San Giorgio a Cremano, una conferenza stampa per dire basta a Zinno

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa: Disatteso il programma elettorale: l’ amministrazione sangiorgese si è salvata grazie al voto di Ciro Di Giacomo, candidato sindaco di Forza Italia. Un inciucio basato su poltrone piuttosto che sul bene della città e sulle esigenze dei cittadini. Città sporca, abbandonata, con strade al buio, scuole in pessime condizioni e servizi locali al collasso. Questo quanto dichiarato dai Consiglieri Arpaia, Farina e Criscuolo. Presenti gli assessori dimissionari, Goffredi e Sassone. “Un duro attacco ad una amministrazione trasformista e immobile” dichiara Giuseppe Farina. “Vogliamo costruire un’alternativa civica che metta San Giorgio al primo posto” sostiene Gaetano Arpaia. “Zinno non ama questa città. Deve andare via al più presto”, la linea comune dei presenti alla conferenza stampa appena tenuta al Municipio di San Giorgio a Cremano.

“Ricicla e vinci!”, ad Acerra presentata una campagna di promozione dei riciclatori

L’Amministrazione Comunale di Acerra, insieme alla ditta Tekra Servizi Ambientali, affidataria del servizio di igiene urbana, questa mattina, alle ore 10.30 presso la suggestiva Sala dei Conti del Castello Dei Conti di Acerra – Piazza Castello -, hanno presentato la campagna premiale: “Ricicla e vinci!” Il progetto rappresenta un intervento di promozione dei riciclatori incentivanti dislocati sul territorio comunale di Acerra, con l’obiettivo di premiare i comportamenti positivi dei cittadini e il conferimento diretto dei materiali differenziati – bottiglie e flaconi in plasticapresso tali strutture. Raccolta differenziata in cambio di buoni-premio: è questa l’idea alla base della campagna di comunicazione, finalizzata a consolidare la raccolta differenziata quale gesto quotidiano e virtuoso nonché a premiare i comportamenti positivi dei cittadini. Un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro. I riciclatori incentivanti svolgeranno una funzione complementare rispetto ai servizi di raccolta attivi nella città di Acerra, per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Il progetto termina il 1° dicembre 2019.  

Niko Mucci presenta “Baionette le parole” all’Associazione “Il Torchio” di Somma Vesuviana

Oggi 14 Giugno, alle ore 19.00, presso la sede dell’Associazione Il Torchio, a Somma Vesuviana, si rinnova l’appuntamento con la rassegna Aromi di Parole. Protagonista, questa volta, sarà Niko Mucci, attore, regista e scrittore che presenterà il suo ultimo libro di poesie Baionette le parole. Poliedrico artista che da anni collabora con Il Torchio, di questo suo ultimo lavoro, Niko Mucci racconta “Scrivere poesie, per alcuni una necessità, per altri la ricerca di sé stessi attraverso la scrittura, per me una cosa naturale, istintiva, spesso compiuta di getto con poche correzioni. Poesie in genere non molto lunghe, quasi come pensieri fugaci, brevi riflessioni, che appena si accorgono di prendersi troppo sul serio, virano sulla leggerezza, dopo aver espresso il concetto, quasi a pentirsi di avere usato un mezzo, la parola, così potenzialmente emozionante e significante. In fondo, per me che mi occupo di comunicazione attraverso mezzi come il teatro e la musica, il logico passo successivo per la creazione di una trinità espressiva quanto significativa.” A reggere le fila della serata sarà la giornalista Ilaria Varriano. La lettura dei componimenti, oltre lo stesso Niko, vedrà come protagonisti alcuni dei partecipanti alla serata, tra cui i soci de Il Torchio, e sarà intervallata da interventi a cura del trio musicale composto da Jolanda Raia, Vincenzo Raia e Antonio D’Alessandro. La rassegna “Aromi di Parole” nasce con l’intento di offrire voce ad autori che, negli anni, hanno saputo sviluppare un forte legame con il territorio sommese. Il titolo vuole omaggiare la ritrovata cornice del Parco degli Aromi, dove si trova la sede de Il Torchio, che, dopo una recente opera di riqualificazione, si candida ad essere sempre più luogo pubblico di ritrovo dove coniugare la bellezza del paesaggio e il linguaggio dell’arte e della cultura. L’ingresso alla serata è libero.

100 giovani sfidano la camorra a San Giovanni a Teduccio

Pasquale è dei Camaldoli. Jessica di Scampia. Emanuele della Sanità. Sono 100 i giovani organizzatori di “Stritt street contro la camorra”, arrivano da tutti i quartieri della città, ma hanno una direzione unica: inaugurare il più grande evento anti-camorra di Napoli a San Giovanni a Teduccio. Fatima è una psicologa. Gianluca un euro-progettista. Paola una imprenditrice. Non c’è nulla che li accomuni, se non la causa: sfidare apertamente la camorra in un quartiere simbolo con un evento che non possa passare inosservato. Per farlo hanno scelto una location insolita e suggestiva, un ex-fabbrica abbandonata, e hanno deciso di trasformarla per una sera in un simbolo di rinascita. “La nostra idea è che la camorra si vinca restituendo opportunità, cultura e bellezza soprattutto nelle zone della città più dimenticate” dichiara Davide D’Errico, co-organizzatore e presidente di Opportunity Onlus, “Oggi San Giovanni a Teduccio rappresenta​ la periferia napoletana più ignorata da Istituzioni e politica, a cui tutti gli ultimi episodi di camorra sono stati direttamente o indirettamente collegati. Riunire qui le nostre associazioni contro la camorra è stata una sfida difficile, ma l’unica che avesse senso.” Sono centinaia le associazioni, gli artisti e le imprese che hanno aderito. Testimone delle migliaia di adesioni, è il video lanciato da Opportunity “una grande comunità contro la camorra”, che ha superato le 100.000 visualizzazioni e condivisioni, in meno di tre giorni. La serata evento, sarà arricchita dalla presenza di artisti come Tommaso Primo, che canterà live durante l’evento.​ Influencer napoletani come Andrea Rossi di Alici come Prima, Valeria Angione, Danilo Pergamo, Maura Iandoli o Diego Iutubber. Decibel Bellini, che per tutti è la voce dello stadio San Paolo e che per una serata sarà anche la voce dell’anti-camorra napoletana. Imprenditori come Paola Torrente, Marco Infante, Nausica Ronca o Salvatore di Matteo, che doneranno pizze fritte, pasta e patate con la provola, sfogliatelle, taralli e decine di altre specialità napoletane. Ma soprattutto tanti, tantissimi giovani che hanno sposato la causa e hanno deciso di far parte di questa grande comunità contro la camorra. Giovani, non eroi. 10,100,1000 ragazzi semplici, ognuno con le proprie difficoltà personali, pronti a sfidare e a curare il cancro della nostra società, proprio lì,dove di quel cancro, si muore. Il 21 Giugno, alle ore 20, a San Giovanni a Teduccio, Via Ferrante Imparato 111, ci sarà una sfida tra la società e la camorra. Il costo del ticket è di 15 €. L’intero ricavato dell’evento, andrà a finanziare i progetti delle seguenti onlus contro la camorra: – Opportunity​ – Figli in famiglia – Giovani per la pace​-comunità di sant’egidio. “Dieci colpi di pistola, fanno un gran rumore, ma 10.000 ragazzi che marciano verso un’unica direzione, ne fanno molto di più.”dichiara Maria Prisco, membro di Opportunity onlus.​ Ed è questo lo spirito della serata. Essere uniti, stare ” strit street” contro la camorra e vincere.

Somma Vesuviana, la Festa della Tammorra 2019 si svolgerà a S.M. a Castello

Al via  la XIV^ edizione della “Festa della Tammorra”, che quest’anno si svolgerà  sul Sacrato del Santuario di S.Maria a Castello .   Con il Patrocinio del Comune di Somma Vesuviana e con la collaborazione dell’Accademia  Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche, Pino Iove anche quest’anno organizza, tra Tradizione, cultura, religione e suono di tammorre la XIV^ edizione della “Festa della Tammorra”, che prenderà vita, quest’anno sul Sacrato del Santuario di S.Maria a Castello ai piedi di Mamma Schiavone, di Somma Vesuviana, dalle ore 18 del 15 giugno per terminare nella notte del 16 giugno, naturalmente con le dovute pause. Quest’anno dicono gli organizzatori  la Festa si svolgerà nel sacrato di Mamma  Schiavone per ringraziare la Madonna  che dopo anni finalmente siamo riusciti ad avere il Santuario aperto tutti i giorni.  Più di trenta ore di musica quindi, a suon delle vecchie tammorre e con esibizioni tutte a voce viva per rispecchiare la vecchia tradizione musicale, per rendere attuale la cultura della Tammurriata, rituale delle antiche feste popolari, che legava sacro e profano, soprattutto durante le feste patronali dedicate alle 7 Madonne Campane. “Attendiamo giovani da tutta Italia – aggiunge Giuseppe Iove, presidente del comitato “Festa della Tammorra” – dalla Ciociara, da Bologna, dalla Toscana, da tutta la Campania, dalla Puglia, per una festa che è ormai un evento nazionale”. Una manifestazione che non solo vuole essere musica, ma anche tradizione accompagnerà i visitatori in un viaggio nei prodotti e nel lavori  tipici della Campania. Nell’occasione il Santuario e il Museo Etnostorico delle Genti Campane resteranno aperti per l’intera giornata fino a chiusura della festa.  Tutti sono invitati a Somma Vesuviana, quindi, per ballare e suonare al ritmo sfrenato delle tammorre.

Whirlpool, sindacati compatti accanto ai lavoratori

“Il tavolo di ieri ha confermato l’ambiguità di una azienda. Ad un certo punto si era quasi rotto. Bravi sono stati i segretari nazionali a riprenderlo, lanciando alcune proposte e con l’appoggio del ministro abbiamo raggiunto due obiettivi importanti. La non chiusura di questo sito e il non disimpegno di Whirlpool su questo stabilimento”. Lo ha detto Biagio Trapani, segretario generale Fim Cisl di Napoli, intervenendo all’assemblea che si è tenuta oggi alla Whirlpool di via Argine. “La grande compattezza che emerge in questa assemblea – ha affermato Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm – rafforza la nostra determinazione nella lotta per salvare la Whirlpool di Napoli. La richiesta alle istituzioni tutte è di schierarsi al fianco dei lavoratori: Governo, Regione e istituzioni locali possono fare ciascuno la propria parte”. “Le istituzioni – ha sottolineato Barbara Tibaldi, segreteria nazionale Fiom – sono fortemente presenti in questa battaglia”. “Togliere i contributi a Whirlpool non avrà alcuna ricaduta sui lavoratori del sito di Napoli dal momento che l’unica strada possibile è avviare una discussione sul piano industriale”. Ne è convinto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha puntato il dito sulle responsabilità del Governo. “Abbiamo verificato che il Ministero era stato informato già da aprile dell’orientamento della Whirlpool. Per due mesi, credo perché c’erano le elezioni europee, non si è fatto niente. La cosa che mi preoccupa di più è – ha evidenziato il governatore – il ritardo con cui si apre un tavolo di discussione di merito del progetto industriale Whirlpool perché, fino ad oggi, abbiamo assistito a contrapposizioni ideologiche assolutamente inutili dal punto di vista dei lavoratori”.

Usura e estorsione, Gdf esegue 4 misure cautelari nel napoletano

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La guardia di finanza di Torre Annunziata, a Napoli, ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 4 soggetti, residenti nei comuni di Brusciano  e San Vitaliano . Gli uomini sono gravemente indiziati dei delitti di usura ed estorsione e già gravati da precedenti penali. Le indagini della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, scaturiscono da una denuncia presentata da due coniugi di Brusciano, i quali hanno consentito di accertare che gli indagati, a fronte dei prestiti concessi, richiedevano ed ottenevano, applicando alle somme corrisposte tassi di interesse superiori anche al 340 % annuale. Non solo restituzione di denaro contante, ma anche la consegna delle poste-pay relative ai sussidi concessi dall’I.N.P.S. di cui le vittime erano destinatari per la loro difficile condizione economica. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalle reiterate e gravi minacce rivolte alle persone offese, finalizzate ad ottenere finanche la consegna della nuova carta di reddito di cittadinanza. Agli arresti domiciliari è finita una donna, ritenuta il reale dominus del rapporto usurario, mentre per il marito, la figlia e il genero sono stati notificati i provvedimenti di divieto di dimora ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Afragola, nasconde due chili e mezzo di droghe in casa: 43enne in manette

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Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Con quest’accusa il 43enne Giuseppe Esposito è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Afragola per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante perquisizione nel suo domicilio i militari hanno rinvenuto e sequestrato 1 chilo e 600 grammi circa di marijuana, 670 grammi di cocaina e 114 grammi di hashish. La droga era nascosta in una valigia trovata in un ripostiglio insieme a 2 confezioni di mannitolo, 200 bustine utilizzate per il confezionamento, 34 buste per il sottovuoto, 2 bilancini, un taglierino e 140 euro in contante. esposito, già noto alle forze dell’ordine, dopo le formalità di rito è stato tradotto nel carcere di Poggioreale.

Sant’Antonio Abate, in fiamme un deposito di rifiuti

Un incendio di vaste proporzioni sta impegnando, dalla notte scorsa, i Vigili del fuoco a Sant’Antonio Abate, dove – a via Casoni Marna – hanno preso fuoco un deposito di rifiuti ingombranti prelevati dall’azienda Am Tecnology e un deposito di pomodori pelati. I vigili del fuoco sono tuttora al lavoro per controllare gli ultimi focolai e per verificare la staticità di ciò che è rimasto del capannone avvolto dalle fiamme mentre, per tutta la notte, una gigantesca colonna di fumo ha impedito agli abitanti di tenere le finestre aperte. Il Comune di Sant’Antonio Abate rassicura i cittadini con un comunicato pubblicato su Facebook: “Tutti i parametri di possibili agenti inquinanti sono risultati ampiamente sotto la soglia di pericolo”. La stessa amministrazione comunale, nella notte, aveva consigliato ai cittadini di non uscire di casa e di tenere le finestre chiuse. Ancora da accertare le cause dell’incendio, che non sembrerebbe di origine dolosa.

Coop lascia Quarto ed Afragola e le commesse scrivono: “Noi ottimiste? E’ una bugia! Ci hanno deluso”. I loro messaggi

< E’ pura follia Il cauto ottimismo che in questo momento serpeggerebbe tra i lavoratori dei supermercati napoletani della Coop Alleanza 3.0 >, la grande cooperativa emiliana che ieri ha comunicato la volontà di lasciare il territorio partenopeo cedendo i due ipermercati, ma sarebbe meglio dire i due megastore, di Afragola e Quarto, in cui lavorano rispettivamente 175 e 146 dipendenti. Lo scrive in un messaggio inviato al sottoscritto una lavoratrice dell’Ipercoop di Afragola, una commessa che per motivi di privacy chiameremo col nome di fantasia “Andromeda”.  < Non c’è neanche un barlume di ottimismo tra noi dipendenti >, assicura Andromeda.  La donna si scaglia in particolare contro Alleanza 3.0, accusata di aver vestito i panni di Ponzio Pilato in questa vicenda in cui i lavoratori, in base alla sua interpretazione, rischierebbero di tramutarsi in vere e proprie vittime da sacrificare sull’altare dell’abbandono improvviso dell’area partenopea. Un’altra commessa di Afragola, che sempre per tutelarne la privacy chiameremo Cloe, in un secondo messaggio ha aggiunto che < i lavoratori si sentono delusi da Coop >. Il motivo sta nei licenziamenti annunciati ma poi revocati quattro anni fa dalla cooperativa padana per il comparto campano. In quell’occasione, grazie a due investimenti notevoli, gli emiliani fecero letteralmente risorgere gli impianti di Quarto e Afragola. Ma a caro prezzo per i lavoratori. < Dovemmo sacrificarci – ricorda Cloe – con un accordo attraverso cui furono falcidiati i salari: taglio delle ore, dei livelli, degli scatti e dell’integrativo >. Nel frattempo non ci fu nulla da fare per lo store dell’Arenaccia, a Napoli, e per quello di Santa Maria Capua Vetere.  Chiusero due anni fa: 140 persone in mezzo alla strada. Poi, la nuova doccia fredda perché la trasformazione, nel 2015 e nel 2016, in moderni megastore dei due iper di Afragola e Quarto non ha portato a nulla, soltanto alla cessione. Dal canto loro Coop in un comunicato ha assicurato che saranno trasferiti alla nuova GDM srl, azienda locale diretta da un ex direttore dell’Ipercoop di Afragola, Giovanni Longobardi, tutti i 324 lavoratori insieme a tutti i diritti acquisiti finora, salariali e contrattuali, compreso l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, cioè il licenziamento giustificato soltanto da giusta causa per il datore di lavoro, articolo 18 che il governo Renzi ha “fatto fuori”, ma solo per i lavoratori del settore privato, nel marzo del 2015, e che il Movimento Cinque Stelle una volta al governo non ha più ripristinato, nonostante lo avesse promesso nella campagna elettorale delle politiche 2018.  < Dopo tutto questo tempo – conclude Cloe – siamo stati abbandonati per cui ora siamo delusi. E questa sensazione la possiamo capire solo noi lavoratori >. Pino Neri   Ecco il messaggio di Andromeda (nome di fantasia): < Sono una dipendente dell’Ipercoop di Afragola. Ho appena letto la sua notizia riguardante la vendita dell’ ipermercato. So che lei ha riferito ciò che il comunicato dichiarava, ma le assicuro che “il cauto ottimismo”, di cui lei parla, è pura follia!! Non c’è neanche un barlume di ottimismo tra noi dipendenti. La realtà dei fatti parla di una vendita ad un privato (nella figura fisica del signor Longobardi) dove, come in ogni realtà privata, non è dato capire se possa avere una lunga durata. A tal proposito stamattina abbiamo chiesto quale fosse stato il criterio di garanzia per il nostro futuro lavorativo e come risposta l’azienda ha detto “È stato fatto tutto a norma di legge”. Per la serie ‘IO ME NE LAVO LE MANI’. Ho letto di notizie che disegnano la Coop come la salvatrice della patria. Ebbene, le chiedo di specificare che la Coop ci ha abbandonati al nostro destino visto che a loro interessava solo andare via dalla Campania (alla faccia dello spirito solidale da loro tanto osannato!). Visto che con la penna tutto è possibile, spieghi bene all’opinione pubblica quello che sta accadendo facendo cadere questo velo di finto perbenismo che ci ha già profondamente ferito!!! Spero di ricevere una sua risposta. Grazie mille >. E quello di Cloe (nome di fantasia): < So che le stanno scrivendo anche altri colleghi. Scusi se la stiamo assillando, ma la delusione è tanta. Si lo so che ce lo dovevamo aspettare, che non ci possiamo poi più di tanto lamentare perché la Coop ha mantenuto il livello occupazionale. Però noi ci sentiamo traditi lo stesso. Quattro anni fa, pur di rimanere in Coop, abbiamo lasciato sul tavolo tante cose (ore, livelli, scatti e integrativo). La Coop da parte sua doveva rilanciare il negozio. Dopo quattro anni noi ci ritroviamo più precari e la Coop ci abbandona. E questa sensazione di vuoto e di delusione la possiamo capire solo noi che la stiamo vivendo >.