Ieri conferenza stampa del sindaco Abete con il presidente del consiglio comunale Mario Gifuni, una controffensiva, una «controinformazione» l’ha definita Gifuni, per replicare alle accuse di inerzia che arrivano da ex alleati. «Barra dritta fino al 2019» – ha detto il presidente.
«Sono stati due anni difficili – ha esordito il sindaco Abete, con disagi dovuti soprattutto al contesto sociale nazionale e locale». Un proemio per entrare nel vivo della conferenza stampa convocata ieri in municipio, ad un giorno dalla seduta di consiglio comunale dove si voterà la salvaguardia degli equilibri di bilancio e una variazione dell’assestamento generale, la prima volta con il regime di armonizzazione contabile.
«Porteremo in aula una serie di debiti fuor bilancio per l’ammontare di quasi 200mila euro e che riguardano debiti contratti fino al 2013, onorando così quanto dovuto alle ditte che hanno lavorato sul territorio, è un atto di responsabilità – ha proseguito Abete – certamente ciò comporta una serie di limiti che non ci consentirà di realizzare, almeno per ora, quel che avremmo voluto. Ma contiamo di farlo a medio termine una volta che avremo superato questa fase difficile».
Per «fase difficile» Abete intende, come ha poi ripetuto, «risanare i debiti». Colmare, così sostiene, «il buco ereditato».
E non è certo una novità la polemica sui debiti fuori bilancio che pure qualche consigliere di opposizione ha più volte sollevato in assise. «Il fatto è che prima di noi si è fatto ricorso a debiti fuori bilancio anche per cose ordinarie, è vero che io ero in maggioranza e ricoprivo il ruolo di presidente del consiglio comunale fino al 2013, ma un presidente si occupa poco della gestione, così come un consigliere: quella spetta al sindaco e agli assessori. Ebbene, tutti questi debiti li scopriamo man mano e in due anni, con responsabilità e in modo coscienzioso stiamo pian piano risanando le casse comunali». Fa leva soprattutto sulla novità dell’armonizzazione contabile, il sindaco: «Oggi si può spendere solo quel che si ha in cassa, contrariamente a quanto accadeva fino ad un anno fa, proprio come accade in una famiglia».
E alle accuse di inerzia, di progetti pronti e mai realizzati, Abete replica così: «Chi ci accusa sa bene il motivo, conosce il buco che ha lasciato, chi ha ordinato certe cose non si è poi preoccupato di chi poi avrebbe dovuto pagare, per far ciò non c’è bisogno né di Einstein né di Trump. E noi non ci stiamo più agli attacchi ingiusti e in malafede. In questi due anni, ai debiti fuori bilancio abbiamo fatto ricorso solo per le emergenze vere, così come si dovrebbe fare sempre, prima si compravano persino le giostrine. È come se un padre di famiglia facesse debiti per andare in vacanza». Passa poi a parlare di tagli e sprechi, il sindaco: «Sarà anche una spesa minima ma è un esempio: l’auto blu che prima era in fitto non ci serve, ora useremo una macchina sequestrata alla camorra che la Procura ci ha affidato, gratis; abbiamo aumentato la percentuale di raccolta differenziata e questo significherà risparmio sulla tassa per tantissime famiglie, stiamo risolvendo la questione della caserma dei carabinieri che andrà nel plesso Sodani e siamo in costante contatto con l’Asl per salvare servizi che devono rimanere sul territorio; abbiamo disdetto alcuni fitti risparmiando altri 16mila euro l’anno (ndr, il locale dove si ritrovava l’associazione Combattenti e Reduci che d’ora in potranno ritrovarsi al centro anziani e il locale dedicato alla squadra di manutenzione che sarà ospitata negli spazi dell’ufficio tecnico comunale); è stata affidata all’associazione Stella Splendente la gestione dello stadio comunale risparmiando così sulla manutenzione e i costi di gestione; così come l’ex mattatoio è stato affidato ad un consorzio che si occupa di immigrati regolari».
In pratica, stando a quel che il sindaco ha detto ieri mattina in conferenza stampa, se buchi nel bilancio ci sono, appartengono alla passata amministrazione, quella del quale lui era parte integrante. «I debiti fuori bilancio però non sono responsabilità del presidente del consiglio comunale» – sostiene.
A dare man forte al sindaco, l’attuale presidente dell’assise Mario Gifuni, consigliere nella passata amministrazione, dice: «Solo attacchi e critiche ingiuste, oggi la maggioranza è più pacata e riflessiva e da oggi faremo una controinformazione seria e sana, anche sul Puc e sui piani di insediamento produttivo ai quali teniamo molto perché solo il lavoro libera l’uomo dal bisogno. Noi non rinneghiamo nulla ma abbiamo una politica di spesa molto diversa: prima ripianeremo i debiti e poi, nei prossimi 36 mesi pianificheremo il futuro con barra dritta fino al 2019, chi decide di votare un sindaco gli dà una mano fino alla fine». Aggiunge, Gifuni: «Nei cassetti non abbiamo trovato progetti, ma debiti».



