L’itinerario artistico di Claudia Covino e la sua vita privata
Si è concluso lunedì 14 luglio l’itinerario artistico “Origine – tra desiderio d’infinito e coscienza del limite” di Claudia Covino, ospitato nel cortile dell’ex distilleria in via Roma, a Pomigliano d’Arco.
Il percorso espositivo si compone di quattro collezioni: Alvei, Evoluzioni, Organica e Crateri.
La prima, Alvei, si ispira al letto di un fiume segnato dal passaggio dell’acqua, simbolo del modo in cui la nostra vita viene modellata dagli eventi – belli o dolorosi – che lasciano tracce visibili su di noi.
La collezione Evoluzioni, come suggerisce il titolo, racconta la trasformazione. Le opere cambiano aspetto a seconda del punto di vista, in particolare nel colore, offrendo un’esperienza visiva dinamica.
Organica, invece, si rifà alle forme imperfette e vitali della natura. Le texture forti e materiche trasmettono una sensazione di energia pulsante.
Infine, Crateri richiama i Campi Flegrei: aperture come metafore di opportunità. L’uso della resina ha permesso di creare giochi di profondità e luce, In particolare, ci sono due opere che dialogano tra loro con grande forza: una in nero e oro, l’altra in bianco e sabbia. Due poli opposti, come luce e ombra, pieni e vuoti, forza e delicatezza.
Durante l’esposizione, l’artista Claudia Covino ha condiviso anche la sua storia personale: un racconto di sfide e rinascite. Il percorso di studi, la malattia, la scelta di lasciare il precedente lavoro per dedicarsi completamente all’arte. Questo progetto, ha raccontato, è stato per lei “una cura”.
Al momento non sono previste nuove mostre, ma sono in programma collaborazioni con negozi di arredamento e un temporary store.



