Pomigliano, il j’accuse del comandante Maiello. E l’ex sindaco querela

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2027

E’ bufera: in televisione il dirigente della polizia locale ha sostenuto che la passata amministrazione ha concesso autorizzazioni a ditte in odore di camorra     

 

Gli autori del raid di Capodanno non sono stati ancora smascherati ma da più parti si stanno moltiplicando gli appelli a fare presto rivolti alla magistratura e alle forze dell’ordine. Intanto si respira una bruttissima aria a Pomigliano dopo l’incendio divampato alle quattro e mezza del mattino del primo gennaio. Fiamme che hanno distrutto tre auto della polizia municipale e danneggiato una parte dello storico edificio che ospita la sede dei caschi bianchi. C’è un clima di paura, sospetti e accuse. Sta tenendo banco un durissimo sfogo del comandante della polizia municipale, il colonnello Luigi Maiello. “Bisogna avere proprio una gran faccia di m… e tanta ipocrisia nel manifestare false attestazioni di solidarietà – scrive Maiello sui social – io preferisco gli attentatori, vittime inconsapevoli di quella cultura criminale diffusa anche dalle campagne d’odio scientificamente architettate e dirette dai nuovi strateghi del malaffare”. E’ un j’accuse sferzante. “I veri criminali – afferma Maiello – sono quelli che rivestendo un ruolo istituzionale e politico si fanno voce e portavoce di loschi figuri, esercitando continue e poco velate pressioni ed ingerenze per favorire gruppi di potere criminale che vogliono arricchirsi sulle spalle dei cittadini, della gente perbene ed inerme. Sono questi i veri nemici del popolo e della città”. Insomma, più che un dito puntato contro è un dito ficcato con forza nell’occhio dei politici. E non è finita. Maiello termina con uno sberleffo: “Naturalmente ogni mio riferimento è puramente casuale e se qualcuno si dovesse offendere può tranquillamente andarsene a quel paese”. Parole che hanno risvegliato i furori dell’ex sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, primo cittadino di centrodestra  fino al 2020. “Il comandante Maiello – scrive Russo – si esprime con una frase non degna del ruolo che ricopre, dando del “faccia di m…” a chi esprime solidarietà contro l’incendio. Successivamente va al telegiornale della Rai e afferma che la precedente amministrazione dava le licenze a persone in odore di camorra: ne risponderà davanti ad un giudice”. Russo sostiene che l’incendio  “è principalmente un’offesa ai cittadini di Pomigliano” e che “nessuno debba proporsi come vittima, anche per evitare una propaganda fuori luogo”. Alla posizione dell’ex sindaco fa eco quella dell’associazione Città Aperta, del pomiglianese ex vicesindaco di Napoli e senatore del Prc, Tommaso Sodano. “La città ha diritto di sapere chi sono questi esponenti delle istituzioni locali al servizio della criminalità – il suo invito – si facciano nomi e cognomi”. Ieri è stato pubblicato un manifesto firmato dal sindaco, Gianluca Del Mastro, e da tutti i consiglieri comunali. Un messaggio di solidarietà ai caschi bianchi. “La città – vi si legge – risponderà unita a ogni forma di violenza”. A ogni modo la sinistra del territorio nel sollecitare risposte concrete non ha dubbi. “L’incendio è un atto di chiara matrice mafiosa – sottolinea il responsabile locale della Cgil, Mario Di Costanzo – che tenta di intimidire e rallentare l’ottimo lavoro che la polizia municipale sta facendo qui. Ci auguriamo che le indagini degli inquirenti portino all’individuazione dei responsabili”.  Di Costanzo ha assicurato la partecipazione della Cgil  “a qualsiasi iniziativa di contrasto alla criminalità organizzata”. “Noi e tutta la città – aggiunge Antonio Avilio, consigliere comunale del partito di sinistra “Rinascita”  –  non ci faremo intimorire dalle intimidazioni e dalle minacce. Combatteremo la camorra e la violenza: è ora di una mobilitazione cittadina e di una mobilitazione ferma da parte dello Stato”. Sempre ieri il sindaco Del Mastro e il comandante Maiello sono stati convocati dal prefetto, Claudio Palomba. “Ho ribadito che Pomigliano – fa sapere il sindaco – è una città onesta e operosa e che la cattiva condotta di pochi non può danneggiare una città virtuosa e vitale. Riponiamo la massima fiducia nelle forze dell’ordine”. Intanto il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, si è reso protagonista di un gesto concreto di solidarietà. Ha prestato una vettura al corpo di polizia municipale di Pomigliano, rimasto con sole tre delle sei auto in dotazione.