Nella Sala Santa Caterina di piazza Vittorio Emanuele III, un convegno dove i ragazzi degli anni ’70 hanno raccontato Aldo Moro, 40 anni dopo la sua scomparsa.
Aldo Moro, uomo mite e determinato, raccontato da coloro che ieri sera sono intervenuti per ricordare colui che era un grande statista italiano, Presidente del Consiglio, ministro, rapito, detenuto e successivamente ucciso dalle Brigate Rosse.
Al convegno sono intervenuti don Alfonso Pisciotta, parroco della chiesa di San Giorgio Martire; Giuseppe Mosca, componente dell’Irescol; Giuseppe Auriemma, segretario del Pd di Somma; Francesco De Rosa, scrittore e giornalista; Ciro Raia, Presidente dell’Irescol (Istituto Regionale di Studi sulle Comunità Locali); Antonio Falcone, Presidente AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani) sez. Nola , già Sindaco di San Vitaliano.
Come ha ricordato Don Alfonso Pisciotta “Lui era un uomo che andava a messa tutti i giorni ed è stato ucciso dopo che è uscito dalla messa, doveva andare alla discussione di alcune tesi all’Università”.
L’idea di questo convegno nasce a maggio da due realtà: una politica, del Partito Democratico e una di carattere culturale, grazie all’Irescol, come asserisce Giuseppe Auriemma:” Il Partito Democratico, insieme al Professore Ciro Raia, ha aperto uno spazio culturale e di riflessione sulla realtà. Un partito deve porsi delle domande, deve porsi alla ricerca, deve cercare di capire, di avere consapevolezza e lucidità sui passaggi della storia”.
Tra i diversi interventi susseguiti nell’arco della serata, tutti mirati a ricordare la figura di una persona che ha fatto la storia del nostro paese, Francesco De Rosa, giornalista e scrittore, afferma “Aldo Moro mi emoziona ancora perché è un uomo che ha vissuto di passioni e di bellezza. La ricerca della verità consiste nella bellezza”.
Tutta la serata è stata allietata da letture di alcune lettere di Aldo Moro, ad opera di Aurelio Cerciello.



