C’è da domandarsi del perché di questo lungo tempo trascorso,considerato che la prima edizione fu redatta dallo studio Benevolo, vincitore della gara di affidamento, imperante l’attuale sindaco e per la seconda edizione fu costituito un apposito ufficio di piano formato da personale tecnico comunale, coadiuvato daesperti esterni, ufficio di piano che è stato confermato anche per la nuova edizione.
Una supposizione la potremmo dedurre da quanto esternato dal sindaco Esposito durante la sua solita e lunga prolusione introduttiva al convegno richiamato. Da quanto ha esplicitamente affermato, il PUC dovrà essere il Piano suo personale, non quindi dell’amministrazione comunale nel suo complesso, né di alcun altro. La prima edizione, difatti, è stata opera dello studio Benevolo, vincitore della gara indetta dall’amministrazione Pone precedente e su cui, evidentemente, non poté influire più di tanto, con la seconda edizione ancora meno.
Quali sono allora i suoi intendimenti da conseguire con la nuova edizione del Piano? Basta riflettere a come si è sempre approcciato alla pianificazione urbanistica del territorio durante la sua lunga carriera politica: sin dalla travagliata redazione dell’attuale Piano Regolatore (anni ’80 e ’90 del secolo scorso) il suo motto è stato sempre “rendere edificabili quanto più aree possibili”, senza alcuna considerazione per la protezione del territorio e dell’ambiente.
In questa ottica si inseriscono le sue continue esternazioni donchisciottesche contro la costituzione della zona rossa del Vesuvio, con il vano tentativo di coinvolgere le amministrazioni degli altri comuni, l’intento, esplicitato durante il convegno, di emanare un avviso pubblico con l’invito ai portatori d’interesse per insediamenti commerciali, turistici, industriali ad avanzare proposte per la loro localizzazione. Avviso pubblico già emanato dalla precedente amministrazione nell’ottobre 2019. Per la seconda volta, quindi, si aprirà il mercato delle aree fabbricarli e su cui, evidentemente, sarà lui, e nessun altro, a decidere sul sì o sul no.
Se corrispondono al vero questi obiettivi di pianificazione urbanistica del sindaco Esposito, c’è legittimamente da domandarsi a che servirà l’incarico di consulenza affidato a esponenti di “alto profilo” della Facoltà di Architettura della Università Federico 2°. Dovranno costituire forse la classica foglia di fico atta a mascherare gli effettivi intendimenti del sindaco?
Al convegno ha partecipato anche l’assessore Regione Campania arch. Bruno Discepolo che, nel suo intervento, ha prima stigmatizzato il lunghissimo periodo di gestione del PUC e poi evidenziato, a scanso di equivoci, che il tempo in cui le famiglie hanno fatto la loro fortuna con le aree fabbricabili è finito.
A buon intenditore non servono altre considerazioni.



