Nuovi sindaci, vecchio ambiente.

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Un quartiere di Napoli Foto: Rete internet.

Tra le maggiori priorità per i nuovi sindaci : ambiente, qualità dell’aria, decoro urbano.Ogni anno 400 milioni di euro di danni provocati dall’incuria.

La battaglia per l’elezione dei sindaci delle grandi città è finita. Chiunque avrà vinto e si calerà addosso la fascia tricolore di primo cittadino, dovrà fare i conti con alcune priorità.Di solito  con  quelle che egli stesso ha infilato nel programma elettorale.Quelle liste   lunghe, noiose, ripetitive,se non scopiazzate .Tra  le questioni più spinose e serie da affrontare ci sono sicuramente quelle dell’ambiente urbano, della qualità dell’aria, del decoro. A Napoli, Lettieri ha avuto buon gioco ad  accusare De Magistris di aver fallito il traguardo della raccolta differenziata . A Roma i 5 Stelle hanno cavalcato in lungo e in largo lo stato di abbandono della città, con particolare accanimento sulla sporcizia. A Milano, Sala vuole intervenire sull’ intera filiera dei rifiuti. A Torino, Fassino si è impegnato per le periferie, e così via. Tutto sommato si  dichiarano tutti ambientalisti genuini, i candidati sindaci. Le loro iniziative su questi temi, in realtà, hanno convinto poco. Ha  convinto ancora  meno quella sinistra che per anni si è assunta la paternità di serie politiche ambientaliste, salvo poi voler affidare le  città a persone senza competenze e retroterra culturale necessari. Non si discute di “ambientalisti patentati”,ma di urbanisti, energy manager, ricercatori, gente dell’associazionismo che conosce cause e  rimedi. Se al centrosinistra  andrà bene, ha una prova di appello . Ma è fin troppo noto che dopo i consensi che  portano alla vittoria, gli eletti trovano mille motivi per allungare i tempi dei loro impegni. Dove trovare i soldi , rivedere le gare di appalto, nominare commissioni, confrontarsi con Regione e governo, sono le scuse più frequenti.C’è  di peggio. Proclami e suggestioni rivoluzionarie di cartapesta. Ricordate nel 2012 l’elezione dell’esponente 5 stelle a Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti ? ” Se non chiudo l’inceneritore della mia città mi dimetto”, urlò dal palco con Beppe Grillo al suo fianco.Ebbene Pizzarotti  è ancora Sindaco di Parma ( città non interessata da queste elezioni) con l’aggiunta di avvisi di garanzia, beghe grilline e con  l’inceneritore  di Parma – Ugozzolo che brucia più rifiuti di quando lui è stato eletto. C’è anche quacos’altro. Vincenzo De Luca, a Salerno, come  sindaco non è riuscito a costruire l’altro inceneritore della Campania, ma da Governatore ha iniziato a liberare i territori dalle ecoballe  risalenti – guarda un pò -all’epoca di un aspirante ,depresso candidato sindaco di Napoli. Nella classifica delle città del mondo dove poter vivere, per qualità ambientale, Milano e Roma sono al 40 e al 50 posto.Come dire:  benvenuto al nuovo Sindaco. L’Unione Europea ci osserva ed ha attribuito alle città italiane i cinque tipi più importanti di danni alla salute e all’ambiente : inquinamento atmosferico, traffico,  incidenti,  rumore , emissioni pericolose. Il valore dei danni provocati alle persone da questi agenti è di 400 milioni di euro all’anno. In tante settimane di  battaglia politica nessun candidato sindaco lo ha ricordato. Lo facciamo noi ora. A campagna elettorale conclusa e quando si devono prendere decisioni.***