I titoli dei quotidiani di stamane la raccontano bene: la maggioranza nei due rami del Parlamento non c’è. Il M5S conquista il Sud, la Lega va bene ovunque ma sfonda al Nord compiendo la missione impossibile da sempre agognata dagli alleati di Berlusconi ma mai riuscita a nessuno di loro: superata Forza Italia. Il Pd crolla miseramente ma la Boschi a Bolzano viaggia tranquilla oltre il 66 per cento annientando la candidatura della Biancofiore, mentre la Campania deluchiana è in ginocchio dinanzi ai grillini. E nemmeno quel Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra, riesce a fare la differenza, anzi arriva addirittura terzo dopo la grillina Doriana Sarli (figlia dello stilista) e Giuseppina Sorvillo, candidata del centrodestra. In Parlamento, a conti fatti, dovrebbe andarci comunque: un “paracadute” arrivato a fagiolo, quella candidatura anche nel plurinominale.
La catastrofe Pd era annunciata, ma di certo nessuno si attendeva le proporzioni venute fuori dalle urne. L’inchiesta Fanpage e tutte le sue conseguenze hanno segnato forse molti punti nella disfatta che vede i grillini stravincere anche nella fortezza di De Luca, a Salerno. Dove il figlio Piero, a dati non ancora definitivi questa mattina, risulta addirittura terzo dopo M5S e centrodestra.
L’altra sfida sotto i riflettori, quella tra Di Maio e Sgarbi nel collegio di Acerra è stata vinta dal capo politico dei grillini: un 65% per il pomiglianese “candidato premier” con Sgarbi fermo al 19% e Antonio Falcone, sindaco Pd di San Vitaliano al 10 %.



