Breve panoramica dell’ ascesa di De Lucaalla presidenza del consiglio regionale e la discussa questione della sua “incandidabilità”
Giovedì 9 luglio 2015, alle ore 16.30 circa, con il primo consiglio regionale, De Luca Vincenzo ha dato il via ufficialmente alla X° legislatura (31 maggio 2015: election day; 18 giugno 2015: giorno della proclamazione). Votata, quasi all’unanimità, 50 su 51 (si è astenuto Moxedano), come Presidente del consiglio, Rosetta D’Amelio del Pd. Eletti i segretari dell’Ufficio di Presidenza: Vincenzo Maraio (del Psi con 27 voti) e Flora Beneduce (di Forza Italia con 11 voti), i Consiglieri Questori: Antonio Marciano (Pd con 26 voti) e Massimo Grimaldi (Caldoro Presidente con 14 voti).
La 1a legislatura iniziò nel 1970 e terminò nel 1975; 2a dal 1975 al 1980; 3a dal 1980 al 1985; 4a dal 1985 al 1990; 5a dal 1990 al 1995; 6a dal 1995 al 2000; 7a dal 2000 al 2005; 8a dal 2005 al 2010; 9a dal 2010 al 2015.
De Luca è il diciottesimo Presidente della Regione Campania (già “Campania Felix” degli antichi), anche se in realtà, sarebbe il quattordicesimo, perché alcuni (4) lo hanno fatto per ben due volte.
1.Leone Carlo (dal 30/11/1970); 2. Nicola Mancino (due volte dal 22/10/1971 e dall’11/08/1975). 3. Servidio Alberto (dal 21/09/1972). 4. Cascetta Vittorio (dal 20/07/1973). 5. Russo Gaspare (dal 12/08/1976). 6. Cirillo Ciro (dal 12/09/1979). 7. De Feo Emilio (dal 13-08-1980). 8. Fantini Antonio (due volte dal 23/03/1983 e dal 02/08/1985). 9. Clemente di San Luca Ferdinando (due volte dal 31/05/1989 al 17/01/1990 e dal 22/09/90). 10. Grasso Giovanni (dal 07/04/93). 11. Rastrelli Antonio (dal 1995 al 2000). 12. Bassolino Antonio (dal 2000 al 2005 e dal 2005 al 2010). 13. Caldoro Stefano (dal 2010 al 2015). 14 Vincenzo De Luca (dal 2015 …).
Vincenzo De Luca, potentino di nascita (8 maggio 1949, Ruvo del Monte in provincia di Potenza), salernitano di adozione, laureato in filosofia all’università degli studi di Salerno, politico di lungo corso. Già sindaco di Salerno, da maggio del 1993 (fino a luglio del 1993 ad interim, poi da dicembre 1993 a maggio 2001, e da giugno 2006 a gennaio 2015, deputato nella IVX° e VX° legislatura e sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Letta.
Nel discorso di apertura, il neo presidente, che deve aspettare il 17 luglio p.v. per sapere se potrà iniziare a governare da subito, oppure dovrà sedersi in panchina per un anno e più, e lasciare il campo al suo vice, Fulvio Bonavitacola (Quest’ultimo, da sempre suo uomo di fiducia, è un parlamentare della repubblica, e quindi per poter governare, si dovrebbe dimettere oppure svolger contemporaneamente i due ruoli), dopo aver “aperto al dialogo con l’opposizione ”, ha indicato le sue priorità che vanno dalla “sburocratizzazione, decentramento, infrastrutture, sanità e trasporti con particolare attenzione all’ambiente e alla Terra dei fuochi”. In tema di competizione ed eccellenza ha rivolto lo sguardo allo spazio (aerospaziale), all’agricoltura e all’ambiente “ produzioni delle energie rinnovabili e risparmio energetico produzione di mezzi di trasporto su gomma e ferro per la soluzione del problema della terra dei fuochi e delle eco balle possiamo coinvolgere industrie private campane …”. Un accenno alla sanità per cercare di far “ modificare radicalmente il riparto del fondo sanitario nazionale la Campania non potrà accettare un riparto che la penalizza per essere la regione più giovane d’Italia ”, e ai fondi europei “ sono a rischio 380 milioni di euro del programma comunitario 2007 – 2013 dovremo impegnarli entro dicembre e per questo serve la collaborazione di tutti con la proposta di progetti che possano intercettare questi fondi”.
Nella “questione” apertura alle opposizioni “il primo segno tangibile del cambiamento” è stato quello di dividere con il centro destra tutte le cariche rappresentative regionali e di lasciare fuori il Movimento 5 Stelle da qualsiasi rappresentanza di garanzia. Infatti, la portavoce dei consiglieri del Movimento, Valeria Ciarambino, ha definito quell’ “insieme alle opposizioni”, pronunciato da De Luca, una parola “vuota”. Poi, la Ciarambino ha continuato “ Il discorso di De Luca è stato pragmatico non ho sentito le parole: persone, cittadini, legalità, trasparenza e partecipazione, disabili. Un passaggio mi preoccupa più degli altri e cioè quello di dare 500 milioni di euro ad aziende private per lo smaltimento delle eco balle. Cosa vuol dire? Cementifici? Su questo punto faremo una battaglia senza quartiere perché la Campania non ha bisogno di ulteriore avvelenamento per i cittadini e poi, ancora, tantissime parole, tantissima arroganza, logiche spartitorie, l’unica vera opposizione tenuta fuori dall’ufficio di presidenza . Cominciamo col piede sbagliato . Hanno paura dell’onestà. La maggioranza ha esercitato una irresponsabilità istituzionale: l’organo dell’ufficio di presidenza è un organo istituzionale che deve rappresentare l’intero consiglio, lo dice il regolamento, lo dice lo statuto … Loro se ne sono lavati le mani, si sono votati i propri hanno escluso del tutto il Movimento 5 Stelle (il 18.5% degli elettori), hanno escluso i cittadini, l’onestà gli fa paura, vogliono continuare a gestire la politica come un potere … altro che servizio. Una logica spartitoria che tiene fuori il controllo dei cittadini, non glielo consentiremo, abbiamo un potere ispettivo e lo eserciteremo in ogni modo ,metteremo il naso dappertutto- Non gli daremo tregua.
Quindi, il punto cruciale del primo consiglio regionale di tenere fuori soltanto il Movimento 5 Stelle dagli organi di rappresentanza, da un lato conferma una sorta di “accordo-consociativo” con una parte dell’opposizione, maggioranza di governo fino al mese scorso, e dall’altro sancisce la “dichiarazione di guerra” nei confronti del Movimento 5 Stelle. Ma questo non spaventa affatto i rappresentanti del Movimento di Grillo, anzi li carica ulteriormente.




