L’ex presidente della commissione Trasparenza, eletto nel 2014 nelle liste del Pd dopo essere stato candidato alle primarie, entra a gamba tesa nella scelta dei democrat di sostenere il candidato sindaco Giuseppe Bianco. E lo fa con un video postato ieri sulla sua pagina facebook, oltre sei minuti in cui si scaglia contro i metodi del Pd guidato a Somma Vesuviana dal segretario (ed ex candidato sindaco nonché consigliere comunale uscente) Giuseppe Auriemma. I due avevano avuto duri scontri anche in passato, tant’è che Auriemma ventilò, nei confronti di De Falco, la sospensione dal partito.
Il video messaggio di De Falco è rivolto ai cittadini e si concentra soprattutto sui metodi del partito nelle cui fila è stato eletto alle scorse amministrative. «Il Pd di Somma- dice l’ex consigliere – ha sempre ricercato la governabilità del paese, senza compromessi e senza ricatti, tanto è vero che negli ultimi venti anni non è arrivato nemmeno in ballottaggio».
Dopo la premessa, De Falco viene al punto: «Oggi il Pd ha cambiato totalmente la sua linea politica: il segretario ed ex candidato sindaco Auriemma ha aperto un “cantiere”, un tavolo di concertazione con tutte le forze politiche in quel momento disponibili e al quale si sono seduti anche un ex candidato sindaco di Fi, candidati in Fratelli d’Italia, elementi che hanno agito attivamente nel corso della consiliatura Piccolo e finanche personaggi che in passato lo stesso Pd ha bollato quali “impresentabili”».
«Se l’aspirazione è quella di vincere a tutti i costi – tira le somme De Falco – avere uno scranno ed entrare nella stanza dei bottoni, va bene ma certamente non per me che ho portato avanti la mia linea politica su una linea di governabilità, concretezza e capacità amministrativa, ecco perché condanno i metodi usati dalla segreteria locale per individuare un candidato sindaco senza il rispetto delle stesse regole che il Pd si è dato».
Le regole, sostiene De Falco nel suo videomessaggio, avrebbero dovuto prevedere primarie o un voto palese con il riscontro positivo di non meno di tre quinti degli aventi diritto al voto nell’assemblea cittadina del partito. «Tutto questo – dice De Falco – non c’è stato». E prosegue: «Io mi sono candidato alle primarie del 2014, non ho vinto e dunque, come etica vuole, mi sono candidato come consigliere nella lista del partito. Oggi, invece, in stanze che non sono quelle del partito, si propone subdolamente un candidato che a sua volta si dichiara “civico”. Ma un candidato che si dichiara tale dovrebbe avere innanzitutto una sua lista e suoi propositi per essere, solo dopo, sponsorizzato da un partito politico».
«Penso – incalza l’ex consigliere – che il Pd si sia accordato con forze politiche non omogenee, quindi non posso che dare il mio “in bocca al lupo” che penso occorra: infatti non posso immaginare come si possa dialogare con ex militanti dell’amministrazione Piccolo, con ex militanti del centrodestra e finire poi per avallare scelte amministrative che sarebbero tutt’altro che trasparenti».
In attesa della replica di Auriemma che sicuramente giungerà a breve, De Falco promette di far ricorso nuovamente e a breve della forma di comunicazione diretta utilizzata anche stavolta, ossia un videomessaggio da diffondere via social network, per informare i cittadini di altre «situazioni».







