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“Stampella della maggioranza”: con questa accusa, all’indomani del consiglio comunale del 18 marzo, cinque consiglieri di opposizione hanno preso le distanze dalla restante parte della minoranza.

Il manifesto
Il manifesto

È frattura tra le file dell’opposizione del consiglio comunale. Con un manifesto firmato da cinque dei nove consiglieri di minoranza, lo scorso venerdì si è esternata la divisione che già da qualche tempo sembrava preannunciata. Destinatari dell’attacco pubblico lanciato dai consiglieri Arturo Cutolo, Vincenzo Iovino, Francesco Pizzella, Maria Franca Tripaldi e Domenico Vitale non sono assessori o consiglieri di maggioranza dell’ente di Piazza Duomo, bensì altri tre rappresentanti dell’opposizione, Carmela Scala, Raffaele Parisi ed Emma Vecchione.

Il casus belli è stato dato dal consiglio comunale dello scorso 18 marzo, seduta che aveva in programma, tra gli altri punti, la nomina del presidente e del vicepresidente della commissione affari generali e l’adesione all’articolo 21 della legge regionale sul servizio idrico integrato. Convocazione a cui Cutolo, Iovino, Pizzella, Tripaldi e Vitale sono mancati, confidando che la restante parte della minoranza agisse allo stesso modo. I consiglieri Scala, Parisi e Vecchione, invece presenti al consiglio comunale in questione, sono stati allora accusati di fungere da “Stampella della maggioranza”, come riportato nel manifesto, che denuncia: “La maggioranza costituita da 12 consiglieri, sindaco compreso, non avrebbe raggiunto il numero utile per lo svolgimento del consiglio. Il comportamento di aiuto alla maggioranza non fa emergere quanto accade tra le loro file lacerate da profonde spaccature per l’accaparramento di incarichi e deleghe”.

Veloce è stata la risposta dei tre consiglieri in quota NCD – UDC: “L’opposizione si fa in aula. È chi abbandona sistematicamente i lavori del consiglio comunale che tradisce il mandato ricevuto dagli elettori” ha dichiarato il consigliere comunale Raffaele Parisi.
“Quanto accaduto ed il pretestuoso manifesto firmato dai miei colleghi confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, che ho fatto bene a prendere le distanze da chi continua ad utilizzare il seggio in consiglio comunale per perseguire i propri interessi. La maggioranza, come emerge dagli atti del consiglio comunale, non aveva bisogno del mio voto per approvare i capi all’ordine del giorno. Ripeto: non sono io ad aver sbagliato ma chi persevera in un atteggiamento che certo non aiuta a migliorare la nostra città. Le poltrone non mi interessano ed è per questo che non mi presto al gioco di chi cerca solo di sovvertire il voto democratico per egoismo, rancore e vendetta. L’alternativa a questo governo si costruisce con una proposta seria e credibile e non con i trucchetti che servono solo a dimostrare quanto poco questa opposizione tenga a cuore la nostra comunità” è lo sfogo di Parisi.