Con una lettera indirizzata a Luigi De Magistris in qualità di sindaco della Città Metropolitana e, inoltre, al coordinatore dell’area viabilità e al sindaco di Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo, alcuni consiglieri di minoranza di Scisciano «denunciano» la situazione che interessa l’intersezione tra la SP 425 Cupa di Nola a Somma Vesuviana e la SP 129 Spartimento in Scisciano, in corrispondenza del vecchio tracciato ferroviario.
Come è noto, il comune di Somma Vesuviana fa parte della «Zona Rossa» per il rischio Vesuvio e confina tra l’altro con Scisciano (zona gialla). I due comuni sono collegati da due strade provinciali, la 425 – via Cupa di Nola (Somma Vesuviana) e la 129 – via Spartimento (Scisciano). Due strade rilevanti, non solo perché sono arterie di collegamento tra i due paesi, non solo perché sono vie di transito per mezzi pesanti, ma anche perché sono vie di fuga in caso di eruzione. Ed è proprio quest’ultimo il punto: proprio a ridosso della loro intersezione, la fluidità del percorso è compromessa dall’attraversamento di una linea ferroviaria da tempo dismessa e gestita da RFI.
Ecco perché i consiglieri Pasquale Arianna, Cristina Mucerino e Giuseppe Napolitano, del gruppo consiliare di minoranza «Scisciano Bene Comune» si sono rivolti al sindaco De Magistris dopo aver presentato un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti ipotizzando un «doppio stanziamento di fondi pubblici» e un «concreto pericolo di danni erariali proprio ai danni della Città Metropolitana». La missiva è stata recapitata circa un mese fa e contiene il racconto di una storia che comincia nel 2013 quando gli stessi consiglieri di opposizione iniziarono un carteggio con la Provincia di Napoli prima e con la Città Metropolitana poi, mettendone a conoscenza gli amministratori comunali di Scisciano e sottolineando l’importanza della riqualificazione dell’intersezione tra le due strade provinciali.
«In riscontro alle nostre richieste – scrivono i consiglieri Arianna, Mucerino e Napolitano a De Magistris – si apprese che era stata approntata una scheda tecnica per una spesa di 850mila euro con lavori che avrebbero definitivamente risolto il problema». Fu poi lo stesso De Magistris ad approvare il programma triennale delle opere pubbliche 2016/2018 con deliberazione 135 dell’11 agosto 2016, prevedendo al punto 116 del documento i lavori da compiere nel 2017.
«Ci sembrava una soluzione efficace e tutto sommato tempestiva – dicono i consiglieri di minoranza – ma a complicare le cose ci hanno pensato il sindaco di Scisciano e la sua minoranza, coadiuvati si suppone da qualche consigliere metropolitano delegato. Questi hanno ritenuto di volere e dovere risolvere il problema a livello comunale e per poter gestire “in proprio” hanno intrapreso negli anni varie iniziative, nonostante fosse chiaro il rilievo sovracomunale dell’opera su strade gestite dalla Provincia e la necessità, inoltre, di acquisire l’area ancora gestita da RFI per poter effettuare i lavori».
Le iniziative cui si riferiscono i consiglieri sono dettagliate nella lettera indirizzata a De Magistris: «Nel 2013, per partecipare al bando regionale di accelerazione della spesa, il Comune chiese, sulla base del progetto preliminare redatto dall’Utc, di acquisire l’area RFI e alla Provincia il parere per intervenire direttamente. La RFI rispose che bisognava perfezionare gli atti di rito per acquisire l’area e la Provincia evidenziò alcune precisazioni, ossia: il progetto del Comune era solo un preliminare; era economicamente non sostenibile dal solo Comune e non era giustificabile se posto in capo alla sola comunità sciscianese».
In seguito altri atti sono stati messi in campo. «In epoca recente il Comune, sempre colpevolmente ignorando la possibilità di affidare la soluzione del problema alla Città Metropolitana, ha affrettato e intensificato le iniziative per intestarsi la titolarità dell’opera: con delibera di giunta di luglio 2016, la giunta ha adottato il programma triennale di opere pubbliche in cui, tra le risorse disponibili, riporta relativamente all’intervento in oggetto un’entrata di 250mila euro acquisita mediate apporti di capitali trasferiti dalla Città Metropolitana e, sulle schede 2 e 3, una spesa di 250mila euro». «Il tutto – prosegue la minoranza nella lettera denuncia a De Magistris – con l’assenza di pareri tecnico contabili e di atti ufficiali che comprovino l’impegno di spesa della Città Metropolitana. Ma c’è di più: la giunta, accortasi finalmente che la strada interessata ai lavori non era gestita dal Comune, condizione necessaria per poterne alterare lo status, ha partorito in fretta e furia la delibera di giunta di agosto 2016 con la quale si approva la “deprovincializzazione” del tratto ex SP 425 Cupa di Nola ricadente nel territorio di Scisciano. Anche qui, nessun parere tecnico allegato».
Tra le ipotesi e le accuse contenute nel documento inviato al sindaco della Città Metropolitana, si fa cenno ad una «eccessiva e sospetta fretta con la quale la giunta non ha tenuto o voluto tener presente che le strade provinciali possono essere classificate come comunali con autonoma deliberazione, solo nel caso si tratti di Comuni con popolazione superiore ai 10mila abitanti». Scisciano ne ha circa 6mila. C’è però da dire che tecnici della Città Metropolitana hanno rilasciato parere favorevole. «Ma sono gli stessi tecnici – sostengono i consiglieri di minoranza – che avevano prima di allora previsto un intervento diretto della Città Metropolitana, un rovesciamento di opinione tanto repentino quanto inspiegabile e sospetto. In più, ci preme evidenziare la dissonanza tra l’intervento previsto con l’impegno spesa di 850mila euro, risorse tali da risolvere definitivamente la questione, e quello di 250 mila euro a favore del Comune. Sembra un doppio stanziamento di fondi pubblici che, non solo dà adito ad un concreto pericolo di danni erariali per la Città Metropolitana, ma rende ancora più difficile l’individuazione dell’Ente cui spetta la soluzione».
L’esposto, precedente alla lettera, è ora nelle mani dei giudici della Corte dei Conti. «Auspichiamo che De Magistris possa, con autorevole intervento, dirimete la delicata questione ancora prima» – sostengono i consiglieri di minoranza.



