La manifestazione della rete pro famiglia tradizionale, che come ha come referente nel vesuviano Francesco Di Sarno aveva annullato il sit – in. «Non avevamo fatto in tempo ad ottenere l’autorizzazione per manifestare, domenica saremo in piazza».
Così, ci riprovano. Loro sono le Sentinelle Vesuviane guidate da Francesco Di Sarno – docente all’Itis Majorana di Somma Vesuviana – e aderiscono alla «resistenza» nazionale pro modello di famiglia tradizionale. Sono contro l’adozione di bambini da parte di coppie formate da esponenti dello stesso sesso e chiedono sia ritirato il ddl Cirinnà sulle unioni civili e per i diritti lgbt.
Domenica scorsa, all’annuncio del sit – in che avrebbe dovuto svolgersi e si svolgerà in silenzio, con le «sentinelle» ferme e in piedi per un’ora a leggere un libro, si era scatenato il putiferio. Tant’è che, pur se in piazza c’erano Francesco Di Sarno e pochi altri (la manifestazione era stata annullata poche ore prima ma una decina di sentinelle si era presentata comunque in piazza), aveva dominato la contro – manifestazione organizzata da Peppe Maiello (componente della commissione Pari Opportunità del Comune), da Angelo Parisi che aveva promosso un flash mob e dall’Arcigay.

«Ora abbiamo tutte le autorizzazioni in regola – dice Di Sarno – e domenica 31 gennaio saremo in piazza, crediamo nella libertà di espressione e nessuno può impedirci di manifestare pacificamente per le nostre idee».
Il ddl Cirinnà arriverà in aula la prossima settimana per il voto, i dissensi maggiori riguardano la stepchild adotion: sono contrari i parlamentari di Area Popolare (Udc e Ncd), Lega, Fratelli d’Italia, molti di Scelti Civica e del Movimento 5 Stelle ma anche una trentina di senatori del Pd e altrettanti deputati.
Il testo, così com’è, cancella ogni riferimento al matrimonio e quindi qualsiasi riferimento all’art. 29 della Costituzione italiana perciò se diventerà legge introdurrà di fatto un nuovo istituto di diritto di famiglia distinto dal matrimonio. Gli articoli 3 e 4 estenderebbero alle unioni civili i diritti e i doveri del matrimonio: reversibilità delle pensioni, sgravi fiscali, permessi di lavoro e via dicendo. Ma il più attaccato dalle opposizioni che hanno presentato migliaia di emendamenti è l’articolo 5 dove si parla di stepchild adoption, cioè la possibilità di adottare il figlio del partner, escludendo però la possibilità, per coppie dello stesso sesso unite civilmente, l’adozione di bambini che non siano già figli di uno dei due.



