Dopo l’empasse causato dalle difficoltà finanziarie della ditta Impresa Spa, finalmente la luce con la firma del contratto che sancirà la cessione del ramo d’azienda ad un’altra società. Lo rende noto l’on. Massimiliano Manfredi, deputato Pd, che a luglio scorso aveva chiesto chiarimenti e tempi certi all’Anas.
«Risposte dall’Anas per la Strada Statale 268 ed entro questa settimana, finalmente, la firma del contratto con la società». Lo rende noto il deputato Massimiliano Manfredi (Pd) che lo scorso 22 luglio, in sede di commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, nel corso dell’audizione del nuovo presidente Anas, Gianni Vittorio Armani, aveva chiesto informazioni e chiarimenti sul cantiere della strada statale 268 del Vesuvio, detta anche «strada della morte» per l’elevato numero di incidenti che da anni hanno fatto tante vittime tra le quali molti giovani. «Stando a quanto appreso da una lettera inviatami dal presidente Armani a seguito delle mie richieste in Commissione – dice Manfredi – dopo le vicissitudini finanziarie in cui è incorsa la ditta appaltatrice Impresa Spa sono finalmente ripresi i lavori lungo il tratto interessato, ovvero dal km 7+750 al km 19+554 e si velocizzeranno i tempi con la cessione del ramo d’azienda alla Società D’Agostino e la firma dell’atto prevista entro questa settimana, sbloccando così la situazione che ci era stata descritta a marzo del 2014. Questo significherà l’ultimazione delle opere entro il 2016 secondo quanto promette l’Anas». Ma c’è di più. «Inoltre – spiega infatti il deputato Pd – sono stati posti in essere i lavori sempre annunciati lo scorso anno dalla precedente amministrazione per il consolidamento delle strutture danneggiate del Viadotto San Domenico e la segnaletica stradale tra il km 7 e il km 19. Infine, per il raddoppio della 268 dal km 19+000 e 27+000 si registrano invece ritardi perché la gara di appalto integrato per l’avvio dei lavori che doveva essere bandita a giugno del 2014, come era stato riferito a marzo dello scorso anno, sarà invece bandita nei primi mesi del 2016, ci auguriamo stavolta senza ulteriori intoppi».






