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Somma Vesuviana, ha 18 anni la protagonista scelta per interpretare la regina Giovanna

Si chiama Silvia Sorrentino e frequenta il liceo “Salvatore Di Giacomo” di Volla. Sarà lei ad interpretare Giovanna nel nuovo documentario prodotto dall’Iti Majorana di Somma Vesuviana, un docufilm che si soffermerà sulla storia dei regnanti del territorio, soprattutto su Re Ferrantino e la sua amata Giovanna. Alcune scene saranno girate in costume d’epoca, prestati dalla sezione moda dell’Isis De’ Medici di Ottaviano.

Il casting promosso per scegliere una giovanissima interprete tra le candidate al ruolo ha avuto esito positivo, i requisiti erano semplici: l’aspirante alla parte doveva avere tra i 16 e i 20 anni e risiedere sul territorio vesuviano. «Anche l’idea di fare un casting è una maniera di avvicinare i giovani alla storia del territorio» – spiega il direttore del progetto, il professore Emanuele Coppola.

Così, a provini avvenuti – un colloquio motivazionale e la lettura di un breve testo – ieri la protagonista è stata scelta, le altre aspiranti potranno comunque indossare i panni delle sue cortigiane. La commissione composta dal dirigente scolastico Giuseppe Cotroneo, dal coreografo Angelo Parisi, dall’insegnante di lettere Maria Cardone, dallo psicoterapeuta Giuseppe Auriemma e dalla giornalista Carmela D’Avino, direttore del mediano.it, ha selezionato la giovanissima Silvia Sorrentino. «Sono onorata di rappresentare una pagina di storia del territorio vesuviano – ha detto Silvia – ringrazio la commissione per avermi scelta quale interprete di un ruolo a me caro, quello di Giovanna IV».

Il progetto autorizzato e finanziato dal titolo “SUMMA ARTE”, ha come obiettivo specifico il potenziamento dell’educazione al patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico proprio del territorio vesuviano. La giovane troupe cinematografica sarà composta dagli allievi del Majorana, destinatari del PON, come già  sperimentato con TERRA MURATA, l’altro documentario sul borgo antico della città. Nei panni di Re Ferrantino ci sarà il diciottenne Carmine Auriemma, studente del Liceo Torricelli di Somma Vesuviana.

 

Qui la sceneggiatura in breve: “Al Re Ferrante, successe il figlio Alfonso II che, per motivi politici, abdicò subito a favore del figlio Ferrantino, amatissimo dai sudditi e passato alla storia come Ferrante II d’Aragona. Per rafforzare il regno, il giovane ed atletico Re, ottenuta la dispensa dal Papa, sposò l’avvenente zia Giovanna II d’Aragona, IV di Napoli. I promessi sposi, con la benedizione di tutti, s’incontrarono proprio a Somma, nel palazzo reale della Starza, con viva partecipazione della popolazione sommese e napoletana. Tutto sembrava volgere al meglio, il matrimonio sarebbe stato indimenticabile, ma l’improvvisa malattia del Re, diagnosticata come doppia terzana, finì per funestare l’idillio, conducendo Ferrantino in breve tempo alla morte, nel 1496. Il Re fu portato nella chiesa dell’Annunziata per pregare e poi a Castelcapuano dove fece consacrare le nozze sul letto di morte, nominando Giovanna regina e ponendole, con le proprie mani, la corona sul capo, in uno straziante addio. Nessun sovrano fu mai pianto con tanta sincerità d’affetto, e dal popolo e dalla giovane consorte, la quale, imitando l’esempio materno, d’allora in poi si firmò, e forse con maggior ragione, la Triste Regina”.

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