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Presentato un ricorso al tribunale del Lavoro da un gruppo di addetti del Wcl di Nola.       

La FCA Italy spa è stata denunciata in tribunale per discriminazione da 50 operai. Stamattina infatti presso il tribunale di Nola, sezione Lavoro, gli avvocati  dell’ufficio legale dello Slai Cobas, il sindacato dei lavoratori autorganizzati, hanno presentato due ricorsi (rispettivamente per 23 e per 27 addetti del reparto logistico Wcl ,distaccato a Nola, della FCA di Pomigliano). Nel ricorso l’azienda guidata da Sergio Marchionne  viene accusata di “uso arbitrario e discriminatorio delle sospensioni in cassa integrazione – ed omessa rotazione – per una parte consistente dei circa 300 addetti alla richiamata unità produttiva”.  “Nel caso in specie – si aggiunge nel ricorso – la perfetta fungibilità e la natura estremamente elementare delle mansioni evidenziano l’illegittimità del comportamento datoriale in violazione, tra l’altro, del principio di eguaglianza (art. 3 della Costituzione) “. Nel ricorso presentato si avverte che ” le gravi violazioni di legge denunciate non possono essere sanate dal sopraggiungere di elusivi ed accondiscendenti accordi  sindacali “. Ed è sempre in questo senso che i legali dello Slai specificano che  “in proposito si è ripetutamente già pronunciata anche la corte di cassazione (11254/2010 – 5179/2912): le modalità concordate in sede di accordi sindacali intervenuti a procedura già iniziata non possono soddisfare l’essenziale esigenza di consentire non solo alle organizzazioni sindacali di confrontarsi sul punto ma anche ai lavoratori coinvolti nella procedura di verificare se l’utilizzo della cigs sia coerente al programma di superamento della crisi adottato e, quindi, di consentire la tutela della loro posizione individuale, nella sostanza controllando il potere del datore di lavoro”.  Dunque, dopo che la Fiom ha sotterrato l’ascia di guerra conciliando in sede giudiziaria con la Fiat è lo Slai Cobas a prendere ora le redini di un contenzioso difficile. “Il ‘miracolo Panda’ –  commenta Vittorio Granillo, leader napoletano dello Slai –   ci ricorda la fiaba del “re nudo”: tutti magnificano da anni i supposti piani industriali di Marchionne  facendo finta di non vederne gli effetti e cioè una fenomenale anoressia (questa si) industriale ed occupazionale a Pomigliano ed in Italia, indipendentemente dai relativi picchi di vendita della Panda bastanti appena a far lavorare la metà degli addetti”! “.