Il deputato di Possibile, Andrea Maestri, sottolinea inoltre che “la distanza territoriale con la nuova sede del tribunale di Napoli nord (che si trova ad Aversa, in provincia di Caserta) è resa ancor più grave poi dalla totale assenza di un collegamento diretto tra il territorio di Afragola, Arzano e Casavatore a quello di Aversa”. E c’è anche il problema del contesto socio economico. “L’imponente varietà di rapporti economici, sociali e culturali – conferma Maestri – che uniscono il territorio napoletano con quello dei comuni posti a nord di Napoli (Afragola, Arzano, Casavatore e Casoria) ne fanno un unicum inscindibile, tanto da far rientrare questi ultimi a pieno titolo nella costituita città metropolitana di Napoli. Senza considerare lo scandaloso aumento dei costi, gravanti sulla comunità locale già segnata dall’imperante crisi economica, dovuti all’assegnazione ad un ufficio giudiziario distante decine di chilometri, che compromette il corretto esercizio giudiziario richiesto da un’intera comunità che sempre più necessita invece del suo supporto. Si tratta dunque di una riforma assolutamente irrazionale che stravolge la geografia giudiziaria e non rispetta alcun criterio geografico territoriale, considerato che la distanza tra i comuni con Napoli varia da un minimo di quattrocento metri a un massimo di cinque chilometri, mentre il Tribunale di Napoli nord è posto a oltre 30 chilometri da quei territori. La replica arrivata finora da parte del Governo è per noi assolutamente insoddisfacente perché non dà soluzioni e prospettive concrete per rispondere a una criticità oggettiva che crea enormi disagi ai cittadini di quei comuni. Nella risposta si legge che “ i criteri adottati per la riscrittura dei circondari di Tribunale sono stati enucleati a livello nazionale secondo parametri oggettivi di tipo statistico demografico e nel tendenziale rispetto del vincolo di prossimità territoriale”. Si parla poi dell’esigenza di decongestionare il Tribunale di Napoli con questa riforma, quando la soluzione sarebbe potuta essere il potenziamento di quei presidi e non la loro dislocazione addirittura in un’altra provincia. Per questi motivi assumeremo immediatamente un’iniziativa legislativa per portare quei comuni sotto la competenza del Tribunale di Napoli così da dare risposte a cittadini, utenti e operatori della giustizia di quel territorio. La lotta alla criminalità non si può fare togliendo ai territori presidi e dislocandoli senza una logica precisa. Soprattutto in un momento così delicato per Napoli e la Campania che dall’inizio dell’anno ha visto una forte intensificazione delle attività criminali e degli omicidi di camorra”.
Possibile: “Afragola, Casoria, Casavatore e Arzano devono tornare al tribunale di Napoli”
I civatiani annunciano una proposta di legge. Finora c’è una petizione popolare firmata da 15mila persone.
Possibile annuncia la presentazione di una proposta di legge per far tornare quattro importanti comuni dell’area metropolitana di Napoli nella giurisdizione del tribunale del capoluogo partenopeo. Da qualche anno infatti i comuni di Afragola, Arzano, Casavatore e Casoria sono stati inseriti nell’ambito della giurisdizione del nuovo tribunale di Napoli Nord, ubicato ad Aversa. Intanto 15mila persone hanno firmato una petizione popolare contro questa situazione, petizione finalizzata a far ripristinare lo status quo ante. La richiesta è di uno ‘scorporo’ dei comuni di Afragola, Arzano, Casavatore e Casoria dal circondario del tribunale di Napoli nord. Richiesta che sostanzialmente contesta la riforma della geografia giudiziaria, attuata con i decreti legislativi nn. 155 e 156 del 2012, che dispone la soppressione delle sezioni distaccate dei tribunali presenti su questi territori. “Abbiamo presentato un’interrogazione urgente in Commissione Giustizia – spiegano gli esponenti di Possibile – e abbiamo rilevato come questa revisione abbia portato effetti devastanti per gli operatori che quotidianamente esercitano la loro professione nel settore giustizia, creando enormi difficoltà soprattutto ai cittadini di questi comuni. Il danno più grave che scontano questi territori è la perdita di un presidio di legalità là dove più forte è la presenza di fenomeni camorristici, comprimendo ulteriormente il controllo dello Stato”.
(Fonte foto: rete internet)



