L’iniziativa servirà ad aiutare le persone che vivono un disagio economico.
Prima della riunione della Commissione elettorale comunale in vista delle votazioni del Referendum Costituzionale del prossimo 4 Dicembre 2016 i Giovani Democratici di Pollena Trocchia hanno chiesto che l’utilizzo del sorteggio in seduta pubblica per la scelta degli scrutatori, pratica di democrazia e trasparenza, venga arricchita dall’introduzione di un criterio che agevoli le categorie più bisognose del contributo corrisposto per tale servizio restringendo il sorteggio ai disoccupati, inoccupati e studenti non lavoratori, purché ovviamente iscritti all’albo degli scrutatori.
“Chiediamo pubblicamente al sindaco Francesco Pinto e alla commissione elettorale – dichiara Armando Cunzi, segretario GD Pollena Trocchia – di volere condividere con noi questo principio e di volere effettuare il sorteggio pubblico solo tra chi, nell’ambito dell’albo, si trovi in condizione di disoccupazione o inoccupazione. Oggi lo stato di bisogno economico della nostra cittadina è tale che sono davvero tante le persone per cui può essere utile il compenso degli scrutatori. Proprio per questo – prosegue – proponiamo di effettuare la nomina degli scrutatori sorteggiandoli all’interno delle classi più bisognose”.
Per dare seguito a questa semplice proposta il Comune potrebbe pubblicare un avviso nel quale s’invitano gli iscritti nell’albo degli scrutatori a produrre autocertificazione relativa al proprio stato di disoccupazione/inoccupazione, dando priorità a chi è inoccupato da più tempo. Per gli studenti, invece, si potrebbe richiedere la certificazione relativa alla propria iscrizione; infine si suggerisce di dare la possibilità anche alle persone con disabilità di presentare apposita certificazione relativa alla propria condizione presso il comune.
L’auspicio dei Giovani Democratici e quello di ottenere il consenso della Commissione elettorale “nella certezza che la trasparenza e l’imparzialità sono gli unici elementi che restituiscono dignità alla politica”. “Nel momento di maggior picco di disoccupazione giovanile, si tratterebbe di una scelta giusta ed obbligata – conclude Cunzi – Un atto dovuto in un momento di così grave crisi economica per la nostra terra e per la nostra gente, in particolare per i nostri giovani nel segno della giustizia sociale, dell’interesse pubblico e dell’assoluta trasparenza”.



