Nonostante dimenticato dalla politica, per alcuni cittadini, ancora punto di riferimento e vanto per la città di Pollena Trocchia.
Fondato a Pollena nel 1933 dal Cavaliere Raffaele Apicella, l’ospedale, appunto, “Apicella” è il riflesso delle ombre generate dalla cattiva gestione della cosa pubblica. Un’offesa a chi soffre e alla sanità, amministrata in maniera maldestra dalle Giunte Regionali di ieri e di oggi. Dal 2008, circa, la lenta ed inesorabile agonia con il ridimensionamento e la chiusura dei reparti principali (chirurgia, ginecologia, pediatria), anime dell’ospedale. Ad agosto del 2011 furono sospese le attività di Pronto Soccorso. Successivamente, a giugno 2012, fu la volta della chiusura dell’ambulatorio di ortopedia. Ferito, lacerato, ma non morto!
Nonostante le difficoltà operative e gestionali, l’intera équipe con professionalità e dedizione cerca, spesso riuscendoci in parte, a far fronte ad alcune delle esigenze del circondario garantendo il servizio alle prestazioni di alcune branche ancora disponibili: Oncologia, Medicina, Endoscopia Digestiva, Day– Surgery, Otorinolaringoiatra, Foniatria, Broncopneumologia, Laboratorio di Analisi, Oftalmologia.
Tra le altre, la testimonianza verace e genuina di una donna che grazie alla bravura e l’impegno degli addetti ai lavori della struttura ha avuto salva la vita. Il suo appello, amplificato dall’Associazione Graffito D’Argento va alla cittadinanza affinché trovi la forza di far sentire la propria voce, di reagire, pretendendo dalla politica, risposte e azioni tempestive. La nostra amica, inoltre ringrazia il team che con alto spirito umanitario da ancora lustro alla struttura ospedaliera e di conseguenza alla cittadina di Pollena Trocchia.



