CASALNUOVO. È iniziata ufficialmente l’era di Giovanni Nappi alla guida del Comune di Casalnuovo. La proclamazione del nuovo sindaco ha sancito la conclusione di una delle campagne elettorali più combattute degli ultimi anni e ha aperto una nuova fase politica per la città, segnata da un risultato che ha ribaltato gli equilibri consolidati dell’ultimo decennio.
L’insediamento è avvenuto davanti a una folta presenza di cittadini che hanno raggiunto la piazza del Municipio per assistere a un momento considerato storico per la comunità casalnuovese. Per la prima volta, infatti, un progetto civico riconducibile all’area del centrosinistra riesce a conquistare la guida dell’amministrazione comunale, interrompendo una lunga stagione politica che aveva visto il centrodestra mantenere il controllo dell’ente.
Dopo la proclamazione ufficiale, Nappi ha fatto il suo ingresso negli uffici comunali prendendo possesso della stanza del sindaco, occupata negli ultimi anni dall’amministrazione guidata da Massimo Pelliccia. Proprio l’ex primo cittadino, oggi consigliere regionale, aveva indicato come erede politica Nicoletta Romano, candidata sostenuta da una coalizione composta da ben tredici liste.
Nonostante una macchina elettorale numericamente molto più ampia, il centrodestra non è riuscito a conservare Palazzo di Città. Al secondo turno Nappi ha prevalso con oltre tredicimila voti, distanziando nettamente la sua avversaria e capitalizzando una forte richiesta di rinnovamento emersa durante la campagna elettorale.
Determinante si è rivelato anche il dialogo avviato dopo il primo turno con l’area politica che faceva riferimento a Kaia Iorio. L’intesa costruita tra le due realtà ha consentito di convogliare sul candidato vincente una parte significativa dell’elettorato che aveva scelto le forze progressiste e civiche escluse dal ballottaggio.
La vittoria, tuttavia, non risolve tutte le questioni politiche. Il nuovo sindaco dovrà infatti confrontarsi con una situazione complessa all’interno del Consiglio comunale, dove la coalizione vincente dispone di undici seggi su ventiquattro. Un numero insufficiente per garantire una maggioranza autonoma e stabile. Dalla stessa Forza Italia, partito del consigliere regionale, grande sconfitto del voto, partono segnali intesi da molti come spiragli, non ultimo quello dell’avvocato Ponticelli. Insomma nuovi equilibri inaspettati potrebbero nascere per consentire il varo effettivo di quest’amministrazione.
Le prossime settimane saranno quindi decisive per comprendere quali saranno gli assetti dell’aula e se si apriranno interlocuzioni con alcuni consiglieri eletti nelle liste avversarie. È da questi equilibri che dipenderà la tenuta della nuova amministrazione e la possibilità di trasformare il successo elettorale in una concreta capacità di governo.







