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Sant’Anastasia, primo consiglio comunale e niente fair play: netta la divisione tra maggioranza e opposizioni

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Meno gente degli inizi passati ad affollare l’aula consiliare di Palazzo Siano, ma sempre più della platea che di solito segue le assemblee pubbliche, ieri (mercoledì 10 luglio) l’esordio dei nuovi eletti e dell’amministrazione Abete bis. E se il buongiorno si vede dal mattino si prepara una serie di sedute dell’assise pubblica tra duri scontri e interventi fiume.

Scontata l’elezione alla presidenza del consiglio comunale di Rossella Beneduce, già assessore alle politiche sociali negli ultimi anni della prima consiliatura di Lello Abete: l’assessore alle politiche sociali uscente, la più votata di queste elezioni, ha fatto appello ai cittadini perché partecipino compatti alle assemblee pubbliche. La vicepresidenza è toccata a Franco Casagrande, anche lui consigliere di maggioranza. Entrambi eletti con i soli voti della compagine Abete il quale ha giurato con la formula di rito e ha poi illustrato le linee programmatiche, anche quelle, naturalmente, votate dalla sua sola maggioranza. Ha aggiunto poco o nulla il sindaco al programma elettorale depositato al momento della presentazione delle liste, se non il ringraziamento alla sua coalizione. «La nostra proposta è stata vincente perché, oltre a quanto già realizzato senza gravare sui contribuenti, senza progettare cattedrali nel deserto e senza raccontare favole, abbiamo un progetto serio». Poi, i punti programmatici da realizzare in cinque anni: a cominciare dai Peba, i piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche, passando per le agevolazioni fiscali sulle imposte comunali per chi vorrà investire o assumere sul territorio, o dalla promessa realizzazione di uno sportello sui fondi europei e alla creazione di un team dove, parola del sindaco «professionisti del settore saranno impegnati a titolo gratuito».  Valorizzazione del turismo religioso, promozione degli itinerari turistici, promozione del Monte Somma e dei prodotti locali, rilancio della macchina amministrativa e, si auspica già dalla prossima seduta, dirette streaming dei consigli comunali. Ancora, riqualificazione degli edifici scolastici, fogne e illuminazione nelle zone che ancora ne sono sprovviste, approvazione definitiva dei Pip e del Puc, implementazione della raccolta differenziata, monitoraggio della qualità dell’aria, una migliore organizzazione della biblioteca comunale (sempre si voglia chiamarla biblioteca, ndr), Forum dei Giovani, innovazione tecnologica che consenta ai cittadini di interagire con il Comune via web. Un programma semplice. «Un pensiero politico altrettanto semplice – ha aggiunto il sindaco – ma allo stesso tempo vasto per il percorso che unisce i temi portanti che ci siamo posti, dalla sostenibilità ambientale alle risorse economiche coerentemente pianificate in base alle reali capacità contributive della cittadinanza».

Tutti i candidati sindaco delle scorse elezioni, dunque a parte il sindaco eletto Abete, i consiglieri Carmine Esposito, Raffaele Coccia e Mario Gifuni hanno preso la parola. Ad eccezione di loro tre, sono intervenuti sulle linee programmatiche illustrate da Abete solo altri tre consiglieri su sedici, uno di opposizione, Peppe Maiello, e due di maggioranza, Paolo Esposito e Carmine Capuano.

L’ex presidente del consiglio comunale, nonché candidato sindaco e unico eletto della sua compagine, Mario Gifuni, ha chiesto alla neo presidente dell’assise di mettere la minoranza in condizioni di espletare il mandato elettorale nel miglior modo possibile, anche mettendo a disposizione un ufficio nella casa comunale. Per il resto «Non c’è nulla di nuovo nelle linee programmatiche del sindaco – ha esordito Gifuni – non abbiamo sentito un’analisi rispetto alla raccolta differenziata dei rifiuti, oggi sotto la quota prevista dal capitolato d’appalto, né sulla macchina amministrativa». «Poi giudicheremo sui fatti» – ha aggiunto.

Il consigliere Paolo Esposito (Sant’Anastasia al Centro) ha ricordato lo slogan utilizzato in campagna elettorale, «Scuola e Ambiente». «Sono le tematiche cui ci dedicheremo di più, ed è per questo che abbiamo proposto anche un numero verde, giacché la salvaguardia dell’ambiente è tra le nostre priorità, come le politiche sociali». «Sono certo – ha aggiunto Esposito – che il sindaco metterà anche maggior impegno che nella prima consiliatura, il nostro programma è fattibile e comprensibile».

Il consigliere Maiello (Pd), ha promesso un’opposizione dura e ferma ma costruttiva, un controllo capillare sugli atti e sugli appuntamenti importanti come l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale. «Concludo – ha chiosato poi Maiello – con una nota che potrebbe sembrare polemica ma non lo è: comprendo che il bon ton della politica preveda che oggi il sindaco, nell’esporre le linee programmatiche, presenti tante belle cose da realizzare ma il fatto è che mi pare di essere tornato cinque anni addietro, come se fino a ieri la giunta Abete non fosse mai stata in quest’aula. Mi auguro che ogni cosa sia portata a termine giacché tutti speriamo nella crescita della nostra comunità, ma spesso e volentieri mi è sembrato di ascoltare il racconto di un paese che non c’è».

Trentuno minuti di intervento per il consigliere, ex sindaco e candidato sindaco Carmine Esposito (Agire), richiamato dalla presidenza al ventunesimo. Molti i punti che hanno poi provocato repliche successive. In primis Esposito ha ammesso la sconfitta. «Abbiamo perso con onore» – ha detto. Ma è stata un’ammissione con riserva. «Qui non ha vinto la maggioranza uscente – ha detto Esposito – ma la scelta elettorale che ha costruito una coalizione allargata a chiunque ci volesse entrare, totalmente disomogenea o comunque eterogenea». Il consigliere si è poi soffermato a lungo sulla campagna elettorale e sullo stesso giorno del voto, facendo cenno a «guerriglie paramilitari, azioni clientelari prima del voto, concorsi, lavori di fine consiliatura che facevano sembrare Sant’Anastasia un paese in ricostruzione post bellica, tutto per carpire consenso». «Ma noi viviamo di sentimenti e non di risentimenti – ha poi aggiunto Esposito – e auguriamo buon lavoro a tutti, ci sarà bisogno di una dura e attenta opposizione affinché non si lavori come negli ultimi cinque anni, occorre un confronto basato su progettualità, contenuti e competenze, il nostro compito sarà quello di segnalare soluzioni migliorative e proseguiremo le nostre battaglie senza compromessi e con fierezza non negoziabile». Zona rossa e condoni sempre al centro dell’azione politica per Esposito che si è poi soffermato anche su condoni e sulla necessità di intercettare fondi pubblici.

Per Raffaele Coccia, candidato sindaco Pd e oggi consigliere comunale di opposizione: «Le linee programmatiche sentite in aula sono il riassunto di quelle del 2014, con la differenza che allora si disse che erano la prosecuzione e la continuità di quelle del 2010». Edilizia scolastica «scandalosa» e impianti di illuminazione «illegittimi» i punti più caldi dell’intervento di Coccia. «Edilizia scolastica? Da tre anni nel primo istituto comprensivo ci sono otto aule interdette – ha aggiunto – e mentre apprendo che stanno iniziando i lavori per mettere in sicurezza i cornicioni del plesso di corso Umberto I faccio notare che a cantiere aperto si è data l’autorizzazione per far svolgere lì un campo scuola, per quanto mi riguarda sono attività conflittuali, e lo dico da tecnico». Pollice verso da parte di Coccia anche per degli impianti di illuminazione pubblica montati da ben cinque anni. «Ho chiesto spiegazioni agli uffici, mi è stato risposto che hanno sempre lavorato senza prima calcoli strutturali, perché sì, anche per un lampione è necessario. Per me sono fuori norma ed illegali, andremo a verificare anche questo, non ci fermiamo di certo».

Prima della replica del sindaco, la parola è andata al consigliere Carmine Capuano (Progetto per Sant’Anastasia). «La campagna elettorale è alle spalle – ha esordito – dunque c’è bisogno di partire con il piede giusto evitando di intervenire a sproposito come se ancora fossimo in prossimità del voto». Capuano ha dunque, pungolato da alcune affermazioni di Esposito (Carmine) e Coccia, spiegato nuovamente come è arrivata la sua parte politica in coalizione con l’ex avversario Abete del quale fino a poco prima era stato oppositore. «Il percorso di trasformazione dell’amministrazione Abete era già iniziato nel 2015, si era ben percepito il cambio di passo, avevamo interpretato il cambiamento e la volontà di voltare pagine rispetto ad una politica per certi versi fallimentare, ma ho atteso fino alla fine per decidere». E sulla polemica ancora in piedi che riguarda gli scrutatori non sorteggiati ma nominati: «Ci vogliamo attardare su gestioni clientelari? Allora ce n’è per tutti perché chi in quest’aula oggi si scandalizza dovrebbe ben ricordare che negli anni ’80 ogni consigliere arrivava in commissione elettorale con bigliettini scritti, non era certo un bell’esempio ma scandalizzarsi oggi quando comunque li si sceglie da un albo mi pare strano». Sulla zone rossa, Capuano ha affermato che «occorre trovare una serie di correttivi, chiedere fondi per le vie di fuga, restaurare quel che occorre». «Su questo non credo ci sia in quest’aula chi si tirerà indietro ma per fare ciò bisogna mettere da parte la campagna elettorale e darsi da fare». E sul piano urbanistico comunale: «Una parte dei vecchi consiglieri si è scandalizzata dimenticando che aveva chiesto incontri e firmato lettere –ha proseguito Capuano – per quel che mi riguarda, a chi sostiene che quel puc andava approvato così com’è dico che sarebbe stato un errore madornale, se ne accorgeranno tutti quando avranno modo di giudicare».

Anche il sindaco Abete ha tacciato le considerazioni degli oppositori come «campagna elettorale» e non è difficile vaticinare che sarà questo il mantra dei prossimi anni.

Intanto, a chiusura di consiglio, è stata eletta la commissione elettorale: ne fanno parte da effettivi i consiglieri Filippo Guadagni, Gianni Rea e Raffaele Coccia. I supplenti sono Pasquale Iorio, Fabiola Corcione e Vincenzo D’Auria.