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Sant’Anastasia, il consiglio comunale si svolge grazie all’opposizione. Il sindaco Abete: «Una fase nuova con chi vuole il bene del paese».

 La consigliera Veruska Zucconi (Alleanza per Sant’Anastasia) abbandona l’aula facendo mettere agli atti che il presidente del consiglio comunale, Mario Gifuni, le ha tolto la parola. Quella stessa parola che, circa un’ora dopo, è concessa al consigliere Paolo Esposito che attacca proprio la collega assente: «La consigliera Zucconi viene qui perché “mandata”, le viene suggerito cosa dire, non è così che si fa il consigliere comunale».

La questione dei fondi delle Ferrovie dello Stato di cui una parte degli stessi l’amministrazione ha voluto destinare non al quartiere per cui erano stati erogati, ossia Starza – Ponte di Ferro, ma per un’arteria principale della cittadina come via Marconi è ormai cosa nota dopo tante polemiche, petizioni, diversi modi di interpretare il protocollo d’intesa, diffide e quant’altro. Ebbene, nel consiglio comunale di ieri se n’è parlato ancora. Sì, se ne è parlato. Perché, se ad assise cominciata il presidente Mario Gifuni non ha voluto concedere la parola alla consigliera Veruska Zucconi (capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia) che aveva l’intenzione di leggere pubblicamente la diffida arrivata all’amministrazione da parte di RFI che quei fondi li ha erogati e che considera la delibera approvata difforme rispetto al protocollo, quella parola l’ha poi concessa al consigliere Paolo Esposito alla fine della seduta, quando ormai la consigliera Zucconi era già andata via per protesta, facendo mettere agli atti quanto accaduto.

Veruska Zucconi
Veruska Zucconi

A dirla tutta il presidente Gifuni ci ha provato, ad invocare la par condicio, rendendosi evidentemente conto che se il regolamento si applica per un consigliere si deve poi estendere a tutti. Ci ha provato, sì. Ma con meno veemenza. Tanto è vero che se la Zucconi è andata via, di lei si è comunque parlato in sua assenza. I regolamenti vanno applicati ed è vero che la consigliera non aveva protocollato in precedenza né interrogazioni, né interpellanze, né mozioni. E lasciamo pure correre la «prassi» per la quale tutto ciò nell’aula consiliare di Sant’Anastasia non era mai stato un problema fino ad ieri. Passiamo sopra anche su quanto dichiarato in aula dal presidente Gifuni che ha avuto modo di pronunciare, da rappresentante del popolo, la frase: «La democrazia a volte fa male». Fatto sta che con il pretesto di precedenti «teatrini», con il timore che l’intervento non previsto avrebbe «scombinato tutto creando un guazzabuglio», Gifuni ha tolto la parola alla Zucconi e l’ha guardata uscire dall’aula. Aveva ragione lui? Mettiamola così: chi fa rispettare, sia pure in ritardo, un regolamento ha sempre ragione. Quella ragione che non ha più avuto però supporti nel momento in cui ha concesso la parola ad un altro consigliere di opposizione, Paolo Esposito, che ieri non aveva protocollato né mozioni, né interpellanze, né interrogazioni.

paolo espositofoto
Paolo Esposito

Andiamo per ordine: la Zucconi abbandona l’aula dopo aver fatto mettere agli atti che le è stato impedito di parlare. Esce e dichiara che presenterà un’interrogazione, aggiungendo che l’atteggiamento del presidente «è lesivo della democrazia e del contraddittorio». L’assise discute di un question time presentato dal consigliere Raffaele Coccia, intervengono assessori, si prendono in esame due interrogazioni della consigliera Annarita De Simone e ad un certo punto è proprio la capogruppo di Forza Italia a far notare che in aula non c’è numero legale. Lo evidenzia giustamente e sottolinea l’atteggiamento responsabile dell’opposizione senza cui l’assise non poteva svolgersi. Il sindaco Lello Abete chiede la parola e la ringrazia, come fa con tutti i consiglieri rimasti in aula e dice: «I consiglieri, siano di maggioranza o di opposizione, hanno il dovere, l’obbligo, di rimanere in aula. La situazione di oggi mi lascia amareggiato e mi spinge ad aprire una fase nuova in maggioranza».

Mario Gifuni
Mario Gifuni

Ed è qui che Paolo Esposito prende la parola, con qualche flebile protesta del presidente Gifuni. E si produce in un intervento politico, guarda caso non previsto dal regolamento. Quanto meno dello stesso regolamento così interpretato soltanto un’ora prima. «È in atto un ignobile e cialtronesco attacco di delegittimazione della maggioranza e dell’opposizione, si dicono cose non vere che colpiscono tutti» – continua Esposito riferendosi naturalmente agli attacchi ricevuti solo la sera prima, in un convegno pubblico, dalla compagine della quale, guarda caso, fa parte la consigliera Zucconi. Il consigliere, ex avversario di Abete in campagna elettorale, ne approfitta per profondere la propria solidarietà all’assessore Antonio Squillante, per gli attacchi ricevuti dalla stessa compagine, e prosegue – sempre senza che nessuno ricordi che poco prima qualcuno aveva tolto la parola ad un’altra consigliera eletta – sullo stesso tono: «È un’opera di disturbo, di destabilizzazione e non può essere una coincidenza che oggi parte della maggioranza non sia presente». Fin qui poteva anche starci, in verità. Ma poi continua: «Non capisco l’atteggiamento della consigliera Zucconi, o meglio lo so: lei è “mandata”, le viene suggerito cosa dire, è strumentalizzata, non è questo il modo di fare il consigliere. Per comprendere cosa stia accadendo con i fondi delle Ferrovie basta leggere i documenti, l’amministrazione può utilizzarli per l’interesse generale, non vedo lo scandalo».

A questo punto dell’assise, nel pieno del «guazzabuglio» temuto un’ora prima dalla presidenza, con i piani ormai «scombinati», per usare alla lettera le sue parole, lo scenario politico futuro di Sant’Anastasia prende forma. «O si fanno scelte serie – asserisce il consigliere Esposito – o si va alle elezioni che in questo momento non porterebbero nulla di buono, quindi bisogna rispettare ciò che i cittadini hanno voluto e andare avanti». In piena e serena armonia con il primo cittadino Abete, ossia colui al quale Esposito si riferiva con la frase “ciò che il popolo ha voluto” e che infatti conclude: «Non ci spaventano le elezioni, ma se si possono evitare è meglio per i cittadini. Oggi non posso non prendere atto di assenze (ndr, tra le assenze si annoveravano ieri quelle dei consiglieri Rosaria Fornaro e Mario Trimarco, per fare solo due esempi) che mi porteranno dopo le festività Pasquali ad una verifica, sono disponibile anche ad una fase diversa, con persone che vogliano attuare punti programmatici e che abbiano a cuore il bene del paese».

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