A diciannove anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 18 novembre 2002, i socialisti di Somma Vesuviana ricordano il senatore Francesco De Martino, intitolandogli la nuova sezione del partito. A ricordare la figura del prof. De Martino, Domenica 12 aprile alle ore 10:30 al Teatro Summarte, ci saranno il figlio Guido, l’ On. Giorgio Benvenuto e il giornalista Ottavio Ragone de La Repubblica. Intervista al prof. Ciro Raia.
Il professore Francesco De Martino nacque a Napoli nel 1907, ma sin dalla nascita ha sempre avuto un forte legame con la città di Somma Vesuviana, in quanto sua madre Elisa Angrisani era una sommese e, successivamente, lo furono anche i suoi due figli, Guido ed Antonino. Le spoglie mortali del Senatore attualmente riposano nel cimitero cittadino di Somma nella cappella di famiglia. Sin da ragazzo, qualche anziano lo ricorda ancora quando scorrazzava sul campo di calcio nella piazza centrale come insuperabile terzino della locale squadra Viribus Unitis.
Prof. Raia, la sua visione sul prof. De Martino e il Socialismo?
“Francesco De Martino fu un acceso propugnatore e un sapiente manovratore di un socialismo colonna portante della sinistra italiana ed europea. Era, per lui e per quelli che ne respiravano la stessa ideologia e gli stessi valori, infatti, proprio marcatamente improbabile e storicamente impossibile che un socialista non si battesse per una sinistra unita, autonoma nelle scelte, avanzata nei propositi”
Cosa ci dice su De Martino e il culto della storia?
“Tutta la sua vita fu sobria ed austera e fortemente contrassegnata – come affermava il suo conterraneo ed antico sodale, Gaetano Arfè – dal culto della storia, praticato per vocazione, dall’appassionato interesse per il presente, dalla trepidante curiosità destinata per la nostra generazione a rimanere insoddisfatta, per quanto accadrà in un futuro così diverso dal piccolo mondo antico sul quale ci affacciammo”.
Come era la politica all’epoca?
“All’epoca non era ancora arrivato il tempo in cui mercanti prestati alla politica avrebbero detto che destra e sinistra sono categorie anacronistiche; che è anacronistico anche confrontarsi su valori ed ideali; che il potere va raggiunto senza scrupolo alcuno. E così, purtroppo, oggi ci si imbatte in una “certa” sinistra che fa scelte inusuali ed inspiegabili (quando addirittura non le fa proprio le scelte!), in sedicenti compagni eredi di un glorioso passato politico che si collocano in schieramenti “per caso” (di destra, di sinistra, di centro o civici), ma tutti ugualmente ispirati alla logica della conquista del potere; quello stesso potere per cui ognuno è disposto a rinnegare, talvolta, una storia passata ma non per questo meno dignitosa e gloriosa”.
Il suo rapporto con Somma Vesuviana
“Negli anni del suo massimo impegno in politica, quando egli ritornava nella “sua” piccola patria – o per gli auguri di capodanno o per un evento elettorale – la sezione del Partito Socialista o la piazza del paese si riempivano di compagni, di simpatizzanti e di semplici cittadini, che ci tenevano a stringere la mano ad un uomo perbene, colto, schivo, emblema di un socialismo teso ad affermare i principi di uguaglianza tra gli uomini, di libertà, di giustizia e di legalità”.
Sulla questione piazza Vittorio Emanuele III, quale è il suo pensiero?
“Diciannove anni dopo la scomparsa dell’ eminente professore, la “sua” città ancora si dibatte in diatribe fumose, per non essere riuscita a intitolargli la piazza principale. E, paradossalmente, quella piazza – per qualche mese sottratta e subito dopo restituita a Vittorio Emanuele III – continua ad essere ancora intitolata al re complice del fascismo e firmatario delle leggi razziali”.
Che testamento ci ha lasciato il prof. De Martino?
“Le parole, come le idee, sono degli atti testamentari. E l’eredità politica, culturale e valoriale di Francesco De Martino è un immenso patrimonio per i giovani ed anche per gli adulti”.









