Il progetto di Natale Porritiello sarà presentato il 2 luglio dal sindaco Lello Abete nella sera «Radici» in piazza Siano: un concerto evento nel quale saranno presentati anche testi e canzoni di Porritiello che hanno come protagonista l’oro rosso.
Terra del rame, tradizioni antiche, peculiarità del territorio da valorizzare, promuovere, ricordare. Ci si potrebbe chiedere come mai finora nessuno ci avesse pensato, ma ora il progetto c’è, esiste, vive e sarà operativo entro due mesi: è il «Museo del Rame» che conterrà tutte le testimonianze dell’arte di cui i maestri anastasiani sono gelosi custodi. Ma c’è di più nell’idea della quale è «padre» Natale Porritiello, poeta, operatore culturale nonché capitano della «Porritiello Rame e Acciaio» nata nel lontano 1934 a Sant’Anastasia per iniziativa del capostipite Luigi Porritiello, suo padre.
C’è molto di più, perché il rame – questo elemento vivo, nobile, duttile e pregiato – nelle sue intenzioni, dovrà fungere da collante sociale, con un «percorso» internazionale da intraprendere con i siti più famosi – per giacimenti e tradizioni – tra i quali la città di Sant’Anastasia dovrà collocarsi come eccellenza. «Sarà un museo fisico ma anche virtuale, per la massima diffusione, con il coinvolgimento di operatori, imprese locali, maestri del rame, storici, giovani, scuole, istituzioni e saranno interessati diversamente abili, persone emarginate o da recuperare socialmente, svantaggiate – dice Porritiello – noi vogliamo promuovere la sostenibilità economica e temporale di una tradizione che va salvaguardata, inserendola in un circuito didattico e di promozione con possibili sviluppi artigianali, industriali e di promozione turistica».
Partnership del progetto che comprende il Museo saranno, oltre alla Onlus soggetto promotore, anche imprenditori, la fondazione Porritiello, il Comune e altre associazioni locali, mirando a legami internazionali per la creazione di un network. «Vorremmo coinvolgere i giovani, partendo anche dalle scuole – continua Porritiello – motivandoli ad un percorso fondato su un mestiere antico e il Museo comprenderà un laboratorio didattico e culturale aperto alle frontiere digitali». Intanto Porritiello, con Giuseppe Manfellotto e Lello Sodano, sta scrivendo «La storia del Rame a Sant’Anastasia», il libro che racconterà come, ormai da millenni, questo materiale sia stato la più preziosa risorsa del paese e gli autori fanno appello a chiunque abbia documenti o testimonianze, «notizie» su parenti ramai, di aderire. Già c’è una lunga lista, la prima bozza, dei ramai anastasiani, con nome, cognome e soprannome. Le radici.
E «Radici» si chiamerà anche lo spettacolo in programma alle 20 di giovedì 2 luglio, in piazza Siano, condotto da Nando Iannuzzi, con le poesie di Natale Porritiello (tra le quali c’è anche il testo della canzone ‘O rammariell), Marco Ferrante, la voce di Pamela Paris e il maestro Enzo D’Onofrio. «Nelle prossime settimane consulteremo documenti dell’Archivio di Stato» – dice Porritiello che dopo il padre Luigi ha capitanato l’azienda di famiglia, passando poi di recente il testimone al figlio Luigi che porta il nome del nonno. Fu Natale a comprare il primo tornio per la lavorazione, per trasformare il rame dall’iniziale forma a disco al profilo delle pentole, in vari e diversi modelli. Oggi il nuovo complesso, accanto al quale sorgerà il Museo, è attivo più che mai a difesa di una nobile arte a rischio estinzione e producendo occupazione. «Sono stato in giro per il mondo a cercare amore e verità – dice Natale che è autore di numerosi libri di poesie, da «La forza dell’amore» a «Metamorfosi» e molti altri, oltre a testi divenute canzoni – ora vorrei spendere le mie ultime forze per questo progetto».




