E’evidente che i “sostanziosi” tagli della sanità Campana, non bastino a fronteggiare la crisi. Pare che le autorità siano giunte alla conclusione che sia necessario coinvolgere non solo le strutture e il personale, ma anche le apparecchiature.
Sembra più conveniente investire nel campo del risparmio che in quello della produzione. Negli ultimi tempi l’ospedale Loreto Mare di Napoli, che raccoglie un grande bacino di
utenza della metropoli napoletana, conta numerose inefficienze dovute alle apparecchiature. Per diversi mesi la T.A.C. ha alternato le sue prestazioni un po’ in servizio, un po’ fuori. Poi c’è stato un serio problema al primo blocco della sala operatoria per la presenza di elementi patogeni accanto ai bocchettoni dell’ossigeno a cui sono serviti giorni per bonificarla. Infine, è toccato alla radiologia, che da circa tre giorni è out. Il Presidio S. Maria di Loreto Nuovo, noto come Loreto Mare, è stato costruito negli anni 50, è un Ospedale del circuito assistenziale dell’Azienda ASL Napoli 1 Centro e rientra nel Distretto Sanitario n. 31. E’ ubicato in via A. Vespucci, 15. Serve tutta la parte Est di Napoli (zona Ferrovia, Porto, Mercato) nonché altre zone periferiche. E’ un DEA di II livello ed effettua per lo più prestazioni in regime di urgenza ed emergenza, insomma un luogo nevralgico per la cura dei partenopei. Inutile sottolineare i disagi dei medici in prima linea al pronto soccorso che hanno dovuto accogliere le emergenze nonostante penalizzati dalla mancanza degli strumenti assolutamente necessari ai fini diagnostici. Superfluo ancor più è sottolineare le insoddisfazioni degli utenti che non sempre mantengono i nervi saldi, frutto delle loro più svariate radici. Essi spesso danno vita a veri e propri “teatrini”cercando tra i presenti il colpevole dei loro guai di salute e non mettendo a parte i loro legittimi moventi:”Dolore, malore, e malumore”.
Per la serie: “Risparmio è doppio guadagno” per la sanità in Campania, come se il non essere tempestivi alla riparazione di queste apparecchiature servisse in qualche modo ad allungare le scorte di prestazione, che oramai è risaputo non coprono mai l’intero periodo di esenzione. A ognuno le sue responsabilità. Da un lato l’utente che molto spesso spreca la prestazione, recandosi d’emergenza anche quando non è di estrema necessità, e dall’altra la cattiva gestione dei costi della sanità che fa economia facendo a meno del necessario, cioè riparare tempestivamente la radiologia, risparmiando denaro per comprare spesse volte il superfluo o l’inefficace come ad esempio, casi nazionali, i bisturi che non tagliano e i guanti che si rompono.







