Somma Vesuviana, la commissione toponomastica al lavoro

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Sette componenti, per valutare nuove proposte di intitolazione delle strade cittadine.

La toponomastica, per chi se lo chiedesse, è lo studio etimologico dei nomi locali in senso ampio, da quelli delle città a quelli delle contrade, dalle vie ai fiumi: è una parola greca composta da ὀνομαστικός (nome) e τοπός (luogo). Nome di luogo, in pratica. Ed è importante, perché identifica appunto – con riferimenti storici –  un luogo, appunto, la sua identità.

Ora, basta prendere uno stradario di Somma Vesuviana per sapere che i nomi delle strade, delle masserie, delle traverse, sono quasi per la totalità di famiglie, rispondono a cognomi, a eventi o a Santi. Nulla da dire, più identificativo di così non si può. In una città che debba dirsi tale però, ci sta bene anche il ricordo. Il ricordo di uomini – e magari di donne (la toponomastica femminile è ancora troppo trascurata in Italia) che ne hanno fatto la storia.

Date una scorsa ai nomi delle strade: troverete via Aldo Moro, via Gramsci, via Petrarca, piazza Vittorio Emanuele III,  via Verdi, via Giulio Cesare, via Gobetti, via Garibaldi e poi Matteotti, Mazzini, Cavour. Nomi legati strettamente alla città: Castello, Casaraia, Vignariello, Spilabotte. Di donne, a parte le Sante del caso (Patrizia, Teresa, Chiara), proprio no.

Auspicabile dunque che si tenga presente la questione (magari con proposte della commissione Pari Opportunità) nel lavoro della nuova commissione Toponomastica composta da cinque uomini e due donne nominata con decreto numero 23 del 23 aprile 2015 dal sindaco Pasquale Piccolo (seguita alla delibera di consiglio comunale del 13.02.2015). Ne fanno parte la scrittrice Anna Bruno, l’avvocato Rosanna Monzione, i professori Salvatore De Stefano e Ciro Raia (scrittore), l’ingegnere Arcangelo Rianna, il professore Pasquale Di Palma e il responsabile dell’Archivio Storico Comunale, maestro Alessandro Masulli.

Sarà presieduta dal sindaco o da un suo delegato e saranno tutti volontari (nel senso che i componenti non avranno un gettone di presenza). Dovrà valutare, proporre, approfondire i profili delle personalità che via via saranno prese in considerazione per l’intitolazione di strade e piazze. Tre di queste personalità, che probabilmente tra non molto tempo identificheranno strade e piazze di Somma Vesuviana, sono già note: il professore Francesco De Martino (nella foto con Pietro Nenni), uno dei sindaci della città più noti ossia Francesco De Siervo, e l’avvocato Giovanni Tuorto.

De Martino (al quale  fu già una volta, per breve tempo a causa di un errore per così dire “burocratico” intitolata l’attuale piazza Vittorio Emanuele III) riposa nel cimitero di Somma Vesuviana, terra natia di sua madre Elisa Angrisani. Antifascista, vice presidente del Consiglio e senatore a vita, più volte segretario nazionale del Psi, morì nel 2002.

De Siervo, per tutti “il commendatore”, è stato sindaco della città per quasi trent’anni. Capogruppo Dc in consiglio comunale, presidente della vecchia Usl 29, amico personale di Gava e Scotti, il suo fiore all’occhiello era la scuola ma riuscì nell’intento di dotare Somma di strade ed opere pubbliche. Sua responsabilità è, se vogliamo ricordare pure il negativo, l’immondezzaio in località Bosco. Morì a maggio 2010.

Tuorto fu il fondatore dell’associazione «Alleanza Contadini», da consigliere comunale e ancor prima da studente, lottò contro l’analfabetismo con corsi educativi, nonché contrastò con forza l’imposta di consumo sui prodotti agricoli. Da avvocato e difensore dei diritti dei più deboli, fu anche nominato Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, l’Ordine degli Avvocati gli conferì la medaglia d’oro al merito forense e, dopo la sua morte (nel 2005), fu proprio l’allora presidente dell’Ordine che fece istanza di intitolare all’insigne giurista una strada della città.

Daniela Spadaro
Daniela Spadaro
Giornalista professionista

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