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Sant’Anastasia, il bilancio: intervista ad Armando Di Perna

A giunta azzerata dal sindaco Abete subito dopo l’approvazione del documento finanziario in consiglio comunale, l’assessore uscente parla delle agevolazioni per le famiglie rispetto al 2014 e di molto altro.

 

Entro metà mese si saprà se la delega al bilancio sarà ancora sua, come lo è stata con i due sindaci precedenti, Carmine Pone e Carmine Esposito. Intanto però, sia pur con i voti contrari delle opposizioni, il «suo» bilancio è passato. Di contorno, critiche, dubbi e un manifesto – a firma di una sigla finora inedita in città « I Popolari di Italia Domani»  – che ne invoca le dimissioni proponendo ironicamente di candidarlo per il Nobel all’Economia. Chiunque siano i suddetti popolari, la tempistica non è di quelle che si definirebbero politically correct.  Ma, tant’è, abbiamo provato a farci spiegare dallo stesso Di Perna cosa cambierà per i cittadini con il varo di quest’ultimo bilancio di previsione.

Armando, cosa pensi di chi ti consiglia le dimissioni? Pur se al momento non servono, è chiaro.
«Non penso ma replico con fatti concreti, mettendoci come sempre la faccia, a chi prova a celare ignoranza, fallimenti politici e personali con attacchi beceri, un logo finto e numeri da assemblea di condominio».

E questi fatti concreti quali sono?
«La concretezza significa stare dalla parte dei cittadini, non perdere tempo a sputare veleno. Parliamo della Tasi: noi abbiamo ridotto l’imposta sulla prima casa per proprietari di immobili con rendita inferiore a 250 euro e azzerato la tassa per gli inquilini. Quanto all’Irpef, sono esonerati tutti i redditi inferiori ai 15mila euro annui e molte novità ci sono sulla Tari, la tassa sui rifiuti: rispetto al 2014 le famiglie risparmieranno fino a 50 euro, ci sarà il rimborso della prima rata per i redditi più bassi, l’esenzione totale per chi ha una pensione minima e, novità assoluta per Sant’Anastasia e cosa che di sicuro ci copieranno in altri comuni, è l’esonero totale della tassa per chi adotta un cane. Inoltre, non dimentichiamo l’azione di lotta all’evasione fiscale attraverso la quale si conta di recuperare ben 200mila euro solo quest’anno».

Soddisfatto o si poteva fare di più?
«Visto quel che sta mettendo in campo il Governo di Matteo Renzi abbiamo fatto il possibile, rispondendo con una manovra fiscale volta ad aiutare le famiglie in difficoltà. Abbiamo voluto proteggere i cittadini anastasiani non soltanto dalla scarsa responsabilità di chi ci governa a Roma – con tagli che sfiorano l’80 per cento di risorse in meno rispetto agli ultimi anni – ma dalle scelleratezze delle passate amministrazioni di centro sinistra: i danni dell’Amav, la sentenza sul mercato ortofrutticolo, la vertenza Vigili Urbani. Si può sempre fare di più ma sono soddisfatto».

Ma nonostante le agevolazioni di cui parli, non ti pare che si stia esagerando con le tasse locali?
«Il livello di tassazione locale aumenta in maniera spropositata, basta leggere le maggiori testate nazionali di quotidiani o le note Ifel (istituto per la Finanza e l’economia locale) per rendersi conto delle problematiche che hanno oggi gli enti locali e i comuni in particolare. Nonostante ciò, a discapito delle difficoltà oggettive e soggettive, noi abbiamo scelto una politica fiscale che presenta novità interessanti per le famiglie anastasiane che oggi vivono una situazione di disagio».

Di quanto si sono ridotte le entrate rispetto allo scorso anno?
«Abbastanza, soprattutto cambia la fonte di finanziamento, quella da cui il Comune attinge le risorse: c’è una riduzione di ulteriori 250mila euro del fondo sperimentale di riequilibrio che si va ad aggiungere ai circa 2 milioni di euro già tagliati negli ultimi cinque anni. Ho già detto che abbiamo eliminato la Tasi per gli inquilini, che abbiamo fissato al 2, 7 per mille l’aliquota per tutti i possessori di immobili con detrazione di 50 euro, che chi percepisce un reddito fino a 15mila euro è esentato dall’addizionale Irpef per cui è stata fissata un’aliquota unica allo 0, 7 per cento. L’aliquota Imu è invariata, con la differenza che il carico fiscale per le seconde abitazioni è a esclusivo carico dei proprietari. La Tari è stata rimodulata con risparmi fino a 48 euro per nuclei composti da uno o due componenti e per le attività commerciali che producono umido c’è un risparmio fino al 18 per cento. Per le attività di recupero dell’evasione, sono stati stanziati 200mila euro come tassa sui rifiuti e 250 mila euro per gli accertamenti sulle tasse per gli immobili relativi agli anni pregressi».

Se non erro questo bilancio, dopo la tua illustrazione in assise, è stato definito «senza fantasia, senza coraggio».
«Fantasia? Ma se la spesa degli Enti locali risulta ogni anno sempre più ingessata e Sant’Anastasia non fa purtroppo eccezione.  Il 95% degli impegni sulla parte corrente è riconducibile a contratti pluriennali che limitano la possibilità di manovra, riducendo drasticamente la incidenza dell’azione politica. ,La distinzione tra spesa corrente e spesa d’investimento acquista in una situazione del genere, se possibile, una valenza ancora maggiore. La misura della bontà dell’amministrazione diventa, secondo il mio modesto parere, la capacità di liberare la ‘spesa corrente’ ripetitiva e trasferirla verso la spesa d’investimento. Ben vengano allora i tagli ai contratti, agli sprechi nella gestione delle utenze, ai fitti passivi, a tutto ciò che non genera un valore aggiunto per i cittadini. La dismissione del contratto con i padri domenicani per il fitto della scuola in via Padre Raimondo Sorrentino è sicuramente un esempio calzante che ci offre la possibilità di risparmiare 60mila euro annui sulla spesa corrente. In questa ottica, diventa strategico l’intervento di riduzione dei contratti nella misura del cinque per cento».

Hai parlato delle vertenze, delle sentenze, dell’Amav e del mercato ortofrutticolo. Come incide tutto ciò sul bilancio?
«Sono questioni “storiche” che incidono negativamente, totalmente o quota parte sull’esercizio finanziario. Tre su tutte: l’Amav, che ha operato dal 2000 fino all’ultimo bilancio depositato nel 2009, che inciderà per circa 250mila euro, la sentenza Costa Maddaloni, che riguarda una controversia iniziata trenta anni fa, che inciderà per 150mila euro, e infine c’è la sentenza che ha visto soccombere l’Ente contro i propri dipendenti del corpo di polizia municipale per circa 400mila euro. Anche in questo caso i fatti risalgono al quinquennio 2005/2010, ma l’incidenza potrebbe essere anche tutta su questo solo 2015, poiché è di qualche giorno fa la notizia che i convenuti hanno presentato pignoramento presso il nostro tesoriere. Supereremmo in questo modo il milione di euro di incidenza di eventi straordinari su un unico esercizio finanziario, mettendo a serio rischio gli equilibri di Bilancio, la tenuta della liquidità, e soprattutto il rispetto del patto di stabilità».

La fetta più grossa del Bilancio dove va, come la si investe?
«La spesa del personale costituisce sicuramente la fetta più grossa, superiore a 4 milioni di euro tra stipendio base e accessorio. Su questo c’è poco da diventare fantasiosi.  Ci sarebbero da fare una serie di considerazioni anche politiche, su questo settore in continua evoluzione, quest’anno rivoluzionato in negativo da una serie di provvedimenti restrittivi, tra cui il decreto legge che obbliga l’assunzione solamente per mobilità dalle Province. Non sarebbe così grave il provvedimento di per sé, se non avesse vietato alcun altro tipo di assunzione, perfino a termine, prima ancora che il decreto sia reso efficace, prima cioè che gli enti possano realmente recepire il personale in esubero. Esempio lampante è il caso dei vigili stagionali, rimedio dei comuni alla cronica carenza di personale da dedicare alla viabilità. Ebbene, ad oggi, sembra non si possano assumere più stagionali, ma non si può ancora assumere dalle Province. Un paradosso tutto italiano che crea disagio ai cittadini, ai dipendenti, e immobilizza i servizi».

Però assumerete comunque cinque persone.
«Sì, è vero. Del resto queste limitazioni a volte non sono chiare nemmeno agli addetti ai lavori. Assumeremo cinque unità a tempo indeterminato, due vigili urbani e tre istruttori direttivi per l’area tecnica e amministrativa. Grazie a questi interventi di immissione di personale, contiamo di mantenere il livello di spesa del personale a 3,3 milioni di euro, in una misura inferiore al 50 per cento della spesa corrente, ma senza arretrare rispetto agli anni precedenti, essendo il nostro comune già fortemente sottodimensionato».

Molte risorse vanno nella manutenzione di immobili e strade, no?
«Esatto, soltanto per mantenere lo status quo. Circa 400mila euro per la manutenzione di immobili, tra scuole e uffici comunali e strade. Un milione  e mezzo di euro impiegato per riqualificare strade, piazze e aree anche periferiche del paese: tra queste, il rifacimento di via Marconi, via Porzio e Lagno Maddalena, l’incrocio da espropriare tra Corso Umberto I e via D’Auria e l’area del Poggio Verde, già in fase di riqualificazione. Infine, i progetti di ampio respiro: la piscina comunale in project financing, il cui bando è finalmente pubblicato e scadrà a fine agosto, i grandi progetti di ingresso al paese. Gli ingressi del paese prevedono sull’asse Somma/Pollena l’allargamento di via Marra Marciano e il completamento dell’allargamento di Via Verdi per un totale di 1,6 milioni di euro. L’approvazione in questa settimana di un PUA che insiste nella area a ridosso di Via Fusco, unito a quello di riqualificazione della area ex FAG, speriamo possa dare slancio al progetto di creazione dell’arteria indispensabile a collegare via Emilio Merone con via Romani. E ancora, la riqualificazione stradale del quartiere Starza/Ponte di Ferro che inizierà a breve da via Eduardo De Filippo.  Da qui partirà infine anche il grande progetto di dotazione al 100 per cento del territorio comunale dell’impianto di pubblica illuminazione».

Solo la metà di quanto hai elencato sarebbe già un bel passo avanti.
«L’intento è continuare a disegnare un paese vivibile e accogliente ma ci sono difficoltà oggettive che richiedono uno sforzo maggiore e più importante da parte della macchina comunale che questa programmazione è chiamata a rispettarla, nell’interesse  della comunità».

Vuoi commentare l’azzeramento della giunta?
«È nelle prerogative del Sindaco, mi sono permesso di criticare il tempismo, che potrebbe generare equivoci. Mi ha rassicurato che il Bilancio abbia soddisfatto le sue aspettative, ma avevo comunque la coscienza a posto, e ho spiegato ampiamente perché».

 

 

 

 

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