Il rione Margherita sarà comunque in festa: suoni, canti, balli e tradizioni con «Zì Riccardo e le donne della tammorra» più uno spettacolo pirotecnico come gran finale. Ma i dettami del Vescovo di Nola, Sua Eccellenza Beniamino Depalma non consentono deroghe, come ribadito da un manifesto affisso dal consiglio pastorale parrocchiale di San Michele Arcangelo.
Il Vescovo, la Conferenza Episcopale Campana, le sedute sinodali. Tutti chiamati a far da scudo, nel manifesto firmato dal consiglio pastorale parrocchiale, di decisioni condivise. Insomma, che dopo i fatti di San Paolo Belsito (don Fernando Russo abbandonò la processione dopo che un gruppo di fedeli decise di far sostare la statua della Madonna del Rosario dinanzi alla casa di un noto camorrista) risalenti a metà giugno sarebbero state adottate misure di «contenimento» per le processioni, era chiaro. Pochi giorni dopo, infatti, Monsignor Depalma citava quell’episodio, ossia quell’«inchino» al boss che di religioso aveva di certo nulla, e scriveva una missiva fissando alcuni punti inderogabili, sottolineando che una Festa religiosa non comporta necessariamente la processione.
Processioni ridotte e semplificate dunque e Santa Margherita può essere omaggiata anche se non sfilerà per le vie del rione. Rinunciare ad una tradizione non deve essere certo semplice, qualcuno si sentirà depredato di un appuntamento al quale partecipava con il cuore. Qualcun altro dirà che l’episodio di San Paolo Belsito non potrebbe certo ripetersi in quel rione. Però il documento della Conferenza Episcopale Campana, che alleghiamo qui in pdf, può forse aiutare a comprendere un altro punto di vista.





