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lunedì, Ottobre 18, 2021

Ristrutturazione Leonardo: 170 licenziamenti alla Engitech di Marigliano

Gli addetti dell’azienda lavorano nelle fabbriche Alenia. 

 

 

Indotto aeronautico del Sud in pericolo, aziende piccole e medie che perdono lavoro o che vogliono ristrutturarsi nel prevedere il peggio. Aziende che dichiarano esuberi per effetto della politica di insourcing da parte di Leonardo Finmeccanica, politica a sua volta scaturita da urgenze di bilancio. E così accade che per esempio la Engitech annunci una vera mazzata per l’occupazione napoletana. L’azienda che ha sede a Marigliano, due passi dagli stabilimenti ex Alenia di Pomigliano e Nola, ha infatti avviato una procedura di licenziamento collettivo per 170 addetti dei circa 480 in organico. Si tratta di operai e tecnici che lavorano negli stabilimenti aeronautici di Leornardo ubicati a Pomigliano, Nola, Grottaglie e Foggia. L’esame congiunto della procedura di mobilità è fissato per lunedi prossimo, all’ufficio regionale del Lavoro, l’Ormel. C’è il rischio di un depauperamento occupazionale e tecnologico. La Engitech di Marigliano è un’azienda che si è rafforzata nel corso degli anni fornendo a Finmeccanica manodopera specializzata in tutto il mondo. Il suo committente quasi esclusivo è il comparto civile ex Alenia. “Ormai è una crisi generalizzata – spiega Vincenzo Argentato, della segreteria provinciale Fiom di Napoli – determinata dalla nuova linea di Leonardo che tende a non affidare più ad aziende prevalentemente mono committenti, come nel caso di Engitech. Ma il vero problema – sottolinea Argentato –  è la politica industriale del Paese. Nessuno di noi vuole discutere la politica aziendale sul fronte dell’efficienza ma il punto è quale politica industriale le istituzioni intendano pianificare e varare visto che certe dinamiche non possono essere gestite solo dalle aziende a partecipazione statale: e l’aeronautica è un settore strategico”. A ogni modo c’è anche da sottolineare che finora Leonardo non ha comunicato ad Engitech riduzioni di volumi sia per quest’anno che per l’anno prossimo. Vale a dire che l’azienda di Marigliano ha motivato la sua procedura di mobilità sostanzialmente basandosi sulle recenti dichiarazioni di stampa dei vertici di Leonardo puntate sull’internalizzazione delle attività. Per questo motivo Argentato è fiducioso. Pensa che Engitech possa revocare la procedura. “Evidentemente – conferma il sindacalista – la situazione è allarmante nel settore ma nello specifico non ci sono i motivi concreti che giustifichino un provvedimento collettivo così pesante”. Altri focolai di crisi nell’indotto aeronautico campano riguardano la Sipal, dove i 35 ingegneri sono tutti finiti in cassa integrazione, la Sesmat, i cui 28 tecnici informatici di ex Alenia Pomigliano e Nola hanno perso il lavoro, e la Dema, caratterizzata da un regime di cassa integrazione per 120 addetti. Nel frattempo c’è una preoccupazione generalizzata. Sono 28mila i dipendenti diretti di Leonardo e circa 100mila quelli dell’indotto, prevalentemente dislocati al Sud.

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