Carmine Cimmino ha parlato del culto e della “figura” di San Michele “leggendo” quadri e sculture dei secc.XVII e XVIII e illustrando il “ruolo” del San Michele Giudice e Guerriero, venerato dai Longobardi, e del San Michele Patrono delle messi, venerato dai Bizantini.
Venerdì sera, nel salone del Circolo “A.Diaz” Carmine Cimmino ha parlato del culto di San Michele nella storia di Ottaviano e della “figura” dell’ Arcangelo nella pittura napoletana dei secc. XVII e XVII: ha parlato di tutto questo “leggendo” e commentando quadri di Guido Reni, di Filippo Vitale, di Francesco Solimena e di Luca Giordano e due statue, una di Lorenzo Vaccaro, l’altra dello stesso Vaccaro, che ne fu lo scultore, e di G.D. Vinaccia, che ne fu l’argentiere. Il folto pubblico ha seguito con grande interesse la conferenza: del resto, il culto di San Michele è diffuso in tutto il territorio, i quadri proposti erano tutti di notevole interesse storico e artistico, e, infine, l’oratore ha saputo mettere insieme i dati della tecnica pittorica e della storia dell’arte, notizie inedite su alcuni aspetti del culto dell’ Arcangelo e interessanti informazioni sulla storia sociale del Vesuviano. Il continuo incrociarsi della storia di oggi con quella del passato ha suscitato e ha mantenuto viva l’attenzione dei presenti, che hanno rivolto a Carmine Cimmino non poche domande su aspetti del culto.
Per esempio, è tradizione a Ottaviano che il “volo degli angeli” venga svolto da ragazzi della famiglia Duraccio. Cimmino ha spiegato che i Duraccio già nel ‘600 mantenevano, per conto della famiglia Medici, i contatti con il mercato del grano in Puglia, e che questa condizione li legò al culto dell’ Arcangelo che ha il suo centro sul Gargano. L’oratore ha poi chiarito che il San Michele venerato dai Longobardi è prima di tutto Giudice delle anime dei morti e perciò regge la bilancia: invece il San Michele del Gargano è protettore dell’agricoltura, difende le messi, e il Male contro cui combatte non è più solo la corruzione del peccato, ma è anche la cieca violenza della Natura. Questo San Michele ha il volto gentile – Luca Giordano gli attribuì in un quadro i capelli biondi (v. app.) – non ha più bisogno della bilancia, e i diavoli che Egli calpesta non hanno tratti bestiali, sono “umanizzati”: il Male lo possiamo trovare ogni giorno nelle persone che incontriamo, oltre che in noi stessi. Non a caso, l’ oratore ha commentato per ultimo il “ San Michele” che Luca Giordano dipinse per il Palazzo Reale di Madrid ( v. app.): in questo quadro Lucifero è vestito da cavaliere, proprio come San Michele, che sconfigge il suo avversario non con la spada, ma abbagliandolo con un raggio di luce che viene dall’alto e si rifrange sul suo scudo. Nel Vesuviano san Michele da Giudice diventa Difensore dopo l’eruzione del 1631, quando tra le fiamme dell’Inferno e quelle del vulcano si stabiliscono facili corrispondenze.
Nel 1663 gli Ottajanesi decisero di dedicare a San Michele il giorno “garganico”, l’8 maggio, ma per almeno due secoli il Patrono uscì in processione anche il 29 settembre: una processione breve, che in alcuni anni si svolse nel quartiere Zabatta, tra gli splendidi vigneti: da qui l’espressione “ San Michele dell’uva”. Prima i prefetti dei Savoia e poi i vescovi di Nola tentarono più volte di impedire che si svolgesse il rito del “volo degli angeli”: ma gli Ottajanesi, compatti, hanno sempre respinto il tentativo. Cimmino parla poi del rapporto intenso che si stabilisce l’8 maggio tra gli Ottavianesi e il loro patrono: non c’è avvenimento, in quel giorno, da quando la statua dell’ Arcangelo esce dalla Chiesa Madre fino al rientro, che i cittadini non leggano come un “segno”, come un messaggio inviato dal Patrono.
E’ stata una bella serata. Il presidente del Circolo, Michele del Giudice, nel ringraziare i presenti e Carmine Cimmino, che del sodalizio è socio da decenni, ha fatto capire che è in allestimento un ricco programma di eventi culturali, tutti dedicati alla storia di Ottaviano e del territorio vesuviano. Carmine Cimmino mi ha pregato di ringraziare, attraverso il giornale, l’amico Antonio Annunziata, che ha fornito l’indispensabile supporto tecnico alla manifestazione, e con lui, tutti coloro che hanno avuto la pazienza di ascoltarlo.
Luca Giordano, San Michele sconfigge Lucifero





