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Sant’Anastasia, lettera del presidente UICI: «Sul Centro Liguori l’assessore Giliberti mente»

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In seguito alle dichiarazioni rilasciate al nostro giornale da Cettina Giliberti, assessore alle politiche sociali di Sant’Anastasia, ci scrive il presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Di seguito l’intervento firmato che Giuseppe Fornaro ha fatto pervenire alla redazione di ilmediano.it.

 

Alla luce della recente intervista rilasciata al mediano.it dall’assessore Giliberti, ritengo utile fornire chiarimenti circa le numerose imprecisioni che, nelle dichiarazioni rilasciate dall’assessore, riguardano L’Unione Italiana ciechi e degli ipovedenti rappresentanza di Sant’Anastasia.

Quando l’Assessore Giliberti afferma che non ci saranno riduzioni delle attività per le associazioni del Centro Liguori, mente. Sezionando l’ex refettorio non vi sarà concretamente spazio per contenere gli strumenti che sono utilizzati per lo sport per disabili (tavolo di show down e Braccio di ferro), che sono regolarmente utilizzati con successo da tutti i ragazzi, disabili e non, del centro.

Senza questi strumenti Sant’Anastasia scaccia meravigliosi eventi   di competizione sportiva accessibili a tutti e sempre molto partecipati anche da  centri disabili di altri paesi che hanno preso poi esempio da Sant’Anastasia, consapevoli dei benefici dello sport sulle persone disabili (e non ci vuole uno psicologo per capirlo).

Sezionare un ampio spazio che attualmente accoglie più attività (sport, laboratori, eventi di massa, recupero scolastico e attualmente anche zona studio per studenti) non potrà che penalizzare principalmente lo sport per disabili che questa associazione ha fatto nascere a Sant’Anastasia; in questo modo, però, mi vedrò costretto a trasferire in altro territorio questo fiore all’occhiello. Se questa Amministrazione deciderà in tal senso, non potrò che prendere atto dello sfratto e chiedere ospitalità altrove.

Altra grave imprecisione si rileva quando l’assessore dichiara che l’Unione Italiana ciechi svolge le sue attività in due stanze che detiene completamente per sé; qui mi necessita spiegare che le due stanze in questione non sono altro che: un minuscolo stanzino – deposito al primo piano servito da una scala, senza ascensore, (per intenderci accanto l’appartamento ad uso della protezione civile) che avrà complessivamente circa 5 mq di ampiezza in cui abbiamo allestito con fantasia e sacrificio “Una biblioteca informatica“, messa a disposizione di chiunque voglia usufruirne o solo conoscere l’uso delle tecnologie assistive (studenti, insegnanti, assistenti alla comunicazione ,ecc.) ; contiene tra le altre cose tre stampanti braille il cui costo è notevole ed il suo valore inestimabile per un cieco, anche se all’occhio che vede possono sembrare senza valore.

É chiusa a chiave perché custodisce del materiale prezioso per chi non può permettersi l’acquisto di un ausilio ed è costretto a studiare e convertire i materiali di studio in braille messi a disposizione dall’associazione. Lo stanzino purtroppo non ha meritato una porta blindata che invece è stata prevista per altre stanze e ci arrangiamo con un catenaccio di fortuna e tanta speranza. (Anche qui è superfluo uno psicologo per capirlo).

L’altra stanza, microcella anch’essa, sita al piano terra, viene utilizzata per svariate attività dell’Unione, tutte previste dallo statuto ed autorizzate a livello nazionale, svolte in maniera informale o protetta, viste le notevoli attività che questa rappresentanza UICI mette in essere sul territorio di Sant’Anastasia, non solo per i disabili ma anche per tutto il resto della popolazione (dagli eventi di promozione alle campagne di prevenzione della salute, a tantissimo altro). Inutile sottolineare che questa stanzetta contiene una documentazione che va protetta secondo norme vigenti ed è quindi custodita in arredi adeguati che hanno bisogno di uno spazio, ovviamente anche tutto il materiale   contenuto nella stanzetta è stato comprato dall’Associazione per il necessario utilizzo e va anch’esso protetto da rischio di furto e danni.

Tuttavia  la stanzetta è sempre stata messa a disposizione per chiunque voglia occuparla quando non ci sono le attività in atto.

L’ingresso è possibile in qualsiasi, anche se nessun volontario è in sede, tramite le stesse procedure che si adottano per accedere in tutte le restanti stanze.

É fazioso indurre, chi legge le sue risposte nell’intervista rilasciata a ilmediano.it, a credere che ci siano stanze adeguate, arbitrariamente chiuse per chissà quali motivi, mentre invece si sta parlando di stanzini, (per i quali abbiamo sempre ringraziato) che sono i più piccoli di tutto il centro e che insieme non raggiungono di gran lunga la grandezza di qualsiasi altra stanza del centro Liguori adoperata per le attività.

Non si fa capire invece che nelle stanzette in questione non è possibile alcuna attività se si prevedono con la presenza di oltre tre persone sedute, nemmeno si fa capire che per fare le attività di gruppo purtroppo sfruttiamo alla meglio un angolo dell’ex refettorio e tra non molto ci sarà anche tolto e addio rinforzo scolastico, aggregazione, laboratorio, ecc.

Non si fa capire che, differentemente dalle altre, quella stanzetta contiene  arredi, strumentazioni e quant’altro, acquistati con serio sacrificio dalle solidarietà riscontrate dall’associazione che difficilmente riuscirà a ricomprare in caso di danno o furto. Non ci vuole uno psicologo, ma un minimo di buon senso è sufficiente per capire che un colloquio in forma protetta non può realizzarsi mentre un ragazzo stampa in braille i suoi compiti di scuola, o mentre altri (qualora trovassero posto nella stanza) fanno laboratorio di manipolazione o altri ancora vogliono semplicemente fare aggregazione o discutere di organizzazioni di eventi.

Quindi, farà bene, questa amministrazione comunale, nella persona dell’Assessore Giliberti, a farmi capire quali attività vorrà drasticamente eliminare   penalizzando i ciechi e non solo, per inserire altre realtà nel Centro Liguori; Centro polifunzionale che è stato fortemente voluto per i disabili e che adesso sembra voler diventare un alveare destinato a tutti e a nessuno.

Per il resto, ci si lamenta del nostro zelo a dare continuità alle attività presso il Centro Liguori rivolte a persone che hanno bisogno e alla popolazione intera, mentre le pratiche burocratiche dormono in attesa di un semplice avallo ad attività continuative delle Associazioni che sono sempre li ad accogliere il disagio. Avrebbero dovuto invece spendere un elogio per questi volontari che, sì, sono sempre gli stessi, gente meravigliosa ed introvabile di questi tempi , gente che ci è vicino anche quando si rende conto che nei progetti d’ambito questa Unione non è mai interpellata e mai coinvolta, e che per questo, il loro è un volontariato allo stato puro, mentre l’assessore, che pure dice di tenere tutti a mente, di fatto non chiede altro che di consegnare elenchi di nomi ciechi alla stregua di menù da scegliere. Forse non sa che per fare il rastrellamento che “minaccia” può più facilmente fare richiesta all’Inps ed addizionare a questi ultimi un bel numero di ipovedenti di varia gravità, anziani con problemi di vista, persone che stanno per perderla, e tanti altri che sono tutelati dall’ente nazionale che rappresento su questo territorio.

L’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS è un ente morale con personalità giuridica di diritto privato, cui la legge e lo statuto affidano la rappresentanza e la tutela degli interessi morali e materiali dei non vedenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Dovrebbe bastare questo per far decidere ad   un buon assessore di chiedere collaborazione invece di   presentarci come garanzia di bontà professionale tutte queste discutibili scelte con la sua laurea in psicologia, quasi rappresentasse una laurea in tuttologia. Ci basterebbe un buon assessore che capisse che rivoluzionare positivamente un sistema non significa calpestare, fino a far sparire, traguardi sociali molto cari ai disabili  che sono costati anni di sacrifici a tanti.

 

Gli altri Comuni hanno ben presente che proporre   progetti per i disabili significa tener conto di tutti i disabili e non solo quella ventina che sanno gestire, se l’assessore, come afferma, ritiene veramente importante l’avvento di personale competente per progetti di politica sociale rivolta ai disabili , ha la necessità di consultarsi e coinvolgere associazioni competenti che abbiano figure professionalizzate e formate, altrimenti la progettazione subirà il solito standard spesso inadeguato e superficiale.

Questo alla fine è quello che sta accadendo a Sant’Anastasia senza soffermarmi a sorridere sull’affermazione di dubbio gusto riguardo al cattivo sangue che scorrerebbe tra le associazioni, cosa che nego fortemente e che anzi si smentisce dalle collaborazioni spontanee che ci sono ancora tra le associazioni   nonostante i climi angoscianti e demotivanti che si sono creati da un anno a questa parte.

Infine, una verità l’assessore l’ha detta, e cioè di organizzarmi   a sfrattare nei modi in cui nemmeno pare le interessi capire.

Bene, L’Unione italiana ciechi è un ospite in questo Centro che era per disabili e, come tale, l’Amministrazione può decidere che l’ospite non è più gradito e deve andare via;

Tuttavia si farà carico della responsabilità di vedere lo sport per disabili traslocare in altri Comuni, di eliminare le possibilità di cultura e studio per disabili della vista, di impedire che persone con grave disabilità sensoriale si rapportino tra loro e con altre persone   di diverse disabilità, di impedire l’esistenza di progettualità tese al benessere della salute della popolazione intera, di impedire l’accesso alla sede da parte dei ciechi pluriminorati   e alle loro famiglie ; in sostanza ,cara Assessore alle politiche sociali del Comune di Sant’Anastasia, a lei la responsabilità di togliere quest’ancora di salvezza ai disabili tutti e specialmente a quelli videolesi, perché’ tutte queste attività sono state relegate (secondo il suo punto di ciecheria) in una stanzetta di 5 metri quadri al primo piano senza ascensore, insistendo che le attività non saranno limitate. Persino un cieco riesce a vedere ciò che lei non riesce a cogliere.

Giuseppe Fornaro

Consigliere provinciale responsabile zonale della sezione di Napoli dell’Unione Italiana ciechi e degli ipovedenti

Presidente A.S.D. Real Vesuviana

Consigliere delegato Solid’Arte

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