Osservata per la prima volta in Campania una Moretta codona, una piccola anatra marina proveniente dal Nord
Era lì. A circa 500 metri dalla costa, vicino allo Scoglio di Rovigliano, al largo della Foce del Sarno. Nuotava tranquilla in mezzo ai cormorani e alle barche di qualche pescatore, tuffandosi di tanto in tanto per catturare molluschi, crostacei e piccoli pesci. Per la prima volta in Campania è stata osservata una femmina Moretta codona (Clangula hyemali), una piccola anatra marina proveniente dal Nord. Un avvistamento eccezionale: si tratta di una delle osservazioni più a sud registrate sinora in Italia.
Ad avvistarla per la prima volta è stato Raffaele Luise, Vice Presidente del CAI di Castellamare di Stabia, appassionatosi al birdwatching sin dalla tenera età, grazie a uno zio americano. “Passeggiavo lungo la foce del Sarno, quando tra beccapesci, cormorani e svassi piccoli ho osservato in lontananza, una sagoma nuova” racconta Luise. “All’inizio pensavo più ad un orco marino, già osservato qui a Foce Sarno. Poi non c’è stato più alcun dubbio. Quella piccola sagoma dalla forma bombata e dalla testa tondeggiante, non poteva che essere lei: una femmina di moretta codona”.
La notizia ha destato l’euforia di ornitologi e appassionati campani, e la moretta di sicuro sarà monitorata durante il suo svernamento qui, nel nostro golfo. “Si tratta di un avvistamento insolito” spiega il naturalista e socio Ardea, Andrea Senese accorso a foce Sarno per osservare l’esemplare. “La moretta codona nidifica nelle acque interne dei paesi del Nord, come Islanda e Scandinavia. Durante il periodo invernale, invece, sverna in acque costiere, ma principalmente nel Mar Baltico e in Gran Bretagna arrivando fino al Nord Italia. È raro che si spinga fino alle nostre latitudini” continua Senese. Anche se ci sono alcune eccezioni: “negli ultimi inverni la specie è stata osservata anche nel Lazio – tra i laghi di Fogliano e Caprolace, e alle Saline di Tarquinia – e in Puglia, in provincia di Foggia, alle Saline Margherita di Savoia. Ma l’avvistamento più a Sud mai registrato in Italia risale agli anni ’90, in Calabria, a Crotone”.
La foce del Sarno continua, dunque, a regalare sorprese. Negli ultimi anni, infatti, sono state osservate diverse specie di uccelli rari come l’Orco marino, l’Edredone, lo Smergo minore, la Strolaga mezzana. E nel dicembre del 2014 anche un Gabbiano di Franklin (Larus pipixcan) dallo stesso Raffale Luise insieme, questa volta, ad altri soci Ardea, tra cui l’ornitologo Davide De Rosa. “Ultimamente” ricorda Luise “sono stati osservati spesso anche i tursiopi nell’area. La foce del Sarno ancora una volta conferma il suo patrimonio di biodiversità. È un vero peccato che l’area non rientri nel territorio protetto dal Parco Regionale del Fiume Sarno.”
LA NATURA NEL GOLFO



