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Saltando in cucina, proverbio: “O’ mare nun tene taverna!”, dicette Pullecenelle

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“O’ mare nun tene taverna!”, dicette Pullecenelle. Il mare non ha taverna (non fornisce aiuti), disse Pulcinella

 

E chi ve lo dice, ama smisuratamente il mare: per DNA (sono mezzo napoletano e mezzo siciliano);  per filosofia (l’acqua è uno dei quattro elementi primordiali, secondo i filosofi greci); per conoscenze scientifiche (veniamo dal mare e il nostro plasma sanguigno è identico alla composizione dell’acqua marina); per motivi religiosi (“e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque” [Gen 1,2]) e, sicuramente non ultimo, per i motivi che accomunano me e voi, amati lettori, che sono quelli legati al fatto che il mare è sempre stata una fonte inesauribile di gaudi: per quello che c’è dentro (il pescato) e per il fatto che sul mare hanno viaggiato cibi, bevande, delizie di ogni genere e persino le sole conoscenze delle abitudini alimentari e ricette di popoli lontani.

Però, come ricorda Pulcinella, il mare non ha taverne, posti dove riposare, e merita, pertanto, rispetto e timore, oltre che amore. Chi non teme il mare non lo conosce, perciò, attenzione sempre!   Niente bagni dopo mangiato; calcolate, nuotando, che ogni bracciata ne presuppone un’altra per tornare: a metà affaticamento, di conseguenza, tornate indietro. Se avete crampi, niente paura, fate, semplicemente, “il morto”; dopo un paio di minuti (dopo esservi riposati) iniziate, se necessario a massaggiare l’arto offeso.

Se non siete più che esperti, non vi allontanate; e se lo siete, non fatelo mai da soli.

Le macabre leggende e le credenze su Ferragosto, nascono proprio dal fatto che in quei giorni  vanno tutti al mare, anche coloro che non lo conoscono, e i conseguenti incidenti aumentano. Ancora un paio di domeniche e il mese di agosto finirà. E, con esso anche la discontinuità nel pubblicare i miei consigli gastronomici: tutti al lavoro!

Intanto che attendiamo il refrigerio settembrino, però, meglio stare a tavola, e, meglio ancora, a mangiare in riva al mare…

Misto mare e anguria

Crepès “enchanted sea”

 

Misto mare e anguria

 

Ingredienti per 6 persone

500 grammi di pesce spada fresco

300 grammi di salmone fresco

250 grammi di gamberetti freschi

Sei fette grandi di anguria

Olio extravergine q.b.

Sale q.b.

Succo di sei limoni grandi (più o meno: dovrà coprire il pesce, regolatevi voi)

Pepe rosa q.b.

 

Sgusciate i gamberetti (conservate le teste per la ricetta successiva), tagliate il salmone ed il pescespada a fettine sottilissime (lo può fare il pescivendolo). Fate marinare, per un paio d’ore, la quantità desiderata in succo di limone ben salato, rigirando ogni tanto. Sciacquate il tutto ed asciugate. Ponete, a porzione, gamberi, salmone e pescespada sulle fette di anguria freddissima a cui avrete tolto i semi; aggiungete un filino di olio extravergine e pepe rosa sminuzzato. Si accompagna con pane o crostini di pancarrè.

 

Crepès “enchanted sea”

 

Ingredienti per 6 persone

18, 20 crepès

Una pescatrice di un chilo e mezzo,

300 grammi di gamberi

Tre fette di pane duro (se non lo avete, biscottatelo al forno)

Due barattoli di pomodori a pezzettoni (da 400 grammi)

2 dl di olio extravergine

Aglio, due spicchi

Un bicchierino di brandy o cognac

Latte q.b.

Noce moscata q.b.

Pepe q.b.

 

Sgusciate i gamberi e conservate le teste.

Mettere la pescatrice nel forno a 180 gradi con poco olio , sale e aglio. Dopo 10 minuti aggiungete i gamberi e spegnete. Lasciate in forno per altri 5 minuti. Pulite bene la pescatrice e mettetela nel mixer assieme a tre fettine di pane duro inzuppato nel latte e strizzato bene , i gamberi, poco pepe e una grattugiata  di noce moscata. Riempite le crepès e ponetele in una teglia grande unta.

Sugo: in una padella, mettete 2 dl di olio extravergine, uno spicchio di aglio a fettine. Appena dorato, aggiungete le teste dei gamberi (anche quelli della ricetta sopra) e sfriggete bene. Aggiungete il brandy (attenzione ad involontari flambees); appena sfumato (1-2 minuti), spegnete, strizzate le teste dei gamberi nello schiacciapatate. Rimettete al fuoco, aggiungendo i pomodori a pezzettoni; spegnete dopo 10 minuti ( il sugo dovrà essere mediamente denso).

Ricoprite con la salsa le crepès,  e lasciate al forno per 10-15 minuti.

Penso che ognuno di voi abbia la sua ricettina per le crepès: se a voi piacciono come le fate, ignorate quanto segue. Scrivo la mia ricetta solo per chi non le ha mai fatte. Sono facili da cucinare, versatilissime (puoi riempirle praticamente di tutto, dolce, salato, gelati marmellate, Nutella, dico: di tutto)

Ingredienti per 14-16 crepès da 20 cm o una ventina da 15 cm (io esagero sempre, se avanzano, conservatele in frigo e riempitele di marmellata o altro, scaldandole, prima di consumarle, in fornetto o microonde).

Ingredienti

6 Uova,

1 pizzico di sale,

 Farina, 250 grammi,

 500 ml di latte.

 

Preparazione

Battete le uova, aggiungete il sale, la farina e il latte. Mescolate bene fino ad ottenere un composto semi liquido ed omogeneo. Lasciatelo riposare per almeno 20 minuti in frigo.

Ungete di olio, con un tovagliolo una crepiera o un padellino antiaderente di 15 o 20 cm.(compratene uno nuovo che userete solo per le crepès)

Rimescolate l’impasto (ad evitare eventuali precipitati dovuti al riposo in frigo)

Riscaldate bene al fuoco e versatevi un mestolo d’impasto. Lasciate che quest’ultimo ricopra tutta la superficie della padella;  aspettate qualche secondo che il composto prenda corpo, dopodiché  giratelo e fate cuocere l’altra parte ancora per un po’ (controllate sotto, con una forchetta, la cottura). Bastano uno, due minuti, per cuocerle.

Dessert

Questa settimana il dessert preferisco non inserirlo. Mi sono davvero scervellato per trovarne uno che andasse bene per tutti, ma, poi, mi sono arreso. Nel senso che la ricetta di questa settimana può risultare leggera per qualcuno, soddisfacente o greve per qualcun altro. Una dessert “sostanzioso” o “delicato”, scontenterebbe certamente qualcuno di voi…

Pertanto, vi ripasso la mano e… pensate un po’ anche voi!

Alla prossima, con nuove idee!

Toutjour votre

(FONTE FOTO: RETE INTERNET)

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