Ritirata la licenza della sala scommesse: è troppo vicina a una chiesa

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Il Tar Campania conferma la validità del provvedimento della Questura di Napoli che ha disposto l’annullamento della licenza – rilasciata a maggio 2023 e revocata ad ottobre dello stesso anno – per l’attività di raccolta scommesse ad un esercizio del capoluogo campano. Come riporta Agipronews, il provvedimento era stato adottato perché – sulla base di controlli effettuati dalla Polizia Locale a giugno 2023 – l’esercizio (aperto in Via Consalvo) era risultato troppo vicino ad una chiesa, in violazione della legge regionale Campania del 2020 che disciplina le distanze minime tra centri scommesse e luoghi sensibili. In particolare, dagli accertamenti è emerso che la sala scommesse dista 123 metri dalla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, al di sotto dei 250 metri previsti dalla normativa. Secondo il Tar, la struttura religiosa rientra pienamente tra i luoghi tutelati, ricordando che la legge include espressamente “i luoghi di culto” tra i siti sensibili. La società ricorrente nei motivi di ricorso ha sostenuto che non si trattava di una “nuova apertura”, dato che in passato gli stessi locali erano già stati utilizzati per attività simili. Sul punto, però, il Tribunale Amministrativo ha precisato che “non è ravvisabile alcun subentro del nuovo operatore economico nel preesistente rapporto autorizzatorio, né sussiste alcuna continuità aziendale”. Decisivo anche l’esito della verificazione tecnica disposta dal giudice e affidata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha confermato la distanza inferiore al limite legale. Il Tar ha quindi ribadito che la disciplina deve essere applicata in “modo sostanziale” e considerando il “percorso pedonale più breve e non interpretazioni meramente formali“. Inoltre, i giudici hanno richiamato anche i principi affermati dalla Corte Costituzionale, secondo cui le misure inerenti alla localizzazione delle sale giochi e scommesse sono legittime in quanto finalizzate a “proteggere soggetti vulnerabili e a prevenire forme di gioco patologico”. È stata inoltre ritenuta legittima l’azione in “autotutela” della pubblica amministrazione, esercitata entro i termini di legge e accompagnata da un adeguato “bilanciamento tra interesse pubblico e privato“. In particolare, il Tribunale Amministrativo ha evidenziato che l’intervallo temporale tra il rilascio della licenza e il suo annullamento è stato “contenuto”, e che gli investimenti effettuati dalla società erano in parte antecedenti al rilascio del titolo, ridimensionando così il peso dell’affidamento invocato. Infine, è stata esclusa ogni sproporzione della misura, osservando che le soluzioni alternative prospettate dalla ricorrente sono previste dalla legge solo per attività già esistenti al momento dell’entrata in vigore della normativa, e non per nuove aperture.

Polizia arresta i due della rapina al supermercato: premiato il gesto eroico di Adam

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Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto due soggetti in quanto gravemente indiziati del reato di rapina impropria. In particolare, lo scorso 17 aprile è stata consumata una rapina nel parcheggio di un supermercato di Casoria, ove i due presunti autori, dopo aver rubato uno scooter, hanno tentato di investire un uomo che aveva tentato di bloccarli, trascinandolo al suolo. La vittima è Adam, migrante che lavora in quell’area. Le indagini, svolte dalla Sezione Falchi della Squadra Mobile, hanno consentito di raccogliere, in breve tempo, gravi indizi di colpevolezza a carico dei presunti autori. Nella fase di ricerca uno dei due fermati ha tentato di disfarsi di un’arma, lanciandola in un’aiuola, particolarmente impervia per la presenza di rovi e di una fitta vegetazione, antistante l’appartamento in cui aveva trovato rifugio. L’arma, ritrovata grazie al prezioso ausilio delle ruspe di personale dei Vigili del Fuoco, era contenuta in un calzino nero e si è rivelata essere una pistola semiautomatica cal. 6.35 con matricola abrasa e relativo munizionamento, consistente in 6 cartucce. Il video della rapina è stato diffuso in rete, divenendo in poco tempo virale. Si precisa che il provvedimento eseguito è una misura pre-cautelare eseguita da parte della Polizia Giudiziaria, in attesa di convalida del PM., avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagini e, pertanto, da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Fuga folle a Pomigliano, evaso si schianta con l’auto contro abitazione

Una fuga senza senso, conclusa con uno schianto e un arresto. È quanto accaduto nella notte a Pomigliano d’Arco, dove un 23enne è finito in manette dopo aver tentato di sottrarsi al controllo dei carabinieri.

Il giovane, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, ha deciso di uscire dalla propria abitazione e mettersi al volante dell’auto del fratello. Una doppia violazione, considerando anche che il ragazzo non è in possesso della patente di guida.

Il caso ha voluto che proprio durante il tragitto incrociasse una pattuglia del Radiomobile di Castello di Cisterna. I militari, riconoscendolo, hanno tentato di fermarlo. A quel punto il 23enne ha scelto la fuga, dando vita a un inseguimento lungo le strade della zona.

La corsa si è rivelata breve ma pericolosa. Dopo alcuni chilometri, il giovane ha perso il controllo del veicolo, andando a impattare contro il muro perimetrale di un’abitazione. L’urto ha provocato danni evidenti sia al mezzo che alla struttura privata.

Dopo l’incidente, il 23enne è stato soccorso e trasportato in ospedale per accertamenti. Una volta dimesso, è stato accompagnato in caserma, dove è stato formalizzato l’arresto.

Per lui ora si prospettano accuse pesanti: evasione, resistenza a pubblico ufficiale e guida senza patente. Dovrà inoltre rispondere dei danni causati, sia al veicolo del fratello sia alla proprietà privata danneggiata durante la fuga.

Marijuana e insalata, un chilo di droga conservato in frigo: fermato 19enne

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Un nascondiglio insolito, scelto probabilmente per eludere i controlli: nel frigorifero, tra le verdure, erano stati sistemati quasi 900 grammi di hashish. È quanto scoperto dai carabinieri durante un’operazione a Casoria che ha portato all’arresto di un 19enne del posto.

Il giovane, Francesco Ferrara, è stato fermato dai militari della stazione locale al termine di una perquisizione domiciliare. L’attività investigativa si inserisce nei servizi mirati al contrasto dello spaccio di droga sul territorio. Già noto alle forze dell’ordine, il ragazzo dovrà ora rispondere dell’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata alla vendita.

Nel corso del controllo, i carabinieri hanno individuato diversi quantitativi di droga distribuiti in vari punti della casa. In particolare, all’interno di uno zaino e di un giubbotto sono stati trovati circa 70 grammi di marijuana e 40 grammi di cocaina.

La scoperta più significativa è però avvenuta in cucina. Aprendo il frigorifero, i militari si sono trovati davanti a un ingente quantitativo di hashish confezionato sottovuoto. La scelta di conservarlo tra gli alimenti, secondo gli investigatori, potrebbe essere stata dettata dal tentativo di nascondere la sostanza e mantenerne intatte le caratteristiche.

La droga è stata immediatamente sequestrata, mentre per il giovane sono scattate le manette. Dopo le formalità di rito, è stato condotto in carcere, dove resta in attesa di giudizio.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nel monitorare le dinamiche legate allo spaccio, con controlli sempre più mirati anche nei contesti domestici, spesso utilizzati come basi operative per la distribuzione delle sostanze.

ASD MDA COCOON – Comunicazione istituzionale

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COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE Dell’associazione sportiva ASD MDA COCOON Si porta a conoscenza degli interessati che è convocata l’assemblea di tutti gli associati e tesserati dell’Associazione e degli aventi diritto per il giorno Sabato 25 Aprile 2026 alle ore 22:00 in prima convocazione ed in seconda convocazione Domenica 26 Aprile 2026 alle ore 10:00 presso la sede sociale “ASD MDA COCOON” Via Villa Felice n° 82 Sant’Anastasia (NA) Con il seguente ordine del giorno: 1) Relazione socio sportiva 2) analisi ed approvazione del rendiconto economico-finanziario dell’anno 2025 3) Varie Li 21 APRILE 2026 IL PRESIDENTE SIG. Luisa Rea

Assalto dei malviventi a Banca Intesa a Pomigliano

Tentato colpo nella notte ai danni della filiale di Banca Intesa Sanpaolo a Pomigliano d’Arco. L’episodio si è verificato nelle prime ore del mattino, intorno alle 4, quando alcuni individui, al momento non identificati, sono riusciti a introdursi all’interno dell’istituto di credito dopo aver forzato l’ingresso principale.

Secondo una prima ricostruzione, i malviventi avrebbero utilizzato un attrezzo metallico, probabilmente una leva, per scardinare la porta e accedere così ai locali della banca. Una volta all’interno, avrebbero tentato di impossessarsi del denaro contenuto in una cassa automatica, ma senza riuscirci. Il sistema di sicurezza o le difficoltà tecniche riscontrate durante l’azione avrebbero infatti impedito di portare a termine il furto.

Il colpo, quindi, si è concluso senza alcun bottino, costringendo i responsabili a fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Non è escluso che i ladri possano essere stati disturbati o messi in fuga da qualche imprevisto, circostanza ora al vaglio degli investigatori.

Sul posto, in via Terracciano, sono intervenuti i carabinieri della compagnia competente per territorio insieme ai militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, che hanno avviato immediatamente i rilievi del caso. Gli accertamenti si concentrano sia sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona sia su eventuali tracce lasciate durante l’effrazione.

L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e risalire all’identità dei responsabili. Al momento non si esclude alcuna pista, mentre proseguono le indagini per chiarire ogni dettaglio di un’azione che, seppur fallita, conferma l’attenzione delle bande criminali verso gli istituti di credito del territorio.

Anagrafe, scoperto giro di soldi e sesso per le carte di identità: 120 indagati

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  Appartamenti minuscoli trasformati, sulla carta, in residenze sovraffollate. In alcuni casi fino a venti persone registrate nello stesso indirizzo, spesso senza alcun riscontro reale. È da queste anomalie che è partita un’indagine complessa che ha portato alla luce un presunto sistema illegale legato al rilascio di documenti anagrafici. L’inchiesta è raccontata nell’edizione odierna de “Il Mattino”. Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su due uffici cittadini, dove – secondo l’accusa – si sarebbe consolidata nel tempo una rete organizzata capace di aggirare le procedure. L’obiettivo era facilitare il rilascio di certificati di residenza e carte d’identità, elementi fondamentali per ottenere diritti e servizi. Il quadro che emerge è quello di una struttura ben articolata: circa 120 gli indagati, tra cui funzionari pubblici e intermediari. Le accuse ipotizzate comprendono reati gravi come associazione per delinquere, falso ideologico e corruzione. Alcuni dipendenti, nel frattempo, hanno lasciato il servizio o sono stati trasferiti. Secondo le risultanze investigative, per ottenere un’accelerazione delle pratiche erano richiesti pagamenti che variavano dai 30 ai 50 euro. Un vero e proprio tariffario, in base alla complessità della procedura. In diversi casi, i documenti sarebbero stati rilasciati senza verifiche, anche a persone prive dei requisiti necessari. Non mancano episodi particolarmente inquietanti: in alcune circostanze sarebbe stato richiesto, al posto del denaro, uno scambio di natura sessuale per favorire l’esito positivo delle pratiche. Elementi che aggravano ulteriormente la posizione degli indagati. L’inchiesta ha inoltre evidenziato il ruolo di figure esterne, considerate punti di raccordo tra i richiedenti e gli uffici pubblici. Tra queste, anche strutture che avrebbero operato come veri e propri canali di reclutamento. Determinanti per le indagini sono state le attività tecniche, comprese intercettazioni e riprese ambientali, che avrebbero documentato il funzionamento del sistema. Gli inquirenti parlano di un meccanismo consolidato nel tempo, basato su controlli inesistenti e complicità diffuse.

Somma, Antonio Coppola: “Cambiare si può: la lista a Viso Aperto al fianco di Antonio Granato”

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Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:

A Viso Aperto, una lista giovane che parteciperà alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, aderendo al progetto civico che ha scelto l’avvocato Antonio Granato quale candidato sindaco per la sua storia personale e per le competenze professionali ed istituzionali che assicureranno stabilità alla prossima amministrazione.

Se vuoi cambiare le cose, devi esserci: è con questo senso di responsabilità che vogliamo provare insieme ai sommesi che si riconosceranno nei candidati e nelle candidate della nostra lista ad essere protagonisti di un governo civico che avrà come unico scopo quello di restituire a Somma Vesuviana la reputazione che merita.

Avvertiamo la necessità di dimostrare che la politica è passione, identità territoriale e tutela delle nostre radici: facciamolo insieme a viso aperto!

Somma Vesuviana, lì 20/04/2026

Dott. Antonio Coppola

Rive, a Napoli nasce laboratorio innovativo contro la violenza di genere

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Napoli diventa laboratorio di innovazione sociale con il lancio di RIVE – Rete Interistituzionale contro la Violenza per l’Empowerment, in programma mercoledì 22 aprile 2026 a partire dalle 9 a Palazzo Cavalcanti 348.

L’iniziativa, sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, segna l’avvio di un percorso biennale che unisce ricerca, formazione e intervento diretto, con un approccio multidisciplinare e orientato al cambiamento reale.

I lavori si apriranno con i saluti di Emanuela Ferrante e Giusy Terracciano Ficca, seguiti dagli interventi di Rosa Di Matteo e Immacolata Di Napoli, figure chiave nella gestione e nel coordinamento del progetto. Il progetto, nato nell’ambito dei perfezionamenti in “Perizia psicologica, CTU e referto psicologico per il contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza assistita (IPV e VDW)” e in “Interventi per il recupero di autori di violenza domestica e di genere” dell’Università Federico II, trova forza nell’attività dei CAV della città di Napoli e dell’intera rete interistituzionale per il contrasto alla violenza sulle donne.

Il progetto si fonda sull’apporto di Gabriella Ferrari Bravo, presidente Psycom APS, associazione da sempre attiva nel contrasto alla vittimizzazione secondaria delle donne nei procedimenti di denuncia della violenza di genere, e di Marcella Autiero, presidente dell’associazione Pensare Più-Ram, impegnata con il DSU nella sperimentazione del videogioco VIDACS per la sensibilizzazione degli autori di violenza sugli effetti sui minori della violenza assistita.

Tra i protagonisti del progetto Francesca Marone, responsabile del Master in Studi di genere, educazione alle differenze e politiche di uguaglianza di genere dell’Università Federico II, che con Marco Musella porterà un contributo fondamentale nella costruzione del modello formativo per percorsi di empowerment, e Fortuna Procentese, responsabile del Community Psychology Lab della stessa Università, che attiverà e monitorerà un percorso innovativo per il contrasto delle dinamiche psicosociali che impediscono la fuoriuscita dalla violenza.

La dimensione comunicativa sarà curata da Emanuele Esempio Andrea Terracciano, mentre le conclusioni saranno affidate a Caterina Arcidiacono, figura di rilievo nel panorama nazionale.

RIVE nasce con l’obiettivo di superare l’approccio emergenziale alla violenza di genere, puntando su prevenzione, consapevolezza e partecipazione attiva. Nei prossimi due anni saranno sviluppati strumenti innovativi di ricerca e intervento, capaci di incidere sul territorio e generare un cambiamento culturale duraturo.

Un progetto che non si limita a raccontare il problema, ma costruisce soluzioni.

Sant’Anastasia, “Progetto CIVICO Italia” ufficializza il sostegno al candidato sindaco Mariano Caserta

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Riceviamo dal Comunicato stampa Progetto Civico Sant’ Anastasia e pubblichiamo   A Sant’Anastasia da qualche mese è nato Progetto Civico Italia – Sant’Anastasia, un comitato locale aderente al Progetto Civico Italia fondato da Alessandro Onorato proprio con l’idea di creare una nuova politica realmente attenta alla persona e ai territori, anche quelli più piccoli. Un’iniziativa nata con l’obiettivo di mettere al centro competenze, conoscenza del territorio, partecipazione e responsabilità, per costruire un percorso concreto e condiviso per la città. Il progetto si fonda sulla convinzione che un buon modello amministrativo debba partire dai territori e coinvolgere direttamente i cittadini, valorizzando le energie locali e trasformandole in azioni reali, capaci di rispondere ai bisogni della comunità. In accordo con il coordinamento regionale guidato da Carlo Puca in occasione delle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, Progetto Civico Italia – Sant’Anastasia ha scelto di  sostenere la candidatura a sindaco di Mariano Caserta, condividendone la visione e l’impegno per una città più attenta, efficiente e vicina alle persone. A testimonianza di un impegno concreto e diretto, diversi componenti del comitato hanno deciso di candidarsi nelle liste civiche a supporto del candidato sindaco. Tra questi, anche la coordinatrice del comitato, Susy Rea, che ha scelto di scendere in campo in prima persona, rafforzando ulteriormente il legame tra Progetto Civico e la partecipazione attiva alla vita amministrativa della città. Progetto Civico Italia – Sant’Anastasia si propone così come uno spazio aperto e inclusivo, dove idee, competenze e responsabilità si incontrano per costruire insieme il futuro della comunità. Le comunità si costruiscono insieme. Il futuro si costruisce insieme