L’ex operaio che fino a luglio scorso viveva in auto è stato giudicato con rito abbreviato, difeso dall’avvocato Rosario Arienzo.
Tentato omicidio, premeditazione, detenzione illegale di arma da taglio: la condanna per Salvatore Losco è stata di cinque anni. Dunque l’uomo, ex operaio e da tempo senzatetto, resterà in carcere dove si trova fin da luglio. Non è stato possibile infatti per il suo legale, l’avvocato Rosario Arienzo del Foro di Napoli, chiedere la detenzione domiciliare perché nessuno, né i familiari né strutture private, ha voluto accogliere Losco. I fatti risalgono al 27 luglio scorso quando l’uomo aggredì il primo cittadino appena uscito dal municipio. Gli si avvicinò come faceva spesso – per chiedergli un alloggio comunale e un lavoro – e poi passò ai fatti accoltellandolo alla gola e al braccio con una lama di 27 centimetri. Poi tentò di fuggire ma i carabinieri al comando del maresciallo Semprevivo lo acciuffarono poco dopo, recuperando inoltre l’arma che aveva gettato in strada mentre si allontanava dalle Porte del Parco, luogo dell’aggressione. Intanto il sindaco Piccolo veniva soccorso alla clinica Trusso. Ora la condanna a cinque anni, con lo sconto di pena implicito nel rito abbreviato scelto dal legale e nonostante le serie accuse aggravate dalla premeditazione. L’amministrazione e lo stesso sindaco avevano prima di allora tentato di far accogliere Losco in strutture alloggio e sollecitato imprenditori per trovargli un lavoro ma l’uomo – così come scriveva l’assessore alle politiche sociali in una lettera inviata a luglio a ilmediano.it – aveva sempre rifiutato continuando a chiedere una casa comunale.



