Somma Vesuviana. La recente chiusura della storica Macelleria del Borgo, attiva da oltre settant’anni, rappresenta uno dei segnali più evidenti della crisi commerciale che sta attraversando il borgo antico del Casamale. I pochi commercianti rimasti nel quartiere lamentano da tempo difficoltà sempre maggiori e chiedono più controlli sul territorio ma anche una revisione del sistema della Ztl.
A raccontare la situazione di crescente abbandono è stato, pochi giorni fa, anche il giornalista Luigi Jovino che, in un suo articolo, ha descritto la desolazione di Via Botteghe, tra saracinesche abbassate, botteghe vuote, degrado e abbandono. In questo contesto si inserisce la riflessione di Giuseppe Molaro, titolare di Relais al Borgo, il quale ha voluto condividere pubblicamente un pensiero rivolto a chi vive e lavora nel Casamale, in particolare agli operatori turistici e ai proprietari di strutture ricettive.
Di seguito la sua dichiarazione:
“Questo è un semplice pensiero rivolto al luogo dove sono cresciuto, dove vivo e dove continuo a credere ogni giorno.
Il Casamale non è solo un posto dove fare commercio o aprire un’attività. È storia, è identità, è la vita di chi qui è nato e di chi qui ha scelto di restare.
L’idea è semplice: creare una piccola unione tra chi vive e lavora nel borgo. Un’unione vera, fatta di confronto quotidiano, rispetto e collaborazione. Senza associazioni, club o dinamiche politiche. Solo persone che vogliono bene al proprio vicolo, alla propria casa, al proprio quartiere.
Un “porta a porta” tra i pochi rimasti del Casamale, insieme anche agli immigrati legali che oggi fanno parte della nostra realtà. Condividere problemi, idee e soluzioni, con semplicità e buon senso.
Questo non è un comunicato, ma un avviso sincero rivolto a noi proprietari di B&B e a chi sta aprendo o aprirà nuove attività nel borgo.
Investire è giusto. Aprire attività è giusto.
Ma è altrettanto importante avere la mentalità di cooperare e condividere.
Il turismo nel Casamale non è Manhattan. Qui c’è una storia importante che va rispettata, raccontata e vissuta con il cuore.
Il borgo si vive insieme. Non si sfrutta.
Le attività stanno chiudendo e il rischio è che il Casamale perda la sua anima.
Io mi sento responsabile, perché qui non ho solo un B&B: qui c’è la mia vita, il mio DNA.
Sono nato al Casamale.
E vorrei che questa realtà continuasse a vivere, insieme”.
Relais al Borgo
B&B Vivere il Borgo



