Dopo un’altra riunione, l’Heart Team convocato all’Ospedale Monaldi ha negato un nuovo trapianto al bambino con il cuore “bruciato”
Questa è la decisione dell’Heart Team convocato a Napoli, all’Ospedale Monaldi: un no secco, che pesa sul cuore dei genitori come un macigno.
Il bimbo di Nola ha appena 2 anni e 4 mesi e pochi mesi fa ha già subito un trapianto di cuore, definito a posteriori “bruciato”. Purtroppo gli esperti hanno convenuto che, allo stato attuale, non ci sono le condizioni necessarie per procedere con un altro intervento.
Il team convocato e che si è espresso sulla possibilità di un nuovo trapianto per il bimbo (ipotesi sostenuta fino ad ieri dal complesso campano) è composto da alcuni tra i massimi specialisti italiani del settore: il professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, il professor Giuseppe Toscanodell’Università di Padova, il dottor Amedeo Terzi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.
La notizia di un nuovo cuore disponibile è arrivata Martedì e la signora Patrizia, mamma del bambino, è stata subito convocata in ospedale. Le informazioni aggiuntive e la decisione del comitato però sono arrivate solo dopo la mezzanotte.
La donna, per affrontare questi momenti difficili, ha passato del tempo con il Cardinale Domenico Battaglia e, secondo quanto riferito, hanno pregato insieme. Il cardinale aveva già fatto visita alla signora, in forma strettamente privata.
Dato l’esito negativo dell’Heart Team, il cuore reso disponibile verrà ora messo a disposizione degli altri tre centri coinvolti, seguendo i protocolli nazionali di assegnazione.
La notizia ha scosso l’intera comunità che si stringe attorno alla famiglia del bimbo pregando e cercando in ogni modo possibile di fare un gesto di solidarietà.



