CONDIVIDI

Convegno al quartiere Starza – Ponte di Ferro dei movimenti Alleanza per Sant’Anastasia, Arcobaleno e I Cittadini Prima di Tutto. L’ex assessore Lucia Barra: «Non mi meraviglia che le grandi opere siano ferme al palo, in otto mesi non sono riusciti nemmeno ad assegnare borse di studio già pronte». Il portavoce di Alleanza per Sant’Anastasia, Ciro Pavone: «Il programma elettorale è stato completamente disatteso, l’ho scritto io ed evidentemente l’attuale sindaco non lo ha nemmeno letto o non lo ricorda».

IMG_0509
Lucia Barra, Carmine Esposito

L’argomento principe del convegno tenutosi ieri al Klaxon Cafè di via Pomigliano era il dirottamento dei fondi RFI dal quartiere Ponte di Ferro alla centralissima via Marconi, cantiere tra l’altro non ancora partito nonostante fosse stato definito cantierabile già a novembre scorso. Ma dettagli tecnici a parte, che la compagine politica rappresentata da tre simboli di movimenti civici ha affidato alla voce dell’ex assessore al bilancio ed ex vicesindaco Armando Di Perna, gli interventi sono stati incentrati sui disagi del quartiere che ha ospitato la manifestazione e improntati alla critica dell’attuale gestione amministrativa.

«Sono e mi sento figlia di questo quartiere – ha detto l’ex assessore Lucia Barra – ne conosco bene i disagi ed avrei sperato in un’accelerata, quella che era stata promessa e che purtroppo non c’è stata. Vediamo tutti il vuoto politico e culturale, i finanziamenti persi, le opere ferme al palo, l’incapacità e la superficialità dell’attuale amministrazione che in otto mesi, dall’azzeramento della giunta, non è nemmeno riuscita a consegnare borse di studio già pronte per alunni che avevano preso parte ad un concorso di idee. Noi però non ci arrendiamo e non consentiremo che i cittadini siano presi in giro: è arrivato il momento di pretendere fatti, non chiacchiere. A via Coscialonga, per esempio, aspettiamo ancora il completamento della pubblica illuminazione e il responsabile della società mi ha personalmente confermato di aver consegnato a fine estate un preventivo per circa dieci pali. Da allora, solo il nulla. Ma facciano attenzione, i cittadini ricorderanno bene il lungo periodo di abbandono e degrado».

Ciro Pavone
Ciro Pavone

Che non fosse una manifestazione di carattere elettorale – e del resto le elezioni sono di là da venire – lo ha ben sottolineato l’ex capostaff (prima di Carmine Esposito e poi di Lello Abete del quale coordinò la campagna elettorale) Ciro Pavone. «I cittadini di questo quartiere sono stati presi in giro per anni da chi li ha usati come serbatoio di voti, con promesse elettorali puntualmente disattese e che questa zona sia definita “periferia” da chi oggi amministra ce ne fa ben capire la dimensione culturale e politica. Questo quartiere è il motore del paese, non una periferia: è qui che si fonda lo sviluppo sociale ed economico, con aziende e imprenditori che danno lavoro a centinaia di persone. Noi non abbiamo timore di dire che la gestione pubblica è oggi nelle mani di incapaci, di chi non è in grado di garantire nemmeno l’ordinario». E Pavone, come aveva già rimarcato in altre occasioni, incalza: «Il programma elettorale di chi ha vinto nel 2014 l’ho scritto io, compresa l’appendice che definimmo Patto con gli Anastasiani e che prevedeva di attuare una serie di opere nei primi cento giorni, molte delle quali in questa zona. Occorrevano tre mesi, i progetti erano finanziati e dovevano soltanto essere attuati. Sono passati due anni. Mi auguro che lo rileggano, ammesso che lo abbiano mai fatto, e che si capisca che per fare politica bisogna scendere tra la gente, come stiamo facendo in questo momento, popolare le piazze, non limitarsi a post su facebook per sfuggire al confronto».

L’ex sindaco Esposito ha esordito spiegando di parlare soprattutto da cittadino impegnato in politica, ricordando come «questo sindaco e questi consiglieri comunali, dal primo all’ultimo, siedono nell’assise pubblica perché prima di loro si è messo in atto un percorso di governo che ha dato forti segnali di rinnovamento».  «Hanno tradito i cittadini, i quartieri, hanno tradito non me ma il voto attraverso me perché hanno venduto il mio nome e porto la responsabilità di aver inconsapevolmente ingannato i cittadini che ci hanno creduto –ha detto Esposito – ma hanno dimostrato un’impreparazione primordiale nell’approccio alla politica e al governo del paese».  «La politica – ha proseguito Esposito – è la cosa più semplice del mondo: si fanno le elezioni e, prima ancora, un patto programmatico con i cittadini mettendoci la faccia. Su quello si vota, mettendo in gioco le proprie capacità e se vieni meno, sia al programma sia alle capacità, la strada è una sola: te ne devi andare. L’attuale sindaco sta governando con un’altra maggioranza e per di più con un’incapacità che si può solo definire paurosa, dal mio punto di vista questo paese non ha futuro se dovesse persistere tale classe dirigente».

Carmine Esposito
Carmine Esposito

Esposito ha poi replicato alle lamentele di alcuni residenti che invocavano la realizzazione delle fognature, da tempo attese. «Ad aprile inizieranno i lavori su via Archi Augustei e per questo dovete ringraziare non solo la mia amministrazione ma la tenacia di un ex consigliere, Salvatore D’Auria, l’unico rappresentante di questo quartiere che a mia memoria ne abbia davvero fatto gli interessi, rappresentando i residenti in modo decoroso e incisivo».  Parla poi di «rivoluzione», l’ex primo cittadino: «Ho affrontato da sindaco battaglie violente che mi hanno portato allo scontro con i poteri forti, politici e non, ma bisogna andare oltre se vogliamo dare una speranza ai giovani: su via Pomigliano e via Romani si sposterà il futuro urbanistico ed economico del paese, bisogna avere la forza e la capacità di chiedere il ristoro che ci spetta per i vincoli della legge 21, occorre che il raddoppio di via Pomigliano previsto dal Puc ci sia finanziato come via di fuga, si deve rendere Madonna dell’Arco un’isola pedonale, far sì che i vincoli del Parco Vesuvio non impediscano agli agricoltori che ancora resistono di realizzare strutture: questo è il futuro ed è diritto dei cittadini pretenderlo, chiedere che i progetti rimasti nei cassetti del comune siano presi e finanziati con fondi comunali, regionali, europei e anche privati».

Non rinuncia, Esposito, alla sfida diretta: «Oggi si sono fatti accordi tra chi si era aspramente scontrato, stanno tutti insieme. Ebbene, se hanno la certezza di essere nel giusto, se pensano di saper bene amministrare, si dimettano e vadano alle elezioni con la loro faccia, senza nascondersi dietro una pretesa di continuità che è stata tradita. Si mettano pure ancora tutti insieme, noi affronteremo la battaglia ma dovranno dire alla gente che non sono più quelli del 2014, stavolta dovranno chiedere la fiducia in base a ciò che dicono di aver fatto in due anni, metterci la faccia, confrontarsi con il loro programma non con il nostro. Facciano una “vera” campagna elettorale, noi siamo pronti».