Il negozio delle due vittime dell’agguato di Saviano diventa un altare in ricordo di Francesco e Domenico.
Domenica delle Palme, domenica di pace, domenica che quest’anno è coincisa con il giorno del compleanno di Francesco Tafuro, il giovane che, insieme al socio e amico Domenico Liguori, fu ucciso a Saviano perché aveva osato pretendere un credito che vantava da un bel po’ di tempo. Francesco, affettuosamente chiamato dagli amici «Francù», e Domenico, meglio conosciuto come «o biondo», sono andati incontro alla morte senza saperlo, a tradimento, lasciando un vuoto incolmabile nei cuori dei familiari e dei tantissimi amici che entrambi frequentavano.
Ieri, domenica delle Palme, Francesco avrebbe compiuto 33 anni e i suoi amici hanno voluto fargli arrivare gli auguri in ogni modo possibile: sul suo diario Facebook, davanti al negozio, al cimitero, in qualsiasi posto che parla di lui. Alcuni amici hanno voluto fare anche un regalo a Francesco, con tanto di certificazione e di segnaletica: «Francù ti abbiamo regalato una stella, e gli abbiamo assegnato il tuo nome». Una gigantografia che ritrae Francesco sorridente è stata messa sulla serranda del negozio di via San Sossio che, insieme a Domenico, gestiva da qualche anno.
«Anche da lassù tanti auguri Francù»: questa la frase ben visibile sulla foto e sui gradini esterni del negozio, diventato ormai un vero altare, decine di lumini e di fiori bianchi. Sul muro di fronte, lo striscione utilizzato per la fiaccolata che vede i due amici, belli e sorridenti, uniti dalla frase «sempre nei nostri cuori”». Anche padre Costanzo Nganga, parroco della Chiesa Collegiata, dopo la consacrazione, ha ricordato i due sfortunati giovani, ricordando il compleanno di Francesco Tafuro. Anche se i colpevoli sono stati assicurati subito alla giustizia, Saviano e Somma non dimenticano i loro giovani figli, vittime innocenti di una criminalità spietata.



