Durante il blitz avvenuto mesi fa nella zona del nolano dopo un’indagine della DIA durata tre anni, a Francesco Caliendo sono stati restituiti tutti i suoi beni.
Il 19 ottobre dello scorso anno, all’imprenditore di Saviano indagato per collaborazione con il clan Sangermano dopo l’inchino della statua della Madonna fuori la casa del boss del clan, erano stati sequestrati beni che comprendevano vari terreni, tra cui molti edificabili e diverse quote azionarie. Difeso e scagionato dalle prove portate a galla dalla difesa capeggiata da Luca Capasso, Caliendo è risultato poi estraneo ai fatti, pertanto è avvenuto il dissequestro con effetto immediato.
L’indagine era iniziata nel 2016 per poi terminare dopo tre anni: in totale 25 persone erano state indagate per affiliazione al clan, associazione di stampo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori e tante altre attività illegale, tutte risultanti collegate al clan Sangermano che controlla i paesi della zona dell’agronolano.



