L’ex consigliere comunale racconta sui social la diffusione non autorizzata di un video girato a sua insaputa. Annunciata la valutazione di azioni legali al rientro dal Brasile.
Un post lungo, accorato e carico di amarezza. Così Felice Picariello, già consigliere comunale di Ottaviano, ha scelto di raccontare pubblicamente quanto accaduto nelle ultime ore, denunciando un grave episodio di violazione della propria privacy che, a suo dire, avrebbe avuto conseguenze pesanti sul piano personale e umano.
Nel messaggio pubblicato su Facebook, Picariello riferisce di essere stato ripreso a sua insaputa mentre si trovava in una saletta monoposto privata e riservata, intento a tagliare i capelli. Un telefono, secondo quanto denunciato, avrebbe trasmesso in diretta immagini e audio senza il suo consenso, diffondendo in rete ogni parola e ogni gesto.
Da lì si sarebbe innescato un meccanismo di “sciacallaggio violento e brutale”, con la circolazione delle immagini su più canali e il loro utilizzo per finalità definite “pseudo politiche e squadristiche”. Picariello sottolinea come dai video non emergerebbe alcun comportamento moralmente censurabile, ribadendo la coerenza tra la sua vita pubblica e quella privata.
«Non auguro a nessuno – scrive – nemmeno al mio peggior avversario, di vivere quello che ho vissuto in queste ore», parole che restituiscono la portata emotiva di una vicenda che, al di là di ogni valutazione politica, tocca temi delicati come la tutela della persona, della dignità e della libertà individuale.
Attualmente Picariello si trova in Brasile per impegni professionali. Al suo rientro in Italia, fa sapere, valuterà con i propri legali e con le autorità competenti ogni azione necessaria per tutelare la propria serenità, libertà e onorabilità.
Il caso arriva in una fase istituzionale già particolare per Ottaviano, attualmente guidata da un commissario prefettizio, e riaccende il dibattito sull’uso distorto dei social, sulla spettacolarizzazione della vita privata e sui limiti etici e giuridici della diffusione di contenuti non autorizzati.
Un episodio che solleva interrogativi più ampi, non solo sul piano personale, ma anche sul clima di esposizione e aggressività che spesso accompagna il confronto pubblico e politico, soprattutto quando a farne le spese è la sfera privata delle persone.







