I regali e la gioia per una sera grazie a Reina e Mertens, ma domani? Quanti Anna e Francesco ci sono a Somma Vesuviana?
«Lui dice spesso: “Vado su un ponte e mi butto giù. Non posso portarti neanche al supermercato». La storia di Anna e Francesco è dura e commuove la platea del sabato sera di «C’è posta per te». Lei Anna 21 anni, lui Francesco ne ha 28, due bimbe una di 2 anni e l’altra di 9 mesi. La loro storia è il racconto di una coppia giovane in gravi difficoltà economiche. Provengono da Somma Vesuviana. Lui solo lavori precari, un amore forte ma tante difficoltà: «Ogni ragazza sogna il matrimonio in chiesa- dice Anna- noi non ce lo siamo potuti permettere». Racconta di quel giorno, l’abito rosso prestatole da una cugina, e quello blu prestato dal padre per lui, dieci invitati, una pizza, una bibita e nulla più. «Mio marito- aggiunge – ha una sola passione, una che non costa niente, amare la sua squadra, il Napoli». «Lui guadagna 600 euro al mese ma il latte in polvere costa 34 euro a settimana, gli omogeneizzati 50. A Natale ho dovuto vendere le fedi. Ma lo amo tanto, perché è riuscito a darmi quello che mi è sempre mancato. Io non nasco in una famiglia fortunata lui mi ha dato affetto e rispetto. Non sono una che parla spesso, e quando lui ha momenti di sconforto, non so aiutarlo. Voglio fargli sapere così che lo amo. Quando gioca il Napoli, noi non abbiamo abbonamenti per guardare le partite, andiamo al bar, non possiamo sederci e pure se restiamo in piedi, lui è felice».
Anna vuole sorprenderlo per una sera, regalandogli l’incontro con due miti della squadra del Napoli come Pepe Reina e Dries Mertens. Francesco, nativo di Pollena Trocchia, raggiunto dal postino di «C’è posta per te», vive così per una sera un momento magico. La possibilità di incontrare i suoi idoli, ricevere dalla loro mani regali e piccoli aiuti a sostegno di una situazione triste e dolorosa. «Avete una famiglia che ha un grandissimo cuore. Questa è la ricchezza della vita. Avere una moglie così, avere due figlie che trasmettono felicità, questa è la ricchezza dell’essere umano. Complimenti”!». Sono le parole di Pepe Reina mentre Dries Mertens aggiunge: «Io ho visto una cosa che mi ha toccato. Voglio dirti che sono geloso di te. Nel nostro mondo abbiamo tutto e qualche volta dimentichiamo le cose importanti. Sei veramente un uomo!». Il portiere azzurro porge alla coppia le fedi che hanno dovuto vendere mentre arriva un aiuto economico, da parte di Dries. Infine le magliette, il pallone e la sciarpa autografate dai due azzurri, oltre che l’abbonamento al San Paolo per tutta la stagione. Insomma per i due giovani piccoli momenti di felicità per dimenticare per un po’ tanto dolore.
A poche ore dalla storia di Anna e Francesco, sul web e sui gruppi sommesi di Fb è scattata la gara di solidarietà per i giovani sposini: c’è chi ha offerto servizi fotografici per il matrimonio in chiesa, chi ha si dice disponibile a offrire il pranzo di nozze, chi una possibilità di lavoro o un aiuto per le bambine. Solidarietà ma anche indignazione e uno spunto di riflessione. Dove vivono questi due giovani? In una città, Somma Vesuviana, di circa 40mila abitanti dove, purtroppo, c’è una lunga fila di invisibili, di famiglie che vivono in situazioni al limite della sopravvivenza e all’apice della disperazione a causa della disoccupazione. Lungi da noi dal fare demagogia, resta il dato concreto e sotto gli occhi di tutti di diverse famiglie con bambini che vivono in tuguri, garage, in locali occupati abusivamente per necessità. A fronte di questo disagio e di tanti malesseri sociali presenti sul vasto territorio sommese, la politica non ha saputo fare altro che girare la testa dall’altra parte e, in alcuni casi, di far finta di non vedere.
La storia dei due giovani che tanto ha commosso l’Italia è la storia di una città dalla politica fallimentare, è la storia di una politica litigiosa e miope, occupata più a difendere il proprio orticello che ad amministrare almeno l’ordinario. La politica scolastica e quella sociale sono state per anni sacrificate per pianificare megaprogetti che non sono mai stati realizzati, o realizzati solo in parte. Il continuo “cambio” di assessori e dirigenti che si sono susseguiti in questi ultimi anni non ha fatto altro che rallentare la macchina amministrativa all’ennesima potenza, tanto da rendere l’essenziale invisibile agli occhi. Certo, miracoli non se ne posso fare ma non è quello che si chiede a chi ci amministra. Basterebbe verificare nelle scuole quante famiglie non possono permettersi la mensa o il trasporto scolastico! E che dire della disoccupazione imperante rispetto alle tante potenzialità che la città potrebbe offrire? La villa Augustea, il castello d’Alagno. Il Casamale, i percorsi archeologici: quanti politici hanno parlato di possibili indotti economici, di Somma città a vocazione turistica? Con il patrimonio artistico, archeologico e monumentale che Somma possiede si poteva e si potrebbe creare occupazione per i nostri giovani e forse, chissà, ci sarebbe stato uno spiraglio anche per Anna e per Francesco , peri due nostri giovani concittadini, che hanno commosso milioni di telespettatori e amareggiato migliaia di sommesi. Ci auguriamo che le lacrime di disperazione di Anna e di Francesco scuotano realmente le coscienze di quanti scelgono di scendere in campo in nome del “bene comune” e che in Tv arrivi a milioni di telespettatori una pagina bella di Somma Vesuviana, una pagina che ci faccia sentire fieri ed orgogliosi di essere sommesi.
(fonte foto: ilmatino.it)



