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giovedì, Dicembre 2, 2021

Mertens ce lo insegna: il falso nueve non ha nulla a che fare col pezzotto

Il Napoli domina al San Paolo contro il Torino, il belga porta un altro pallone a casa, la moglie si arrabbia e De Laurentiis si fa due conti…

Soltanto a Napoli, patria delle imitazioni perfette prima che arrivassero i cinesi (che non a caso all’ombra del Vesuvio hanno trovato comode collocazioni), il concetto di falso poteva essere ben distinto da quello di “pezzotto”. Dries Mertens, per esempio, che anche ieri è stato protagonista della partita vinta dagli azzurri in maglia “modello fujenti” contro il Torino per 5 a 3, è un falso nueve. Ma non è affatto un nueve “pezzotto”: vede la porta, si muove bene, segna molto. Ieri ne ha fatti quattro e si è portato di nuovo il pallone a casa, come accade ogni volta che un calciatore segna una tripletta.

La moglie lo aspetta, ormai, rassegnata: ogni domenica un pallone, lo spazio da trovare nella parete attrezzata, la paura che le mensole prima o poi non basteranno più. Era un esterno, Mertens: giocava poco e segnava meno. Dicevano che non aveva i 90 minuti nelle gambe, che era discontinuo, che si innamorava del pallone (quello sì, tanto è vero che se li porta a casa). Evidentemente Sarri ha fatto il miracolo tecnico di restituire forza e vigore anche a lui: ci ha messo un po’ di tempo, ha preso due o tre scivoloni prima di rodare il meccanismo, ma oggi il Napoli gioca bene e vince, soprattutto grazie a Mertens. In mezzo ci sono state polemiche ed incazzature, ora tutte archiviate in nome di un entusiasmo legittimato da azioni bellissime e gol strepitosi.

Ovviamente lo scudetto è già assegnato, ma pare logico aspettarsi comunque un bel campionato anche quest’anno. Piuttosto pensiamo a Pavoletti, che a quanto pare è stato già acquistato: vuoi vedere che adesso De Laurentiis lo scarica perché è convinto che in attacco siamo a posto? Già ce lo immaginiamo che contatta Mertens per dirgli: “Io un attaccante lo compro lo stesso, ma tu devi venderti i palloni e poi dividiamo l’incasso, così almeno ammortizzo i costi…”

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