Il sindaco Piccolo: «La legge lo consente, ma sarò accanto ai cittadini laddove la normativa non fosse rispettata».
Spuntano come funghi in tutta la nazione, in ogni regione, in ogni paese italiano. Si tratta di antenne, ripetitori, posizionati su ogni territorio e non all’esterno dei paesi ma proprio dentro, nel mezzo dei centri abitati, a volte anche a pochi passi dalle scuole. Ed è quello che è avvenuto in via Bianchetto, a Rione Trieste, alle spalle della vicina scuola primaria del 2 Circolo, dove un privato cittadino ha concesso l’istallazione dell’antenna nel suo terreno e, il Comune, stante alla normativa vigente, non ha potuto impedirlo.
Il Decreto Legislativo 198/2002, noto come Decreto Gasparri o decreto “salva antenne”, semplifica e velocizza l’installazione delle antenne per la telefonia mobile sul territorio nazionale. Norme che in precedenza in Italia erano fra le più rigide e tutelanti d’Europa. Il decreto fissa inoltre un limite uniforme per le emissioni elettromagnetiche e sancisce il principio del silenzio-assenso per l’installazione delle antenne. Tutto questo comporta che le Amministrazioni Comunali non possono entrare più nel merito di una installazione e neanche nel merito della dannosità dell’antenna. In questo caso, la Wind avrebbe ottenuto le autorizzazioni dell’Arpac e della Sovrintendenza e, quindi, come si suol dire avrebbe “le carte in regola”.
Nonostante le rassicurazioni da parte della Wind, resta la preoccupazione dei residenti di Rione Trieste per l’inquinamento elettromagnetico, e si stanno attivando per una petizione che poi sarà consegnata all’ente comunale. Il sindaco , informato dei fatti, ha dichiarato che sarà sicuramente dalla parte dei cittadini e, ove ci fosse il mancato rispetto nella normativa vigente, interverrà come il caso vuole. «Tra i nostri obiettivi – dice Piccolo – c’è il piano regolatore e , quindi, l’impegno a di individuare zone idonee dove dislocare questi impianti».



