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Chi abita nelle zone dei locali notturni spesso non ce la fa più a sopportare urla, schiamazzi e musica ad alto volume. Una situazione che spesso è giunta allo scontro frontale tra cittadini residenti e i commercianti che gestiscono gli esercizi della movida notturna più importante e attrattiva dell’area a oriente di Napoli compresa tra Pomigliano, Acerra, Castello di Cisterna, Casalnuovo, Volla, Somma Vesuviana, Sant’Anastasia, Massa di Somma e Brusciano. Un territorio di oltre 250mila abitanti i cui giovani e meno giovani convergono la sera tutti in una sola direzione: Pomigliano. Ne sono scaturiti un business di notevole portata ma anche tanta rabbia e incomprensioni con la gente che abita nei luoghi d’incontro notturno. Ora però i commercianti intendono reagire. Non vogliono la guerra con la città. Vogliono stabilire almeno una tregua. Come ? Hanno costituito un comitato, il CMP, Comitato Movida di Pomigliano. Il presidente è Ciro Esposito, ormai storico esponente degli esercenti della zona. Ed hanno stilato un decalogo, ma sarebbe meglio chiamarlo pentalogo. Contiene cinque regolette chiare e semplici  per tutti. Con la prima regola i commercianti si impegnano a evitare emissioni sonore all’esterno dei locali. La seconda stabilisce che debba essere utilizzata plastica biodegradabile per le bevande da asporto. La terza vincola i gestori dei negozi a prendersi cura del decoro urbano delle aree adiacenti alle loro attività. La quarta istituisce l’impegno dei gestori dei locali a invitare i clienti ad assumere comportamenti civili durante la degustazione di pasti e bevande e l’ascolto di musica all’interno di bar, pub e ristoranti. la quinta, forse quella più impegnativa, impegna gli esercenti che aderiscono al comitato (Labyrinth, Oz Lab, Speakeasy Coktail Bar, Comm Jesce Jesce, Reves, Phoenix, Bar La Villa, Dublin Square, O Cuzzetiello Ra Nonna, The Sign, Caffetteria Leopardi) a far rispettare le stesse regole ai colleghi che del comitato non fanno parte. “Per avere un locale in grado di soddisfare tutte le esigenze – spiegano Ciro Esposito, Pasquale La Gatta (Labyrint) e Domenico Casoria (Speakeasy) – sia quelle del cliente che quelle della popolazione residente, è necessario fare degli investimenti strutturali per l’isolamento acustico e impegnarsi al massimo personalmente per l’affermazione della legalità, dell’educazione e di un più complessivo senso civico. A ogni modo nel frattempo un primo risultato della collaborazione che stiamo avendo con il Comune è stato il varo di “Pomigliano Serena”, con i vigili di notte dalle 22 alle 2 di tutti i venerdi e sabato di ottobre e novembre. Ma anche noi ci impegneremo fino in fondo”. La Gatta e Casoria gestiscono due locali che non hanno dato problemi di ordine pubblico. E questo è noto. Ma ci sono diversi piccoli locali notturni, bar, gelaterie, cornetterie, che hanno dato e stanno ancora dando problemi. “Il nostro compito sarà di persuadere tutti a fare di più: è nel nostro stesso interesse”, promettono i commercianti virtuosi. La situazione è a ogni modo oggettivamente difficile. Basti pensare ai numeri fatti registrare dall’ultima operazione congiunta di polizia municipale e carabinieri durante l’ultimo week end di movida: 534 multe nella ZTL, 64 infrazioni al codice della strada, 2 rimozioni con carro gru e 5 blocchi delle ruote con le ganasce. Tutti dati che forniscono le dimensioni di una movida che a Pomigliano è un fenomeno cresciuto a dismisura nell’ultimo decennio. Un fenomeno che doveva essere accompagnato da un’adeguata pianificazione. Così non è stato. Col risultato che ora si tenta di curare un corpo gravemente ammalato. Comunque l’autoregolamentazione del neonato comitato può far sperare in un concreto miglioramento della situazione. Ma quando ogni sera migliaia di persone si concentrano all’aperto nelle piazze e nelle strade ogni regola può saltare sistematicamente. E’ una mera questione di numeri. “Il compito è di quelli ardui ma ce la metteremo tutta. Ci vogliono sopratutto cultura, nuove idee, e senso spiccato di far parte di una comunità solidale e bisognosa di legalità”, l’ottimismo del comitato CMP.