesi del Vesuviano interno, e scrivevano quell’epopea dei carrettieri di Terzigno, San Giuseppe e Ottajano che merita di essere raccontata, perché vi si celebrano gli avi di famiglie che nel Novecento hanno scritto la bella storia dell’economia del nostro territorio. E  un capitolo fondamentale dell’epopea dei carrettieri è quello delle taverne, e della ospitalità, spesso pericolosa, degli osti e delle “tavernare”.