Roberto De Simone era nato a Napoli il 25 agosto del 1933 in Via Pignasecca, ai piedi dei Quartieri Spagnoli all’incrocio tra Via Toledo e Piazza Montesanto. Il suo primo incontro con Somma Vesuviana fu da sfollato nel 1941, all’età di otto anni, durante la Seconda Guerra mondiale. Nella sua vita artistica, il maestro aveva sempre posto come primo obiettivo il recupero e la riproposta del patrimonio culturale, teatrale e musicale della tradizione popolare campana sia orale che scritta.
Proprio a Somma, conobbe Giovanni Coffarelli, operaio e interprete della cultura popolare locale, il grande cantatore dotato di una potenza vocale e di una forte energia sonora; ma anche Rosa Nocerino la vera regina della tammorra. De Simone tornava sempre a Somma, conoscendo ed interpretando antropologicamente la cultura più popolare legata alla festa di Castello e ai riti della Settimana santa.
La Consulta Musicale Cittadina e il Centro Studi dell’Archivio Storico “G. Cocozza”, di comune accordo, avevano anche proposto all’Amministrazione cittadina di Somma Vesuviana, di concedere al Maestro Roberto De Simone la cittadinanza onoraria “per aver profuso in tutto il mondo, con la sua alta professionalità, le tradizioni popolari e culturali della Città di Somma Vesuviana, attraverso la musica e i suoi scritti”. Sembrava tutto che procedesse perfettamente, ma nell’ultimo Consiglio cittadino la proposta, inserita nell’ordine del giorno, per arcani motivi non è stata mai discussa. Rimane l’amarezza in bocca per il mancato tributo finale della città per un artista da sempre legato ai tradizionali appuntamenti di questa terra vesuviana. Addio, Maestro.



